Rinnovo contratti 2017 polizia, carabinieri, esercito, militari, vigili fuoco: scadenze iter Aula aumento stipendi e bonus 80 euro

Marzo dovrebbe essere il mese decisivo anche per lo sblocco del bonus di 80 euro per le forze dell'ordine.

Rinnovo contratti 2017 polizia, carabini

Aumento stipendi statali e bonus 80 euro

Non c'è più tempo da perdere e proprio questo di marzo 2017 dovrebbe essere il mese dell'ufficializzazione dello stanziamento del bonus di 80 euro per le forze dell'ordine e i militari dell'esercito. Il condizionale continua a rimanere d'obbligo perché finché non arriva il definitivo via libera e l'ufficializzazione non è certa è meglio procedere con cautela. Troppe volte alle parole non sono seguiti i fatti. Tuttavia, stando a quanto si apprende, i tempi per il varo dell'atteso decreto della Presidenza del Consiglio sono ormai maturi ed entro il 31 marzo arriveranno le attese risposte. D'altronde occorre fare in fretta perché ci sono scadenze ben precise da rispettare, anche in riferimento al rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, ancora fermo al palo.

Rinnovo contratti: scadenze e bonus 80 euro 2017

Incassata la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato, il nuovo Testo unico del pubblico impiego, passaggio preliminare per lo sblocco del contratto degli statali e delle forze dell'ordine, non è ancora finito nella tabella dei lavori delle quattro commissioni di Montecitorio e Palazzo Senato. Nonostante sia trascorsa oltre una settimana dalla consegna degli atti, l' iter parlamentare non è iniziato e dovrebbe farlo dal 14 marzo. E in ogni caso entro il 29 aprile devono essere acquisiti i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e raggiunto l'accordo con la Conferenza Stato-Regioni.

Nel contesto della riforma in atto della pubblica amministrazione, il nodo da sciogliere è allora quello degli stipendi degli statali. Nella busta paga di uno statale il premio di produttività, quando compare, non è di sicuro la posta più pesante tra le voci della retribuzione variabile. La legge Brunetta ne voleva fare la voce più importante del salario accessorio ma non è mai stata applicata sul punto, come dimostrano i dati dell'Agenzia che si occupa di pubblico impiego. Nel 2015 la performance ben che vada ha rappresentato il 30% dell'accessorio ma in alcuni casi è rimasta più bassa, come nella scuola, dove si ferma al 15%. Qualcosa quindi non ha funzionato e la riforma dovrà rimettere mano alla materia.

Le attenzioni sono allora spostate sul Documento di economia e finanza che, stando alle intenzioni, manderà forte e chiaro all'Europa il messaggio che le riforme non si sono fermate. E un progetto di taglio del cuneo fiscale sul lavoro da tradurre in misure vere e proprie già con la legge di Bilancio di fine anno. È il percorso che l'esecutivo intende seguire nelle prossime settimane per mettere a punto il Documento di economia e finanza, che farà da cornice anche alla manovrina da 3,4 miliardi di euro per correggere i conti e rimettersi in linea con le regole di Bruxelles. Il problema però sarà come sempre quello delle risorse, visto che sul 2018 pesano già 19 miliardi di euro di clausole di salvaguardia sull'Iva da sterilizzare. Bruxelles da sempre insiste sull'opportunità di spostare il carico fiscale verso i consumi e vedrebbe di buon occhio un aumento delle aliquote Iva, almeno di quella agevolata al 10%.