Dichiarazione 730 2018 chiarimenti ufficiali su polizze auto, detrazioni ed errori frequenti

Chiarimenti e indicazioni dalle Entrate su oneri deducibili e detrazioni dipendenti: quali sono, cosa prevedono e novità

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In vista della presentazione del modello 730 per la dichiarazione dei redditi 2018 relativo ai redditi percepiti nel 2017, sono arrivate ulteriori indicazioni ufficiali sia dagli enti che se ne occupano che dai commercialisti sia per le polizze auto ed rc auto, ma anche per gli oneri deducibili, detrazioni ed errori più comuni.

Polizze auto e modello 730 cosa bisogna sapere di nuovo

Il momento di fare i conti con l’erario è ormai giunto. Gli italiani si apprestano dunque a preparare il modello 730 con l’ausilio del proprio commercialista al quale affideranno il compito di procedere tecnicamente alla compilazione del modello. Alla luce delle nuove indicazioni, valide per il 2018, sarà necessario aggiornare anche il pacchetto di notizie da segnalare in merito alle spese effettuate nel 2017 che possono essere inserite per ottenere poi le detrazioni fiscali previste.

Alle spese mediche, già presenti dal 2017 e relative all’anno 2016, si aggiungono anche quelle di abbonamento tra i trasporti fino che non superino però il tetto massimo di duecentocinquanta euro. Un po’ meno facile sarà l’inserimento della polizza auto, ovvero la rc auto. Per inserire queste spese nel modello 730 valido per il 2018 è necessario stabilire quale sia la tipologia di accordo stipulato con le rispettive assicurazioni.

Se il contraente ha scelto infatti una polizza assicurativa estesa all’autovettura per la copertura degli incidenti che mettano a repentaglio la vita o l’integrità fisica del conducente terzo, l’assicurazione non può concorrere a detrazione fiscale. Al contrario se l’assicurazione stipulata è quella sulla vita o contro gli infortuni la quota versata all’assicurazione si può detrarre.

Dichiarazione 730 2018: oneri deducibili

In particolare, stando a quanto riportano le ultime notizie, l’Agenzia delle Entrate avrebbe chiarito che oneri deducibili e le spese che si possono portare in detrazioni con la compilazione del modello 730 devono essere riportate nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono state sostenute, accompagnate da relativa documentazione che accerti effettivamente la spesa sostenuta, anche se è stata effettuata in un periodo d’imposta diverso da quello in cui è stata effettuata la prestazione è resa. Inoltre, se il pagamento delle spese viene effettuato con carta di credito, viene rilevato il momento in cui viene usata la carta e non quando avviene l’addebito sul conto corrente del titolare della carta.

Inoltre, le Entrate chiariscono che la detrazione spetta solo se gli oneri e le spese sono effettivamente a carico di chi li ha sostenuti; che non è prevista alcuna detrazione se le spese sono rimborsate e il rimborso non ha concorso al reddito; e che si può beneficiare delle detrazioni solo nel limite dell’imposta lorda, al netto delle detrazioni per familiari a carico e da lavoro. E ciò significa che il contribuente perde l’eventuale eccedenza.

La detrazione, per alcune spese specifiche, secondo quanto chiarito dalle Entrate, spetta anche se le spese stesse sono state sostenute nell’interesse di familiari fiscalmente non a carico; nei casi di spese per i figli, spetta al genitore che ha sostenuta la spesa a prescindere dal fatto che usufruisca della detrazione per figli ripartita con l’altro genitore, mentre viene suddivisa tra i genitori se la spesa per il figlio fiscalmente a carico è stata sostenuta da entrambe e appositamente documentata.

Importanti chiarimenti arrivano poi dalle Entrate i relazione ai legami stabiliti dalle unioni civili: in tal caso valgono, infatti, le detrazioni come nei casi di coppie unite dal matrimonio, con la precisazione che è possibile fruire delle agevolazioni fiscali per familiari a carico e relative spese a partire dal 5 giugno 2016 o dalla data di celebrazione del matrimonio.

Dichiarazione 730 2018: detrazioni dipendenti

Per quanto riguarda poi le indicazioni relative alle detrazioni per i dipendenti, e in particolare per la compilazione del quadro C ‘Redditi di lavoro dipendente e assimilati’, le Entrate hanno chiarito che i dati da riportare in questo quadro C possono essere ricavati dalla Certificazione Unica 2018, anche nei casi in cui il rapporto di lavoro è stato interrotto prima che la Cu 2018 fosse inviata al lavoratore. Inoltre, nei casi in cui lo spazio disponibile nel modello non bastasse per l’inserimento di tutti i dati necessari, le Entrate chiariscono che è possibile compilare altri moduli semplicemente cliccando su ‘Aggiungi modulo’.

 

Modello 730 precompilato 2018: errori più comuni da evitare

Per evitare di incorrere in sanzioni, prima di confermare l’invio del modello, è sempre bene che i contribuenti verifichino gli importi indicati nel modello; scartino gli oneri che le Entrate inseriscono nel ‘foglio aggiuntivo’; e modifichino eventualmente la dichiarazione preparata dalle Entrate inserendo dati mancanti. La scadenza per chi invia da solo il modello 730 2018 è fissata al 23 luglio 2018, stessa scadenza valida anche per Caf, commercialisti e altri intermediari autorizzati. Se si procede a modifiche e integrazioni del modello già precompilato dalle Entrate, è bene sapere, che si perde la possibilità di non essere sottoposto a controlli. Il contribuente che invia da solo il modello 730 è bene che si aggiorni sulle novità normative, come, per esempio, quelle legate alle locazioni di immobili. La normativa prevede che, nel caso in cui l’immobile locato sia in comproprietà, i relativi redditi siano dichiarati da ciascun comproprietario in base alla propria quota di proprietà a prescindere che siano o meno indicati nel contratto come locatori.

Se nella CU è riportato solo il codice fiscale del comproprietario che ha stipulato il contratto di locazione breve, l’importo del corrispettivo indicato nella CU viene inserito nella dichiarazione precompilata di questo soggetto. Ma se l’importo indicato deve essere diviso tra più comproprietari, il contribuente deve modificare il dato inserito nella dichiarazione precompilata e dovranno essere inserite nelle dichiarazioni dei redditi degli altri comproprietari le rispettive quote del corrispettivo. Ciò dimostra che accettando il modello 730 precompilato e inviandolo senza alcuna modifica, si commetterebbe un errore. Se, però, ci si accorgesse di aver commesso un errore solo dopo aver trasmesso il 730, le Entrate hanno chiarito che si può annullare la dichiarazione precedente e inviarne una nuova a partire dal 28 maggio. E' possibile effettuare un solo annullamento  fino al 20 giugno.

Attenzione anche ai nuovi dati inseriti per la prima volta nella dichiarazione dei redditi con 730 precompilat0: è sempre bene controllare che ogni dato inserito sia effettivamente relativo al contribuente e nella misura giusta. E attenzione anche ai rimborsi degli oneri che compaiono per la prima volta nel 730 precompilato. Tra gli oneri previsti figurano le rette per la frequenza degli asili nido, sia pubblici che privati e nel 730 2018 precompilato i contribuenti troveranno le spese sostenute nel 2017 per il pagamento di rette relative alla frequenza dell’asilo nido, e le erogazioni alle Onlus, alle associazioni di promozione sociale, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico, e quelle aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica.

E’, però, possibile che i contribuenti non trovino inserito nella propria dichiarazione dei redditi online l’importo delle erogazioni effettuate nel 2017 perché gli enti sopra riportati non hanno l’obbligo di invio dei dati relativi alle erogazioni liberali in denaro. Per evitare errori, è bene che i contribuenti controllino anche la sezione relativa alle detrazioni delle spese con il bonus mobili, giacchè i pagamenti per l’acquisto di nuovi mobili di un immobile in ristrutturazione possono sfuggire perché che non è più obbligatorio usare il bonifico parlante per il pagamento. In tal caso, il contribuente dovrà calcolare la rata del bonus spettante e indicarla nella propria dichiarazione. Per evitare errori è anche importante controllare le spese intestate ai familiari fiscalmente a carico, perché l’Agenzia delle Entrate divide queste spese in base della percentuale indicata nella CU 2018 nel prospetto dei familiari a carico. Ma se si tratta di spese sostenute al 100% da un solo genitore, sarà lui a dover godere della detrazione totale.

Modello 730 2018 precompilato: tutte le spese che si possono detrarre

Risulta, dunque, particolarmente importante prestare attenzione tanto ai dati inseriti quanto a quelli relativi le spese che si possono portare in detrazione, sia per eventuali correzioni e modifiche, sia per eventuali integrazioni, considerando che non tutte le spese che danno diritto a detrazioni vengono automaticamente inserite dalle Entrate nel 730 precompilato. Vediamo di seguito quali sono in particolare tutte le spese che danno diritto a detrazioni con il 730. E si tratta di:

  1. contributi previdenziali e assistenziali versati all'Inps, Inail;
  2. contributi colf, badanti e lavoratori domestici in generale;
  3. contributi per la previdenza complementare;
  4. spese per rette di asilo e spese universitarie;
  5. spese sanitarie e spese mediche;    
  6. spese veterinarie per la cura e l'assistenza degli animali domestici;
  7. spese funebri;
  8. spese relative al bonus ristrutturazioni ed ecobonus per lavori attuati volti al risparmio energetico;
  9. spese relative al bonus mobili;
  10. premi di assicurazione sulla vita, causa morte e infortuni;
  11. interessi passivi del mutuo.