Cosa fare se si riceve una lettera del Fisco e Agenzia Entrate. Come si può rispondere

La lettera inviata dalle Entrate non è un accertamento, ma un invito a verificare la propria posizione fiscale ed mettersi in regola con il pagamento.

Cosa fare se si riceve una lettera del F

Lettera dell'Agenzia delle entrate


Quella fatidica busta verde è sempre considerata causa di problemi perché la provenienza è nota. Tuttavia è la stessa Agenzia delle entrate a invitare alla cautela e a spiegare, passo dopo passo con la guida "L'Agenzia ti scrive", cosa fare quando si riceve una lettera dal fisco. Le nuove regole hanno infatti introdotto la cosiddetta tax compliance si tratta dell'adempimento spontaneo degli obblighi tributari. Prima che l'Agenzia notifichi un avviso di accertamento, il destinatario della comunicazione può così regolarizzare l'errore attraverso lo strumento del ravvedimento operoso. In sostanza, prima di mettere in moto il suo apparato, le Entrate provano a raggiungere un rapido accordo con il contribuente in difetto o comunque a cui viene contestate l'irregolarità. E per farlo permette la consultazione dei dati e degli elementi in possesso sulla propria posizione tributaria.

Lettera dell'Agenzia delle entrate, chi la riceve

In partenza occorre sapere che l'Agenzia delle entrate invia la lettera ai contribuenti che non avrebbero dichiarato (o lo avrebbero fatto in parte) un reddito derivante da un contratto di locazione di un immobile, un reddito da lavoro dipendente o un reddito di partecipazione in società o in qualunque altra forma. Più esattamente si tratta dei redditi dei fabbricati derivanti da contratti di locazione di immobili, dei redditi di lavoro dipendente o di pensione, degli assegni periodici corrisposti dal coniuge, a seguito di separazione, divorzio o annullamento del matrimonio, dei redditi di partecipazione in società, associazioni fra artisti e professionisti, imprese familiari, aziende coniugali.

E ancora: dei redditi di capitale relativi agli utili e agli altri proventi equiparati corrisposti da società di capitale o enti commerciali e altri redditi di capitale, dei redditi di lavoro autonomo non derivanti da attività professionali, redditi diversi, dei redditi di lavoro autonomo derivanti dall'esercizio di arte o professione abituale, compresi quelli in regime di vantaggio e quelli in regime forfettario.

Come rispondere alla lettera

A differenza del recente passato, il fisco garantisce al contribuente la possibilità di effettuare le correzioni richieste e i conseguenti versamenti delle somme dovute, beneficiando della riduzione delle sanzioni. Oppure di dimostrare il comportando corretto indicando elementi non conosciuti dall'Agenzia delle entrate. Di conseguenza la prima cosa da fare è verificare che le contestazioni siano corrette. Quindi fornire eventuali elementi per giustificare l'anomalia riscontrata ovvero presentare una dichiarazione integrativa nella quale indicare i redditi non dichiarati per correggere le irregolarità evidenziate nella comunicazione. Per rispondere ci si può avvalere dell'assistenza dei Cam (Centro assistenza multicanale) o degli Uffici territoriali delle Direzioni provinciali dell'Agenzia oppure procedere per via telematica trasmettendo documentazione in formato elettronico tramite Civis, il canali di assistenza telematica delle Entrate.