Controlli nel 2019 Agenzia Entrate entro quanti anni possono andare indietro nel tempo

di Marianna Quatraro pubblicato il
Controlli nel 2019 Agenzia Entrate entro

Controlli fisco, fino a quando tornano indietro

La questione degli accertamenti fiscali retroattivi è centrale quando si parla del potere dell'Agenzia delle entrate in sede di controllo. Tutte le tempistiche.

Anno dopo anno aumenta il potere dell'Agenzia delle entrate ovvero diventano sempre più pervasivi i controlli fisco.

Alla base della volontà del legislatore di dotare le Entrate di nuovi strumenti per la verifica del comportamento fiscale dei contribuenti - società, professionisti, lavoratori autonomi, ma anche disoccupati e pensionati - ci sono i numeri sull'evasione fiscale, anche nel 2019, che rivelano l'esistenza di larghe fette della popolazione che nascondono guadagni e ricavi.

Si tratta del cosiddetto "nero", che si affianca ai trucchi e agli espedienti per pagare meno tasse, ma in maniera illegale. L'aspetto che vogliamo adesso approfondire è quello della retroattività dei controlli del fisco: fino a quanti anni possono andare indietro nel tempo i controlli dell'Agenzia delle entrate.

Controlli Agenzia entrate nel 2019

La questione degli accertamenti fiscali retroattivi è centrale quando si parla del potere dell'Agenzia delle entrate nella verifica delle posizioni dei contribuente, siano essi professionisti, lavoratori autonomi e società, ma come dimostrano i casi più recenti anche disoccupati e pensionati.

La materia è stata più volte oggetto di modifiche legislative e anche i tribunali si sono più volti espressi. E anzi, proprio nel 2019 gli accertamenti fiscali retroattivi acquisiscono maggiore importanza perché l'Agenzia delle entrate si è adesso dotato di un nuovo potente strumenti, la Super anagrafe dei conti correnti, che permette di controllare i risparmi dei contribuenti ovvero il livello di spesa, per poi effettuare un confronto con la dichiarazione dei redditi.

Il fisco non può però scavare nel tempo all'infinito. Esiste insomma una barriera temporale oltre la quale è impossibile andare, pena la decadenza di tutta l'attività di controllo. In qualche modo il contribuente riesce a farla franca o, se innocente ovvero se non ha commesso alcuna irregolarità, riesce a tenersi alla larga dagli accertamenti fiscali in cui l'onere della prova spetta proprio al controllato.

Norme 2019 alla mano, esistono due barriere temporali in base alla gravità del comportamento fiscale e alla difficoltà per gli uffici dell'Agenzia delle entrate nel rilevare l'evasione.

Controlli fisco, fino a quanto è possibile tornare indietro

I controlli si riferiscono sia all'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e sia alle irregolarità. Più precisamente, per le evasioni dopo il primo gennaio 2016, il fisco non può andare indietro nel tempo più di 5 anni per gli accertamenti nei confronti dei contribuenti che ha presentato la dichiarazione dei redditi senza l'indicazione di tutti i redditi percepiti o comunque non in maniera fedele ovvero inferiore a quelli reali.

Da 5 salgono invece a 7 gli anni per eseguire un accertamento fiscale retroattivo, ma solo nei confronti dei contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda il conteggio, inizia dal primo gennaio dell'anno successivo a quello della presentazione (o della non presentazione) della dichiarazione dei redditi.

Dal punto di vista procedurale, le Entrate devono notificare l'avviso di accertamento entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione oppure entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Per le evasioni precedenti il primo gennaio 2016, i tempi a disposizione dell'Agenzia delle entrate sono inferiori ovvero quattro anni per i redditi non dichiarati ai contribuenti e cinque anni per le dichiarazioni dei redditi omesse.

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