Ecobonus: procedere ora oppure conviene attendere proroga 2018 con regole risparmio energetico effettivo

Ecco quali sono i rischi nel caso in cui si aspetti o meno di chiedere la detrazioni per le spese effettuato per migliorare l'efficienza energetica della propria casa.

Ecobonus: procedere ora oppure conviene

Ecobonus: conviene procedere


Il dubbio sugli ecobonus è questo: conviene fare richiesta subito oppure aspettare pochi mesi e andare a vedere cosa riserva il 2018? Sembra una partita a poker ma non lo è. Scegliere bene quando chiedere le detrazioni per migliorare l'efficienza energetica della propria abitazione è importante per evitare errori e spese più alte.

Tutto sta nello scoprire quali interventi finiranno nella proroga dell'ecobonus 2018. Al di là dell'intenzione dell'esecutivo di legare le detrazioni all'effettivo livello di risparmio energetico conquistato, il principale punto interrogativo riguarda proprio il tipo di intervento da eseguire. Fatta questa premessa è poi possibile ragionare se sia meglio procedere subito ovvero entro il 31 dicembre 2017 per procedere con una misura di efficientamento energetico della propria abitazione oppure attendere il prossimo anno. In prima battuta occorre valutare i tempi tecnici cioè capire se i tre mesi a disposizione siano sufficienti per far ammettere le spese alla detrazione. La variabile tempo è decisiva, considerando che l'ecobonus viene erogato solo con l'invio da parte del contribuente di un lungo elenco di documenti:

  1. asseverazione di un tecnico abilitato o la dichiarazione resa dal direttore dei lavori;
  2. attestazione di partecipazione ad un apposito corso di formazione in caso di autocostruzione dei pannelli solari;
  3. certificazione energetica dell'immobile fornito dalla Regione o dall'ente locale o attestato di qualificazione energetica predisposto da un professionista.

Di più: entro tre mesi dal termine dei lavori di riqualificazione energetica occorre trasmettere all'Enea la scheda informativa degli interventi realizzati e la copia dell'attestato di qualificazione energetica. E se i lavori riguardano più periodi d'imposta, occorre comunicare le spese effettuate nei periodi precedenti all'Agenzia delle entrate. In questo caso la presentazione deve avvenire entro tre mesi dal termine del periodo d'imposta, o per via telematica o attraverso intermediari abilitati.

Ecobonus: troppi documenti e cumulo, meglio aspettare

Insomma, si tratta di una corsa contro il tempo e potrebbe perciò essere conveniente, sperando che la quota del 65% di importo massimo da portare in detrazione possa essere raggiunto più o meno facilmente con le nuove regole. Tra i requisiti per usufruire dell'ecobonus c'è anche la perizia obbligatoria degli edifici. Per ottenere lo sconto Irpef, il condominio deve richiedere il rilascio di una dichiarazione sostitutiva di certificazione e sulla quale l'Enea effettua dei controlli, anche a campione. Le false dichiarazioni fanno decadere da beneficio, ferma restando la responsabilità del professionista. Infine, l'ecobonus non è cumulabile con il bonus per la ristrutturazione casa e di conseguenza può essere saggio calibrare bene le tempistiche.

Chi può chiedere l'ecobonus

Nel passaggio da un anno all'altro ovvero con la proroga dell'ecobonus non sono attesi cambiamenti dei destinatari. In buona sostanza, la detrazione fiscale rimarrà comunque destinata a tutti i contribuenti, anche i titolari di reddito di impresa, in possesso di un immobile in favore del quale vengono posti in essere interventi di riqualificazione energetica. I contribuenti che adesso possono richiedere l'ecobonus sono

  1. i contribuenti che conseguono reddito d'impresa;
  2. le associazioni tra professionisti;
  3. gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  4. le persone fisiche ovvero titolari di un diritto reale sull'immobile, condomini per gli interventi sulle parti comuni, inquilini, coloro che possiedono un immobile in comodato, familiari o conviventi che sostengono le spese.

Anche la modalità di rimborso dell'ecobonus relativamente alle spese effettuate non dovrebbe subire alcun cambiamento e dunque è destinata a rimanere invariata rispetto a quanto previsto quest'anno. La restituzione è distribuita in rate d 10 anni. Nel caso di contribuenti non titolari di reddito d'impresa, il pagamento delle spese deve essere effettuato solo tramite bonifico bancario o postale. I contribuenti nel versamento con bonifico dovranno indicare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore di cui si effettua il pagamento. I contribuenti titolari di reddito d'impresa non sono invece soggetti all'obbligo di pagare tramite bonifico ma occorre conservare la documentazione per la prova delle spese.