Controlli contro evasione fiscale e Fisco 2019 nuovi e sempre più severi Agenzia Entrate

di Marianna Quatraro pubblicato il
Controlli contro evasione fiscale e Fisc

Controlli automatici Agenzia delle entrate

Nel caso di anomalie, il contribuente riceve una comunicazione per regolarizzare eventuali omissioni o incompletezze. A quel punto deve decidere cosa fare.

Maglie sempre più strette del fisco che sta proseguendo senza soluzione di continuità l'attività di contrasto ai furbetti di turno. E lo fa intensificando i controlli e alzando il livello di rigidità con accertamenti nuovi o più severi che prenderanno il via pienamente nel 2019. In sostanza tutto viene passato al vaglio: c'è la dichiarazione dei redditi, naturalmente, ma anche i movimenti sui conti e i pagamenti in contanti. Le operazioni sono finalizzate a individuare i contribuenti con anomalie e incongruenze. C'è in particolare una linea guida da seguire con attenzione: il potenziamento del contrasto all'evasione dell'Iva, così come spiegato dall'Agenzia delle entrate che intende sfruttare tutti gli strumenti a disposizione, tra cui un rapporto ancora più stretto con la Guardia di finanza. In pratica le Entrate possono incrociare i dati e i movimenti su conto, i pagamenti e gli acquisti e dai risultati ottenuti individuare i casi possibili di evasione fiscale.

Controlli automatici su società e liberi professionisti

E se adesso le attenzioni sono rivolte alle società di persone e le società di capitali per via dell'implementazione dell'algoritmo automatico per i controlli, gli sforzi dell'Agenzia delle entrate potrebbero essere presto indirizzati nei confronti dei liberi professionisti. In fin dei conti il rapporto tra evasione fiscale e analisi del rischio è sempre stato centrale nelle strategie dell'Agenzia delle entrate. A far fede sono le cosiddette presunzioni ovvero le conseguenze che il giudice trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignorato. Significa che un'eventuale incompletezza, falsità o inesattezza dei dati ovvero l'esistenza di attività non dichiarate possono essere desunte sulla base di presunzioni semplici.

Nel caso di anomalie, il contribuente riceve una comunicazione via Pec per regolarizzare eventuali omissioni o incompletezze. A quel punto può decidere di sanare la sua posizione oppure riportare i dati corretti versando la sanzione comminata. Ma anche evidenziare gli elementi trascurati dall'Agenzia delle entrate o segnalare errori che possono far cambiare il giudizio espresso nella comunicazione.

Gli obiettivi del nuovo accordo del fisco

Il nuovo accordo sottoscritto tra ministero dell'Economia e Agenzia delle entrate fissa l'ambizioso obiettivo di effettuare 230.000 controlli congiunti nei prossimi tre anni. E il tutto è stato messo nero su bianco laddove si legge che per valutare le iniziative congiunte tra Entrate e Fiamme gialle volte a potenziare le attività di analisi finalizzate a contrastare la sottrazione di basi imponibili, è previsto uno specifico indicatore che riguarda il numero di soggetti che vengono sottoposti ad analisi congiunta da parte dei due enti per predisporre i piani di intervento. Non è un caso che proprio di recente l'Agenzia delle entrate abbia deciso di potenzia l'area di prevenzione ovvero migliorare gli strumenti di patent box, richieste a interpelli e cooperative compliance per favorire procedure amichevoli nella risoluzione delle controversie con i contribuenti. Lo scopo finale è naturalmente di raccogliere maggiori entrate.

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