Credito di imposta affitto negozi, bar e ristoranti. Limiti e condizioni per fare domanda

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Credito di imposta affitto negozi, bar e

Credito d'imposta per negozi e botteghe

Il primo aspetto su cui l'Agenzia delle entrate ha fatto chiarezza riguarda l'ambito di applicazione del credito d'imposta ai contratti di affitto in ambito commerciale.

Tra le prime misure assunte dal governo per alleviare le difficoltà economiche e di liquidità che sono sorte in seguito alla diffusione del coronavirus c'è il credito d'imposta per botteghe e negozi.

Destinatari di questa misura sono i soggetti esercenti attività d'impresa che possono appunto fruire di questa agevolazione al 60% delle spese sostenute per il mese di marzo purché rientranti nelle categoria C1, quella appunto di botteghe e negozi.

In attesa di un allargamento di questa misura anche ad altre attività, il passaggio dalla teoria alla pratica ovvero all'applicazione delle norme si st rivelando meno scontato di quanto possa sembrare.

A tal punto che l'Agenzia delle entrate è formalmente intervenuta per fare chiarezza su alcuni aspetti pratici.

Vediamo allora nei dettagli quali sono state le precisazioni in merito al credito di imposta affitto negozi, bar e ristoranti ovvero ai limiti e alle condizioni precisate dall'Agenzia delle entrate per presentare domanda. In particolare approfondiamo

  • Immobili e attività escluse da credito d'imposta per negozi e botteghe
  • Credito d'imposta per negozi e botteghe e pagamento del canone pattuito

Immobili e attività escluse da credito d'imposta per negozi e botteghe

Il primo aspetto su cui l'Agenzia delle entrate ha fatto chiarezza riguarda l'ambito di applicazione del credito d'imposta ai contratti di affitto di immobili rientranti nella categoria catastale D8.

Il dubbio nasce dalla mancata citazione di questa categoria nel decreto anche se ha destinazione commerciale.

Per D8 si intendono testualmente quei fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un'attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni.

Nessun dubbio per l'Agenzia delle entrate, secondo cui il decreto governativo specifica in maniera chiara e senza possibilità di fraintendimenti che gli immobili oggetto di locazione per cui è possibile fruire del credito d'imposta sono solo quelli classificati nella categoria catastale C1 ovvero negozi e botteghe.

Di conseguenza sono esclusi i contratti di locazione di immobili rientranti nelle altre categorie catastali differenti, come D8.

Credito d'imposta per negozi e botteghe e pagamento del canone pattuito

Il secondo aspetto chiarito dall'Agenzia delle entrate non riguarda i destinatari della misura ma le modalità del credito d'imposta riconosciuto nella misura del 60% dell'ammontare del canone di locazione: matura in relazione al canone di affitto pattuito senza tenere conto del pagamento?

Le Entrate specificano che l'agevolazione punta a contenere gli effetti negativi che derivano dalle misure di contenimento del coronavirus nei confronti di chi esercita attività d'impresa.

E anche se il provvedimento fa riferimento al 60% del canone di locazione, la finalità è di dare respiro in riferimento al costo del canone.

Di conseguenza - è la conclusione dell'Agenzia delle entrate rispetto a tale quesito - il credito matura solo con il pagamento dello stesso canone.

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