Controllo contanti e conti correnti, nuove indagini basate su prelievi Agenzia Entrate

di Marianna Quatraro pubblicato il

Perché il Risparmiometro si rivela uno strumento efficace per stanare forme di guadagno in nero e dunque l'evasione fiscale? Ecco chi e cosa controlla.

Controllo contanti e conti correnti, nuo

Controlli Guardia di finanza e Agenzia entrate

Se fino a questo momento l'attenzione dell'Agenzia delle entrate si è concentrata sulle spese dei contribuenti alla ricerca di ricavi non dichiarati e dunque di evasione fiscale, adesso i controlli sono anche sui risparmi. Il fisco si è infatti dotato di uno nuovo strumento che studia le mancate spese. Il ragionamento è semplice: è impensabile secondo l'Agenzia delle entrate che il titolare di un conto corrente non effettui alcun prelievo o alcuna spesa ovvero che non spenda una cifra minima. Tra il pagamento delle bollette, le spese per la casa o per il cibo, ci sono alcuni costi obbligati a cui nessuno sfugge.

Ecco allora che se il saldo del conto corrente continua a non scendere e la lista movimenti registra solo depositi e non prelievo, suona il campanello d'allarme. E come accade tutte le volte che ci sono di mezzo i controlli dell'Agenzia delle entrate, anche nel caso del Risparmiometro 2019, spetta al contribuente dimostrare il corretto comportamento fiscale e non al fisco l'evasione fiscale del controllato. Dopo la fase di sperimentazione, si entra adesso nella fase esecutiva.

Controllo prelievi conti correnti, come funzionano

Perché il Risparmiometro si rivela uno strumento efficace per stanare forme di guadagno in nero e dunque l'evasione fiscale? Per la sua capacità di analizzare e controllare non solo il conto corrente, ma anche depositi chiusi, gestione collettiva del risparmio, finanziamenti, prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione, conto terzi individuale o globale, garanzie, patto compensativo, conto deposito a risparmio libero o vincolato, cessione indisponibile, contratti derivati, finanziamento in pool, operazione extra-conto, certificati di deposito e buoni fruttiferi, rapporti fiduciario.

I controlli dell'Agenzia delle entrate con il Risparmiometro 2019-2020 sono quindi estesi a crediti, acquisto e vendita di oro e metalli preziosi, gestione patrimoniale, dopo incasso, fondi pensione, carte di credito e debito, conto deposito titoli e obbligazioni, cassette di sicurezza, portafoglio e ogni tipo di partecipazione individuale o collettiva. Impossibile insomma riuscire a farla franca, soprattutto in seguito al via libera del Garante della privacy arrivato dopo le correzioni del fisco.

Controlli Guardia di finanza e Agenzia entrate

Il ciclo dei controlli sarà continuo e incessante, tenendo conto che le comunicazioni relative al Risparmiometro 2019-2020 saranno annuali nel caso di dati identificativi del rapporto, dati relativi ai saldi del rapporto, saldo iniziale alla data di apertura, dati relativi agli importi totali delle movimentazioni, giacenza media annua.

Ma saranno addirittura mensile in riferimento ai dati anagrafici delle persone collegati al rapporto e ai dati relativi al rapporto finanziario e delle operazioni extra-conto. I dati sono utilizzati dall'Agenzia delle entrate, dalla Guardia di finanza, dagli agenti della riscossione, dall'autorità giudiziaria, dall'Ufficio italiano cambi, dal Ministero dell'Interno, dagli esperti del Servizio consultivo e Ispettivo tributario.

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