Ecobonus e ristrutturazioni, detrazioni proroga 2018 risrpamio energetico. Differenze tra case e condomini

I condomini godono di condizioni più privilegiate e di detrazioni maggiori rispetto alle singole case sia nel caso dell'ecobonus e sia del bonus ristrutturazione casa.

Ecobonus e ristrutturazioni, detrazioni

Bonus ristrutturazione casa e condomini


Maggiori detrazioni e condizioni sicuramente migliori sono riservare ai condomini, rispetto alle singole abitazioni per quanto riguarda l'efficientamento energetico dei relativi immobili. Vantaggi che restano immutati sia se si tratta di ecobonus che di bonus per la ristrutturazione casa, probabilmente prorogati anche al 2018.

Intervenire sui condomini sia per migliorare l'efficienza energetica, con i pannelli solari, ad esempio, e sia con una ristrutturazione edilizia, è più conveniente rispetto alle misure indirizzate verso le singole abitazioni. La quota delle spese da portare in detrazione è infatti maggiore in entrambi i casi. Sia che si tratti dell'ecobonus o del bonus casa, le norme attualmente in vigore sono maggiormente favorevoli. Ed è lecito credere che lo saranno anche nel 2018. L'esecutivo è adesso al lavoro, ma pare intenzionato a proseguire lungo questa scia, seppur con alcuni aggiustamenti, come quello di legare l'entità del bonus al reale risparmio energetico ottenuto.

Ecobonus e condomini

La norme in vigore sull'ecobonus prevedono detrazioni più elevate per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali attraverso i quali si raggiungono determinati indici di prestazione energetica. La detrazione, da ripartire sempre in 10 rate annuali di pari importo, al pari di quanto accade nelle singole abitazione, spetta in quote differente e comunque sempre superiori a quelle standard del 65%. Più esattamente è pari

  1. al 70%, se gli interventi riguardano l'involucro dell'edificio con una incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso edificio;
  2. al 75%, quando gli interventi sono diretti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e purché conseguano almeno la qualità media indicata dal Ministro dello Sviluppo Economico.

Sono poi interessanti le tempistiche perché queste maggiori detrazioni valgono per le spese effettuate tra il primo gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 e vanno calcolate su un ammontare complessivo non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio. Possono essere usufruite anche dagli istituti autonomi per le case popolari per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà, adibiti a edilizia residenziale pubblica.

Bonus ristrutturazione casa e condomini

Per quanto riguarda il bonus ristrutturazione casa, se gli interventi sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni dall'imposta sono ancora più elevate rispetto alla soglia del 50.000 per un costo massimo di 96.000 euro. In particolare, spettano nelle seguenti misure:

  1. al 75% nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore;
  2. all'85%, quando si passa a due classi di rischio inferiori.

Anche in questo caso le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e vanno ripartite in cinque quote annuali di pari importo. Anche nel caso del bonus ristrutturazione casa c'è un aspetto interessante da rilevare: il condomino può cedere l'intera detrazione calcolata o sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l'esecuzione dei lavori, per la quota a lui imputabile, o sulla base delle spese sostenute nel periodo d'imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d'imposta ai fornitori, per la quota a lui imputabile.

Chi riceve il credito può cedere, anche solo in parte, il credito d'imposta acquisito solo dopo che il credito è divenuto disponibile. Il credito d'imposta diventa disponibile dal 10 marzo del periodo d'imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa e nei limiti in cui il condomino cedente abbia contribuito al relativo sostenimento per la parte non ceduta sotto forma di credito d'imposta. Il condomino che cede il credito deve comunicare all'amministratore del condominio, entro il 31 dicembre del periodo d'imposta di riferimento, l'avvenuta cessione del credito e la relativa accettazione da parte del cessionario, indicando, oltre ai propri dati, la denominazione e il codice fiscale di quest'ultimo.

Infine c'è il caso dei condòmini appartenenti ai cosiddetti condomini minimi che non hanno l'obbligo di nominare l'amministratore. Possono cedere il credito incaricando un condomino di effettuare gli adempimenti con le stesse modalità previste per gli amministratori di condominio.