Assegni familiari, tutte le modifiche dell'INPS. Cosa cambia nello stipendio

Come cambiano gli importi degli assegni familiari 2018-2019: nuovi limiti di reddito e nuove modalità di invio della domanda. Al via dal primo luglio

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Le modifiche che riguardano gli assegni familiari 2018-2019, cosa cambia e per chi in busta paga con le ultime novità dell'INPS

Si preparano a cambiare dal prossimo primo luglio i requisiti necessari per la possibilità di presentare domanda per gli assegni familiari. Vediamo quali sono i cambiamenti previsti, le conseguenti novità e il valore degli assegni. Sono i cambiamenti previsti per l'ultima parte del 2018 e per il 2019 (e poi ci potrebbero essere novità ulteriori ad esempio a chi spettano per lavoratori autonomi e altri soggetti, insieme alla revisione generali di alcuni aiuti e supporti a single e famiglie)

Assegni familiari cosa cambia

Sono diverse le novità in vigore dal primo luglio che chi ha intenzione di chiedere l'assegno familiare dovrà conoscere. Cambiano, infatti, i limiti di reddito che permettono l'accesso al beneficio e cambiano le modalità per presentare la domanda all'Inps. La domanda per l’assegno familiare deve essere presentata direttamente online all’Inps. Ma le novità permettono di inviare la domanda anche attraverso l’area riservata di NoIPA, il portale della Pubblica Amministrazione, dove è stato caricato un nuovo modulo.
La domanda a partire dal primo luglio può essere presentata da:

  1. lavoratori dipendenti e dipendenti agricoli;
  2. lavoratori domestici;
  3. lavoratori iscritti alla Gestione Separata;
  4. titolari di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti;
  5. titolari di Fondi speciali ed ex Enpals w di prestazioni previdenziali;
  6. lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

Gli assegni familiari possono essere richiesti anche dai lavoratori extracomunitari solo per i familiari residenti in Italia, nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero non abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia; per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia; e per i familiari residenti all’estero, se il lavoratore straniero, anche se il suo paese non è convenzionato con l’Italia, ha residenza legale in Italia e inserito in uno regimi previdenziali di almeno due stati membri. Possono presentare domanda di assegno familiare anche i lavoratori stranieri rifugiati politici.
Nella domanda di richiesta dell’assegno familiare bisogna riportare:

  1. il reddito familiare complessivo percepito nel 2017;
  2. i redditi a tassazione separata indicati nella Certificazione Unica 2018;
  3. copia di un documento di riconoscimento in corso di validità del richiedente e del coniuge

Assegni familiari 2018-2019: chi può richiederli, calcolo e aumento rivalutazione Istat

Gli assegni possono essere richiesti da chi ha un reddito complessivo di 14.541,59 euro annui, limite aumentato, dunque, rispetto a quello dello scorso anno che si fermava a 14.383,37 euro. Resta, invece, invariata la quota massima di 137,5 euro che una famiglia con un solo figlio a carico può percepire mentre se i figli del nucleo familiare sono due l’assegno sarà di 258,33 euro. Sale il valore dell’assegno per la famiglia con un solo genitore e almeno tre figli per cui sono previsti 458,33 euro.

Il calcolo degli assegni familiari tiene conto della tipologia del nucleo familiare, del numero dei componenti del nucleo familiare e del reddito complessivo del nucleo e dipende dalla variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo calcolata dall’Istat tra l'anno 2016 e l'anno 2017 è pari a +1,1% e su questa variazione sono stati rivalutati i livelli di reddito delle tabelle con gli importi mensili degli assegni al nucleo familiare, in vigore per il periodo tra il primo luglio 2018 e il 30 giugno 2019.