Dichiarazione dei redditi e spese in detrazione. La verità e la beffa

Come metterla con chi ha un reddito basso e dunque ha maggiormente bisogno di agevolazioni economiche, perché rischia di non recuperare un solo centesimo?

Dichiarazione dei redditi e spese in det

Detrazioni e dichiarazione dei redditi


Se c'è un aspetto su cui occorre prestare attenzione ovvero non va dato per scontato è quello delle detrazioni nella dichiarazione dei redditi. Sono tantissime le spese che possono essere recuperate, da quelle sanitarie al cosiddetto bonus ristrutturazione fino ad arrivare al bonus mobili ed elettrodomestici, ma proprio per via della varietà e della peculiarità di ciascuna di loro, è facile trovarsi di fronte a vere e proprie beffe. Sia in relazione ai requisiti richiesti (di spesa, di reddito o di composizione della famiglia, solo per citarne alcuni) e sia alle percentuali sempre variabili, le norme non sono affatto uniformi, il rischio confusione è dietro l'angolo e forse per questa ragione il dibattito sulla riforma delle detrazioni è stato ufficialmente avviato.

Detrazioni e dichiarazione dei redditi, il rischio beffa

Per capire come la situazione sia realmente complessa e il rischio di perdersi nel labirinto delle detrazioni nella dichiarazione dei redditi, basta prendere il esame i casi delle spese sanitarie e di ristrutturazione immobile che possono essere portate in detrazione per il 19%. Ma per le spese sanitarie occorre considerare che il totale deve superare la franchigia di 129,11 euro e sulla differenza viene appunto calcolata la detrazione del 19%. Le regole sono chiare, ma come metterla con chi ha un reddito basso e dunque ha maggiormente bisogno di agevolazioni economiche, perché rischia di non recuperare un solo centesimo per le spese effettuate?

La questione è tornata in questo momento d'attualità per via della lettera di protesta e di incredulità recapitata al sito specializzato OrizzonteScuola da un utente che ha scoperto che avevo 3.000 euro da scaricare nella dichiarazione dei redditi, ma ha potuto procedere solo con 50 euro, mandando così in fumo tutti i suoi progetti, anche perché fa presente di aver ricevuto una comunicazione dal Ministero dell'Istruzione per un debito di 46.700 euro. Da qui la materializzazione della beffa, oltre alla grana economica da risolvere una volta per tutte.

Detrazioni più alte per i più ricchi

Il sito ricorda lo studio effettuato in collaborazione con l'università Ca' Foscari di Venezia e l'ateneo di Pavia, secondo cui le spese detraibili sono più elevate per le classi più alte di reddito individuale e di conseguenza la detrazione Irpef per le spese sanitarie premia i contribuenti più ricchi e aumenta la disuguaglianza di salute tra le famiglie italiane. Il destino fiscale, viene fatto presente, è individuale e soggettivo.

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