Controlli conti corrente e risparmiometro: come funziona? Regole e movimenti sotto controllo

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Controlli conti corrente e risparmiometr

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Come funzionano i nuovi controlli sui conti correnti degli italiani e nuove regole del risparmiometro: chi finisce nel mirino dei controlli

I soldi risparmiati tenuti sul proprio conto corrente finiscono sotto la lente di ingrandimento dei controlli: si prepara, infatti, a partire la nuova superanagrafe dei conti correnti. Vediamo cosa prevede il risparmiometro e come funzioneranno i nuovi controlli.

Nuovi controlli conti correnti: le regole

Come confermano le ultime notizie, il Ministero dell'Economia avrebbe dato l'ok alla nuova superanagrafe per controllare i conti correnti dei cittadini italiani, permettendo all’Agenzia delle Entrate di entrare e vedere i conti correnti di tutti gli italiani. Si tratta di una misura che fino ad ora valeva solo per le società ma che ora sarà estesa a tutti i cittadini titolari di conto corrente.

La novità prevede che Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza possano entrare nei conti correnti di tutti incrociando le informazioni sui movimenti di denaro per scovare i furbetti del Fisco, tra chi nasconde soldi e chi dichiara meno. I controlli si concentreranno soprattutto su coloro che in un anno hanno fatto ingenti acquisti o hanno speso molto denaro pur avendo, sulla carta, un tenore di vita relativamente medio.

Lo stesso direttore dell'Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore, ha, infatti, spiegato che controlli e incroci si fanno e si faranno dove vale la pena, miratamente per importi molto rilevanti per verificare eventuali anomalie.

Nuovo Risparmiometro: come funziona   

Il nuovo Risparmiometro è un software appositamente realizzato per verificare e controllare se il contribuente ha speso più di quanto incassato. Il cosiddetto Risparmiometro confronta il saldo del conto corrente da un anno all’altro, alla ricerca delle incongruenze tra quanto risparmiato e depositato e quanto denunciato nella dichiarazione dei redditi. Se i dati del confronto dovessero risultare incongruenti allora scatterà l’accertamento da parte del Fisco.

Se dal controllo, infatti, dovesse risultare uno scostamento tra spese e guadagni dichiarati del 20% da un anno all’altro scatta la verifica per capire se i soldi guadagnati sono frutto di attività non dichiarate al Fisco.

Accertato lo scostamento, la fase successivo prevede la contestazione e se le risposte fornite dal cittadino non saranno convincenti, si può decidere l’eventuale sanzione. Secondo quanto riportano le ultime notizie, i controlli potrebbero andare indietro fino al 2014.

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