Controlli fisco e accertamenti 2019 per auto posseduta o nuovo acquisto. Difendersi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Controlli fisco e accertamenti 2019 per

La sentenza della Corte di Cassazione

Per la Corte di Cassazione, l'automobile di lusso fa scattare il redditometro. Intestarsi un'auto costosa vuol dire avere una disponibilità economica superiore alla media.

Attenzione alle spese per l'auto perché scatta l'accertamento con il redditometro se si è incapaci di dimostrare in che modo le sostiene. Il pensiero che ispira l'Agenzia delle entrate è semplice: non basta acquistare un'auto perché poi bisogna anche mantenerla. E questo ragionamento vale soprattutto nel caso delle vetture di lusso, i cui costi di gestione sono decisamente alle stelle. Qualche esempio? Il bollo auto legato alla potenza della vettura, ma anche il super bollo da versare allo Stato, i maggiori consumi di carburante e il prezzo dell'assicurazione mediamente più alto, senza contare le eventuali spese per il garage e quelle mai economiche relative alla manutenzione ordinaria e a quella straordinaria. E in questo contesto si inserisce una importante sentenza in materia della Corte di Cassazione.

La sentenza della Corte di Cassazione

Per la Corte di Cassazione, l'automobile di lusso fa scattare il redditometro. Perché se si hanno le disponibilità economiche e si dichiarano, allora non suona il campanello d'allarme. Ma se si acquista una vettura costosa (sia essa una fuoristrada, una super car o una sportiva), ma dall'ultima dichiarazione dei redditi non risulta un giro d'affari tale da poter giustificare questa spesa, allora scatta l'accertamento fiscale, basato sul redditometro. Tutto legittimo secondo i giudici perché intestarsi un'auto costosa vuol dire avere una disponibilità economica superiore alla media. Naturalmente se la Cassazione è arrivata alla pronuncia è per via di un ricorso presentato da un contribuente contro un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle entrate via redditometro essendo stata riscontrata una maggior capacità contributiva rispetto al possesso di beni, tra cui un'auto di lusso.

Ma se secondo il ricorrente, le risultanze del redditometro non possano assurgere al rango di presunzioni legali dovendo le stesse essere considerate mere presunzioni semplici da convalidare all'esito del contraddittorio instaurato con il contribuente delle quali dare conto nella motivazione dell'avviso d'accertamento, di parere opposto la Suprema Corte. Per i giudici in tema di accertamento in rettifica delle imposte sui redditi delle persone fisiche, la determinazione effettuata con metodo sintetico, sulla base degli indici di riferimento riguardanti il redditometro, dispensa l'Agenzia delle entrate da altre prove rispetto all'esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva. Di conseguenza ritiene legittimo l'accertamento e mette a carico del contribuente l'onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore.

Cosa interessa al Fisco e cosa fare

In buona sostanza, il Fisco vuole sì sapere se l'auto di lusso è stata acquistata grazie a improvvise e straordinarie entrate di denaro (una vincita al gioco, una donazione da amici o parenti), ma può verificare l'esistenza di introiti sostiene i costi di gestione. Se i redditi sono bassi, scatta il sospetto che il contribuente percepisce somme in nero.

Queste decisioni, anche inerenti alle auto, riguardano le più ampie direttive per controlli del Fisco sempre più severi previsti per il 2019 anche per una nuova organizzazione dell'Agenzia delle Entrate

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