Conto correnti, triplici controlli inediti e rafforzati da Agenzia Entrate. Le modifiche

Ad aver reso l'Agenzia delle entrate più forte nelle sue prerogative ci hanno poi pensato alcune sentenze e norme ben precise che hanno reso più facile puntare lo sguardo sui conti correnti.

Conto correnti, triplici controlli inedi

Controlli più ferrei con ultime sentenze


Tre nuove tipologie di controllo, alcune delle quali non del tutto inedite, ma cercate cambiate e rafforzate, dei conti correnti da parte dell'Agenzia delle Entrate che aumenta così il suo potere di accertamento.

Si chiama risparmiometro e ha preso il posto del redditometro come strumento a disposizione dell'Agenzia delle entrate per controllare i conti correnti. Cambia il nome, si affinano i parametri, ma il concetto di fondo è sempre lo stesso: andare a caccia di irregolarità e incongruenze tra le entrate, così come indicate nella dichiarazione dei redditi, e il tenore di vita. Troppe volte si assiste infatti a una differenza che non trova giustificazioni se non in un tentativo di truffa. A ogni modo, questo strumento è adesso in vigore solo in via sperimentale e in ogni caso si tratta solo di uno dei tre nuovi strumenti di controllo a disposizione del fisco. La tendenza è comunque chiara e prevede un irrigidimento e una maggiore frequenza nelle attività di controllo dei conti correnti.

Controlli più ferrei con le ultime sentenze

Ad aver reso l'Agenzia delle entrate più forte nelle sue prerogative ci hanno poi pensato alcune sentenze della Corte di cassazione. Di fatto hanno reso più facile per gli uomini del fisco puntare lo sguardo sui conti correnti dei contribuenti. Il tutto va poi inquadrato alla luce del mantenimento della disposizione secondo cui continua a spettare allo stesso contribuente l'onere della prova ovvero dimostrare, in caso di contestazione, che il prelievo o il versamento sia lecito. In ogni caso, l'Agenzia delle entrate può chiedere chiarimenti sulla provenienza dei soldi fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Infine, a completamento del quadro normativo di cui tenere conto nella gestione del conto corrente, la presunzione relativa ai prelevamenti, per le imprese, si applica agli importi superiori a 1.000 euro giornalieri e 5.000 euro mensili mentre è inapplicabile nei riguardi degli esercenti arti e professioni.

Controlli sulle operazioni e strumenti finanziari

Meglio iniziare a prendere confidenza con le regole sui conti correnti riguardanti il prelievo e il deposito delle somme. Ce ne sono tre in particolare: il saldo dei libretti di deposito bancari o postali non può essere superiore a 1.000 euro; gli assegni bancari e postali superiori a 1.000 euro devono recare l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità; è vietato il trasferimento di contante o di libretti di deposito bancari o postali se il valore è pari o superiore a 3.000 euro. Di positivo c'è che, in caso di richiesta di maggiori informazioni, l'Agenzia delle entrate pubblica adesso le risposte alle istanze a decorrere dal primo settembre 2018 e nel rispetto delle previsioni normative in materia di protezione dei dati personali mediante l'oscuramento dei dati e l'eliminazione di ogni riferimento che possa consentire l'identificazione del soggetto interessato.

Dopodiché restano fermi i casi di segreto o divieto di divulgazione previsti dalla legge. L'obiettivo è consentire ai cittadini di avere la più ampia conoscenza dei chiarimenti del fisco, anche in relazione ai conti correnti.