Controlli Agenzia Entrate e INPS rinnovati e più rigidi. Pronta una serie lettere e avvisi

Da una parte si punta a stanare gli evasori fiscali, dall'altra i datori di lavoro che non hanno pagato i contribuenti previdenziali per il lavoro domestico.

Controlli Agenzia Entrate e INPS rinnova

Agenzia delle entrate: controlli più stretti


Fine anno di rigidi controlli per ragioni differenti da parte di Agenzia delle entrate e Inps. Da una parte si punta a stanare gli evasori fiscali, dall'altra i datori di lavoro che non hanno pagato i contribuenti previdenziali per il lavoro domestico. E in entrambi i casi non si tratta di mere intenzione perché sia le Entrate e sia l'Istituto nazionale per la previdenza sociale sono ufficialmente entrati nella fase operativa. Per sapere quali saranno i risultati raccolti occorre invece attendere la fine dell'anno quando si procederà a un primo consuntivo, ma con l'evidente intenzione di proseguire lungo questa linea di rigidità nei controlli.

Agenzia delle entrate: controlli più stretti

Quello stretto da Anci, Ifel, Agenzia delle entrate e Guardia di finanza è un patto della durata di tre anni per il contrasto dell'evasione fiscale sia a livello locale sia nazionale, sia da parte di singoli contribuenti e sia di imprese. Gli obiettivi dichiarati sono stati messi nero su bianco: coordinamento e indirizzo strategico-operativo da parte del gruppo di lavoro, formazione mirata con l'utilizzo delle best practice e delle nuove tecnologie, rafforzamento della rete dei referenti a livello territoriale che lavoreranno in sinergia in ogni fase del processo, segnalazioni qualificate.

Inps, controlli al via. Chi è interessato dagli avvisi

L'Istituto nazionale della previdenza sociale sta inviando avvisi bonari ai datori di lavoro domestico, nell'ambito dell'operazione Silenti 2018. La richiesta contenuta nelle missive è chiara: regolarizzare subito il rapporto di lavoro ovvero provvedere al pagamento dei contributi. L'obiettivo dichiarato, che va nella scia di precedenti operazioni di questo tipo di cui negli anni scorsi l'Inps si è resa protagonista, è il recupero dei contributi previdenziali non versati dai datori di lavoro domestico a favore di colf, badanti e baby sitter. Un fenomeno che, dati alla mano, è sempre più pronunciato in Italia. Si tratta di un aspetto di primaria importanza sia in ottica fiscale di contrasto all'evasione e sia pensando alla pensione futura dei lavoratori, al congedo di maternità, al diritto alla disoccupazione e all'assicurazione contro gli infortuni.

Il calcolo dei contributi - come fa presente lo stesso Istituto nazionale della previdenza sociale - varia in base al tipo di contratto e alle ore di lavoro di colf e badanti. La strategia è comunque inizialmente morbida poiché l'Inps sta per ora inviando avvisi bonari ai ritardatari del versamento dei contributi previdenziali di almeno un trimestre. Sotto osservazione ci sono soprattutto gli anni dal 2014 a oggi con tanto di invito a mettersi in regola entro 30 giorni per evitare l'invio della cartella esattoriale da parte dell'Agenzia delle entrate. Nel caso di mancato adempimento del sollecito di pagamento dell'Inps, scatta l'iscrizione a ruolo del debito previdenziale all'Agenzia delle entrate Riscossione che provvede a spedire al datore di lavoro moroso la cartella esattoriale con tutte le conseguenze successive.

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