Detrazioni figli a carico per partite iva e professionisti 2020 differenza negativa rispetto dipendenti

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Detrazioni figli a carico per partite iv

Detrazioni figli per partite iva e professionisti

Bastano pochi calcoli per dimostrare l'esistenza di rilevanti differenze tra le partite Iva con regime forfettario o ordinario e i lavoratori dipendenti.

Quando si parla delle differenze di trattamento fiscale tra le partite Iva e i lavoratori dipendenti occorre andare ben oltre le apparenze ovvero il rapporto tra Irpef e scaglioni di reddito. A fare la differenza, soprattutto nel caso di famiglie con figli, è la possibilità di detrarre le spese effettuate.

La normativa 2020 permette infatti di "scaricare" alcuni costi sostenuti nel corso dell'anno tra cui quelle relative ai figli. Ebbene, bastano poche simulazioni per dimostrare l'esistenza di rilevanti differenze. E non solo tra le partite Iva con regime forfettario e i lavoratori dipendenti, ma anche con le partite Iva con regime ordinario.

E nonostante che, almeno a livello teorico, sono applicate le medesime aliquota e lo stesso sistema di calcolo. Di base occorre sapere che il contribuente che ha figli fiscalmente a carico ha diritto a una detrazione dall'Irpef il cui importo varia in funzione del suo reddito complessivo. Ma non mancano le sorprese. Vediamo insieme

  • Detrazioni figli a carico per lavoratori dipendenti
  • Detrazioni figli a carico per partite Iva ordinarie e forfettarie

Detrazioni figli a carico per lavoratori dipendenti

I lavoratori dipendenti hanno la possibilità di detrarre le spese per i figli a carico che, in buona sostanza, significa alleviare il peso fiscale e pagare meno tasse. Non c'è una cifra fissa poiché la cifra è legata al numero dei figli così come alla loro età.

La normativa in vigore prevede che rientrino in questa categoria tutti i figli con reddito fino 2.840,51 euro all'anno. Tuttavia la soglia aumenta a 4.000 euro nel caso in cui l'età sia inferiore a 24 anni.

Ebbene, il poker delle detrazioni fiscali, così come ufficialmente comunicato dall'Agenzia delle entrate, è il seguente: 950 euro per ogni figlio con più di 3 anni, 1.220 euro per ogni figlio di età con meno di 3 anni, 1.350 euro per ogni figlio con disabilità di età con più di 3 anni, 1.620 euro per ogni figlio con disabilità di età con meno di 3 anni. Il tutto ricordando che le detrazioni aumentano di 200 euro all'anno se i figli a carico sono più di 3.

Detrazioni figli a carico per partite Iva ordinarie e forfettarie

Cosa cambia in questo dettagliato programma di detrazione nel passaggio dal rapporto di lavoro di tipo dipendente a quello autonomo con partita Iva? Ebbene, nel caso del regime ordinario non ci sono variazioni in riferimento alle aliquote da applicare.

Ma se questa è la teoria, la pratica appare ben diversa, come fatto notare in occasione dell'ultima puntata del programma di approfondimento (anche fiscale) DiMartedì su La7. Gli esperti hanno fatto notare che le partite Iva si trovano in una situazione di svantaggio poiché lo "sconto" che ricevono è in realtà inferiore.

Provando a fare un paio di esempi, nel caso di reddito imponibile di 60.000 euro la differenza è di 98 euro (a favore dei lavoratori dipendenti) mentre con imponibile di 20.000 euro è di 34 euro annui e dunque varia in maniera proporzionale.

Ben diversa è la situazione per le partite Iva con regime forfettario (reddito fino a 65.000 euro all'anno e aliquota semplificata al 15%) perché non possono detrarre le spese per i figli a carico.

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