Familiari disabili, le regole in decreto nuovo. E bonus 1900 euro a loro numerosi altri cittadini

Nuovo decreto in arrivo per bonus da 1.900 euro per coloro che assistono i familiari disabili: cosa prevede la novità e altre misure

Familiari disabili, le regole in decreto

Familiari disabili cosa cambia bonus decreto


E' stata lunga, ma a meno di sorpresa finalmente dovrebbero arrivare i tanto agognati decreti, unito , in un solo decreto per la legge 104, che comprendono una serie di nuove regole. e agevolazioni. E poi il bonus da 1900 euro che secondo alcuni, facendo diversi conti, andrebbe anche a numerosi altri cittadini italiani, ma occrre fare attenzione a gridare troppo presto vittoria.

 

Cambia il bonus a coloro che assistono i familiari disabili: se, infatti, fino all’anno scorso i dipendenti e i pensionati pubblici con un familiare disabile ricevevano fino a mille euro al mese per pagare l’assistente familiare, le ultime notizie confermano l’arrivo del nuovo decreto che prevede l’erogazione del bonus di 1.900 euro per i familiari di disabili, considerando che non sempre i disabili vengono ricoverati in apposite strutture ma sono i familiari stessi ad assisterli. E si tratta di un ‘lavoro’ che spesso non è stato riconosciuto come tale e che merita invece di essere sottoposto a grande attenzione perché tutti coloro che sono impegnati nella cura di un parente disabili si trovano in condizioni difficili, sia da un punto di vista lavorativo, dovendo mediare tra occupazione e impegno di assistenza, sia da un punto di vista contributivo. E proprio per aiutare queste categorie di persone, stando alle ultime notizie, sarebbe in arrivo un nuovo decreto, attualmente all’esame del Senato, proprio destinato ai caregivers familiari con nuove regole per il bonus assistenza ai familiari disabili. Si tratta di un testo ancora non approvato definitivament ma che, stando alle utime notizie, il nuovo governo dovrebbe approvare entro la fine di quest'anno 2018. Cosa prevede la novità?

Familiari disabili: nuovo decreto in arrivo nuovo bonus da 1.900 euro

Stando a quanto riportano le ultime notizie, il nuovo decreto prevede diverse agevolazioni fiscali e un bonus di 1.900 erogato dall’Inps ai familiari che assistono un disabile. Il sostegno sarà destinato alla persona che assiste e si prende cura del coniuge, di una delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, o di un familiare fino al terzo grado che non sia autosufficiente, considerato invalido o titolare di indennità di accompagnamento.
La novità prevederebbe, in particolare:

  1. l’erogazione di un bonus disabili di 1.900 euro annui o sotto forma di contributo economico o di detrazioni fiscali per chi assiste un familiare disabile di età pari o superiore agli 80 anni;
  2. permessi previsti dalla legge 104;
  3. riconoscimento dei contributi previdenziali figurativi per la pensione;
  4. riconoscimento della qualifica di caregiver (letteralmente colui che si prende cura) familiare e relativa tutela per le malattie e assicurazione;
  5. possibilità di richiesta di part-time e telelavoro da casa;
  6. riconoscimento delle  ferie solidali.

Per ottenere il bonus da 1.900 euro annui, il caregiver deve presentare lo stato di famiglia contenente il nominativi dell’assistito e l’Isee. I requisiti richiesti per avere il bonus prevedono:
prestazione di cura e assistenza ad un parente entro il terzo grado di parentela, di età pari o superiore a 80 anni;
non percepire alcun reddito o un reddito Isee inferiore ai 25mila annui.

Familiari disabili: altre agevolazioni previste

Insieme al bonus assistenza da 1.900 euro annui, per coloro che assistono familiari disabili sono previste anche altre agevolazioni fiscali come:

  1. riconoscimento dei contributi figurativi, equiparati ai contributi di lavoro domestico, da sommare ai contributi Inps già versati dal partente che assiste, per i periodi in cui viene svolta assistenza nei casi di convivenza con il disabile;
  2. riconoscimento di tutele per la malattia professionale Inail e di un’assicurazione statale con rimborso delle spese sostenute, nei periodi coperti da malattia o infortunio;
  3. possibilità di lavoro part-time in misura non superiore al 50%, per una durata massima di 2 anni, per il lavoratore dipendente che assiste il parente disabile entro il terzo grado di parentela;
  4. possibilità di telelavoro, cioè di lavorare da casa, per i caregivers delle categorie protette;
  5. riconoscimento dei  permessi previsti Legge 104, anche per i co.co.co, per la conciliazione dell’attività lavorativa con quella di cura e assistenza al familiare;
  6. riconoscimento delle ferie solidali, con l’istituzione di un fondo ferie solidale nelle aziende per permettere ai lavoratori di donare ferie e permessi in eccedenza ai colleghi caregivers.

E per divorziati, single e vedovi

Basta una interpretazione personale di una norma per accendere o spegnere facili entusiasmi. E in un'epoca in cui è il web a farla da padrone, è sufficiente un post pubblicato qua e là per scatenare dubbi ed errate informazioni. Nel mirino c'è adesso il cosiddetto bonus Inps da 1.900 euro per single, divorziati e vedovi. Si tratta realmente di un'agevolazione in vigore ed erogato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale? La risposta è parzialmente vera (o falsa, dipende dai punti di vista) e prendere le mosse dalle nuove norme sugli assegni familiari 2018 e sulla pubblicazione di una circolare Inps e della legge sulla Gazzetta Ufficiale.

Tutto ruota attorno all'Assegno al nucleo familiare ovvero il sostegno economico erogato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale a famiglie dei lavoratori dipendenti, titolari delle pensioni e di e prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e lavoratori assistiti dall'assicurazione contro la tubercolosi. Ci sono alcune condizioni ben precise da rispettare, come la presenza di più persone in famiglia e il percepimento di un reddito complessivo inferiore a quello determinato ogni anno dalla legge. Succede allora che da quest'anno il tetto massimo di reddito Isee (l'indicatore a cui si fa riferimento per inquadrare la situazione economica delle famiglie) è adesso passato da 8.650 euro annui a 10.639 euro annui.

Di più: se nella famiglia un componente è disabile, la soglia arriva a 14,508 euro e se si è in due e uno di essi è un disabile, l'importo cresce a 15,476 euro. Facile allora capire come l'agevolazione più elevata spetti a single, divorziati e vedovi. E alla cifra di 1.900 euro si giunge con una semplice calcolo aritmetico: se l'assegno familiare corrisponde a 142,85 euro al mese per 13 mesi, la somma complessiva non può che essere pari a 1.900 euro.

Attenzione ai calcoli

Si fa presente che tra i redditi non rientrano i Trattamenti di fine rapporto, i trattamenti di famiglia, le rendite vitalizie erogate dall'Inail, le pensioni di guerra e le pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio, le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi che non possono camminare e ai pensionati di inabilità, le indennità di comunicazione per sordi e le indennità speciali per i ciechi parziali, gli indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati, gli arretrati di cassa integrazione riferiti ad anni precedenti quello di erogazione, l'indennità di trasferta per la parte non assoggettabile a imposizione fiscale, li assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del/ richiedente e destinati al mantenimento dei figli.