Bonus ristrutturazioni abolito dal 2019 possibile o modificato così come altre

Una situazione non chiara ancora, ma vi sono indiscrezioni sempre più forti che vorrebbero un riordino delle detrazioni tra cui quelle sulle casa e ristrutturazioni

Bonus ristrutturazioni abolito dal 2019

Bonus ristrutturazioni abolito dal 2019? Nel dubbio meglio affrettarsi


Sembra che vi sarà un riordino delle detrazioni fiscali e una parte di queste detrazioni fiscali potrebbero essere quelle delle case e del bonus ristrutturazione con l'abolizione per il 2019 o le modifiche nella maniera che abbiamo spiegato sotto per altre detrazioni.
 

Va bene riuscire a strappare, anche con la forza, qualche margine di manovra di in più rispetto ai rigidi parametri europei, ma la coperta dei conti pubblici continua a essere piuttosto corta. Anche e soprattutto se l'intenzione dell'esecutivo è quella di portare a casa misure così rilevanti come quelle annunciate nel programma di governo. Ed ecco allora che i finanziamenti potrebbero arrivare dalla rivisitazione delle detrazioni fiscali, quelle così sfruttate dagli italiani, ma rispetto a cui sembra di muoversi in una giungla perché la chiarezza è poca e le novità introdotte di anno in anno si sovrappongono con quelle precedenti. Tanto per capire, secondo la Corte dei conti esistono 700 sconti fiscali.

Si va verso il riordino

Conti alla mano, in questo momento il Ministero dell'Economia ha bisogno di circa 20 miliardi di euro. E per incassarli sta valutando le ipotesi di mettere mano alle agevolazioni fiscali tra le classiche detrazioni e deduzioni, crediti d'imposta e aliquote sostitutive. In questo modo diventerà più semplice trovare le coperture sia per la rivoluzione fiscale annunciata e sia per l'introduzione del reddito di cittadinanza. Anche perché ci sono situazione che andrebbero comunque esaminate. L'agevolazione per la ristrutturazione delle piscine domestiche, ad esempio, dà la possibilità di detrarre le spese sostenute con il meccanismo della detrazione Irpef al 50% e un tetto massimo di 96.000 euro.

Un'ipotesi per garantire l'equilibrio dei conti è un taglio orizzontale delle agevolazioni. Il governo valuta la possibilità di cancellare alcuni sconti fiscali poi di eliminare i benefici dal 19% al 15%, facendo salve le deduzioni delle spese sanitarie e degli interessi sul mutuo. Non solo, ma un sistema di franchigie potrebbe ridurre l'importo dei singoli sconti portando in cassa un altro miliardo di euro. Sul banco anche l'idea di introdurre un tetto massimo alle agevolazioni di 75.000 euro che potrebbe far risparmiare allo Stato un altro prezioso miliardo di euro.

Uno scenario assai modificabile

Il bilancio del 2019 sconta già un aumento delle aliquote Iva, previsto a legislazione vigente. Per evitare l'incremento delle imposte sui consumi servirebbero per il prossimo anno 12,5 miliardi di euro di misure compensative. O tagli di spesa, o nuove entrate, o un maggior ricorso all'indebitamento netto concordato con l'Unione europea. Tra i mezzi per coprire la manovra del 2019, oltre a un aumento del disavanzo pubblico, il governo ipotizza una pace fiscale, in sostanza una sanatoria delle cartelle e la revisione, con l'accorpamento e la razionalizzazione, delle detrazioni e deduzioni fiscali.