Def: 11 miliardi di stangata dal Fisco. Tutte i motivi spiegati da Unimpresa

Nuova stangata per gli italiani dal Fisco: prospettive del nuovo Def, prossimi aumenti in vista e ultime notizie da Unimpresa

Def: 11 miliardi di stangata dal Fisco.

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Si prepara ad approdare ormai a breve sul tavolo del Consiglio dei Ministri il nuovo Def, documento di economia e finanza che pone le basi per la definizione delle misura della prossima manovra finanziaria, e che tra indecisioni e perpetue incertezze, stando a quanto riportano le ultime notizie sarebbe pronto a prospettare una nuova stangata da parte del Fisco agli italiani prevedendo un aumento di ben 11 miliardi di euro da entrare relative a imposte che tenderanno ad aumentare. Ma di cosa si tratta e quali sono gli aumenti che dovrebbero essere previsti?

Nuovo Def e nuova stangata dal Fisco per gli italiani

Secondo quanto riportano le ultime notizie, infatti, piuttosto che prevedere una concreta revisione della spesa pubblica per ridurre le spese statali e mettere da parte risparmi utili per l'attuazione di ulteriori provvedimenti che potrebbero rivelarsi decisamente utili e positivi per tutti, come le importanti novità per le pensioni che continuano ad essere rimandate perchè sempre considerate troppo costose, le uscite dello Stato sarebbero destinate addirittura ad aumentare nei prossimi quattro anni e di quasi 45 miliardi di euro. Aumenteranno le tasse e salirà anche il costo del lavoro con i contributi sociali e previdenziali in aumento di ben 26 miliardi. Un quadro generale, dunque, decisamente poco esilarante e che intimorisce, e non poco, gli italiani, sempre più salassati da un carico fiscale che è già il più pesante tra quelli degli altri Paesi europei.

In particolare, secondo Unimpresa, nel 2018 sono destinati ad aumentare:

  1. i versamenti allo Stato per contributi sociali e previdenziali, che porteranno il costo del lavoro per le imprese a salire di oltre 3 miliardi;
  2. i prelievi indiretti, soprattutto relativi all'Iva, che aumenteranno di 3,2 miliardi;
  3. dalle finanze pubbliche arriveranno 839 miliardi con un aumento dell’1,19%.

Secondo Unimpresa, il costo complessivo delle entrate tributarie dovrebbe attestarsi a 499,1 miliardi alla fine del 2017 e di questi:

  1. 249 miliardi sono le imposte dirette, come Imu, Irpef, Ires, Irap;
  2. 247,1 miliardi sono le imposte indirette, come Iva, accise, registro;
  3. 2,9 miliardi sono le altre in conto capitale.

Aumenti in vista nei prossimi anni

Considerano, poi, gli aumenti di ogni anno del quadriennio in esame rispetto al 2016, l’aumento delle entrate tributarie nelle casse dello Stato sarà pari a 46 miliardi (+9,29%) e le imposte dirette cresceranno di 6,5 miliardi (+2,65%), le indirette di 43,7 miliardi (18,07%) e le altre caleranno di 4,2 miliardi (-82,09%). Come sopra accennato, aumenteranno anche le entrate di contributi sociali, tra previdenza e assistenza, passando dai 224,5 miliardi del 2017 ai 232,8 miliardi del 2018, ai 241,7 miliardi del 2019, ai 247,4 miliardi del 2020. E questi aumenti avranno chiare ripercussioni sul costo dell’occupazione per le imprese che arriverà a 25,9 miliardi, aumentando del 11,73%.

Tuttavia, secondo il Centro Studi dell’Associazione, le imprese dovrebbero pagare meno tasse ma pagheranno sempre di più e non sarà certo un buon segno per dare nuova spinta al rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile, che, come confermano le ultime notizie, continua a registrare andamenti allarmanti. Si sperava che con il Def arrivassero misure che riuscissero in certo senso a far cambiare le cose, cercando di contenere sprechi e spese superflue e riducendo le entrate al minimo indispensabile. Ma così non sarà: anzi, le prospettive appena riportate parlando di un prossimo andamento del tutto opposto agli auspici. Dovrebbe, invece, rimanere stabile la pressione fiscale, che però nel nostro Paese è già particolarmente elevata.







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di Chiara Compagnucci pubblicato il