730 precompilato è boom modello precompilato a 1,5 milioni

Come e quando arrivano i rimborsi 730: tempi e differenze tra lavoratori e pensionati e tutto quello che c’è da sapere

730 precompilato è boom modello precompi

730 rimborsi quando arrivano vari casi


Boom del modello precompilato

Ha registrato un vero e proprio boom quest'anno il modello 730 precompilato 2018: stando alle ultime notizie, infatti, al 18 giugno, rispetto alla stessa data del 2017, si è registrato un aumento di oltre il 20% di modelli 730 precompilati trasmessi direttamente all'Agenzia delle Entrate. Finora sono ben un 1,5 milioni mezzo circa le dichiarazioni precompilate. Non si tratta di dati inaspettati, comunque, considerando che nelle prime sei ore di disponibilità, lo scorso aprile, l'Agenzia delle Entrate aveva già registrato 218mila accesso contro i 150mila dello scorso anno.

Stando a quanto spiegato tecnici ed esperti, il boom di 730 precompilati al 45% sarebbe dovuto soprattutto ai nuovi dati inseriti quest’anno direttamente nel modello di dichiarazione dei redditi e alla novità dell'indicazione di come sono state impiegate le tasse pagate l’anno scorso. Ricordiamo che nel primo anno di applicazione della precompilata online, il 2015, i dati acquisti dall'Anagrafe tributaria erano 157 milioni, oggi, nel 2018, siamo a quasi 918 milioni.

730 rimborsi: quando arrivano e i vari casi

Quali sono i tempi dei rimborsi del 730? E quando arrivano per lavoratori e pensionati. Le ultime notizie confermano ancora una volta l'arrivo dei rimborsi per i lavoratori entro il mese di luglio e per i pensionati entro il mese di agosto. Ma andiamo con ordine.

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate, riportato dalle ultime notizie, il datore di lavoro deve effettuare i rimborsi relativi all’Irpef e alla cedolare secca o trattenere le somme o le rate dovute a titolo di saldo e primo acconto relativi all'Irpef e alla cedolare secca, di addizionali regionale e comunale all’Irpef, di acconto del 20% su taluni redditi soggetti a tassazione separata, di acconto all’addizionale comunale all’Irpef a partire dalle retribuzioni di luglio.

Dunque,  per il rimborso dell’imposta o di saldo a debito da parte del contribuente, le somme vengono versate al contribuente o trattenute dalla busta paga o dalla pensione direttamente dall'Agenzia delle Entrate. Il rimborso può essere fatto anche dallo stesso sostituto di imposta, che si occuperà, dunque, di effettuare i rimborsi o trattenere le somme dovute a titolo di acconto, saldo Irpef, di imposte sostitutive o addizionali. Per i pensionati, i tempi dei rimborsi slittano al mese di agosto. I contribuenti che chiedono il rimborso Irpef oltre i 12 euro tramite 730 ricevono quanto versato in più direttamente nella busta paga di luglio dal datore di lavoro, mentre i pensionati ricevono quanto versato in più sul cedolino pensione di agosto direttamente dall'Ente pensionistico.

Se dalla dichiarazione presentata emerge un credito, il rimborso viene eseguito direttamente dall’Amministrazione finanziaria e se il contribuente ha fornito all’Agenzia delle Entrate l’Iban del proprio conto corrente bancario o postale, il rimborso viene accreditato su quel conto. La richiesta di accredito può essere effettuata online tramite la specifica applicazione disponibile o tramite sito internet delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, o presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Se il contribuente, invece, non ha fornito le coordinate del proprio conto corrente, il rimborso può avvenire o riscuotendo direttamente la somma, purchè inferiore ai mille euro, in un qualsiasi ufficio postale; o con l’emissione di un vaglia della Banca d’Italia se la somma del rimborso è pari o superiore ai mille euro.

730 rimborsi: le eccezioni

Vi sono delle eccezioni che potrebbero far slittare le scadenze dei rimborsi di luglio e agosto. I casi in cui i rimborsi potrebbero non essere erogati nei tempi stabiliti riguardano le possibili modifiche o integrazioni che vengono fatte al Modello 730 precompilato che potrebbero far slittare i rimborsi anche di sei mesi, arrivando dunque fino a gennaio, febbraio. E' inoltre possibile che a seguito di controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate risultino dati di incoerenza o rimborsi Irpef elevati, anche superiori ai 4mila euro e in questi casi scatta il blocco del rimborso Irpef proprio per permettere alle Entrate di approfondire ogni controllo necessario. Se gli esiti dei controlli risulano positivi, anche in tal caso i tempi dei rimborsi si allungano rispetto ai mesi di luglio e agosto. Infine, altro caso di eccezione riguarda i contribuenti senza sostituto di imposta che, per esempio, sono stati licenziati o hanno perso il lavoro e in questi casi sarà direttamente l'Agenzia delle Entrate a provvedere, sempre a seguito di controlli dovuti, ai rimborsi o tramite accredito su conto corrente bancario o postale, o tramite bonifico presso Poste italiane, o, infine, con emissione del vaglia della Banca di Italia per rimborsi inferiori a 2.999 euro.