Cosa succede se planimetria casa non corrisponde al catasto e rischi, sanzioni possibili

di Chiara Compagnucci pubblicato il
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Planimetria casa, cosa succede se non corrisponde catasto

Quando si parla di mancata corrispondenza della planimetria della casa è indispensabile fare una distinzione tra la difformità di lieve entità e quella di grave entità.

C'è un aspetto centrale che non bisogna mai perdere di vista quando di mezzo c'è un contratto di compravendita di un immobile. Ma anche quando si tratta di una divisione di un bene ed è quella della planimetria. Questo è un passaggio indispensabile in quanto ciascuno di questi documenti - ma l'elenco potrebbe essere ben più lungo - deve contenere l'identificazione catastale del bene. Ancora più esattamente, occorre la conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie.

Al di là degli aspetti amministrativi, in base ai quali la dichiarazione può essere sostituita da un'attestazione di conformità, purché rilasciata da un tecnico abilitato, resta il fatto che dalla verifica della conformità con le risultanze dei registri immobiliari non si può prescindere. Ci domandiamo quindi cosa succede se la planimetria non corrisponde al catasto. Approfondiamo in questo articolo:

  • Planimetria casa, cosa succede se non corrisponde al catasto

  • Leggi 2022 sulla corrispondenza della planimetria della casa

Planimetria casa, cosa succede se non corrisponde al catasto

Quando si parla di mancata corrispondenza della planimetria della casa è indispensabile fare una distinzione tra la difformità di lieve entità e quella di grave entità. Nel primo caso, il tecnico incaricato della verifica non è chiamato ad aggiornare la planimetria ma può redigere una dichiarazione di attestazione della rispondenza tra lo stato di fatto e i dati catastali.

Nella seconda circostanza, il tecnico abilitato deve invece presentare una nuova planimetria catastale. Una eventuale variazione va comunicata entro 30 giorni dal termine dei lavori con la procedura Docfa.

Il software può essere scaricato dal sito web dell'Agenzia delle entrate per l'accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione (accatastamento); delle variazioni dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari urbane censite; delle unità afferenti edificate su area urbana, in sopraelevazione o su aree di corte; dei beni immobili non produttivi di reddito urbano, ivi compresi i beni comuni, e relative variazioni.

Leggi 2022 sulla corrispondenza della planimetria della casa

Disposizioni aggiornate alla mano, gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi a oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati già esistenti, a esclusione dei diritti reali di garanzia, devono contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, oltre all'identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, sulla base delle disposizioni vigenti in materia catastale.

La dichiarazione può essere sostituita da un'attestazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale. Prima della stipula dei predetti atti il notaio individua gli intestatari catastali e verifica la loro conformità con le risultanze dei registri immobiliari.

E ancora: la richiesta di registrazione di contratti, scritti o verbali, di locazione o affitto di beni immobili esistenti sul territorio dello Stato e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite, deve contenere anche l'indicazione dei dati catastali degli immobili. La mancata o errata indicazione dei dati catastali è considerata fatto rilevante ai fini dell'applicazione dell'imposta di registro ed è punita con la sanzione prevista.

Quale? Chi omette la richiesta di registrazione degli atti e dei fatti rilevanti ai fini dell'applicazione dell'imposta, ovvero la presentazione delle denunce, è raggiunto da una sanzione amministrativa dal 120 al 240% dell'imposta dovuta. Se la richiesta di registrazione è effettuata con ritardo non superiore a 30 giorni, si applica la sanzione amministrativa dal 60 al 120% dell'ammontare delle imposte dovute, con un minimo di 200 euro.