Evasione fiscale aumenta così come tasse sempre più. Giustificazioni. Analisi Fisco livello regionale

Con oltre 100 voci, la tassazione italiana si piazza nelle posizioni di vertice dei sistemi più complessi. Una giungla di addizionali e bolli, canoni e contributi, diritti alle imposte e ritenute

Evasione fiscale aumenta così come tasse

I contribuenti italiani continuano ad essere i più tartassati


L'evasione fiscale aumenta in modo sempre più forte e in crescendo, ma dall'altra parte cresce anche la pressione del Fisco e le tasse, tanto che diversi esperti parlano di una certa giustifcazione al fenomeno dell'evasione. E poi la mappa e le statistiche dlel'evasione in Italia tra le varie regioni.
 

Il cattivo rapporto, che in molti casi si trasforma in vero e proprio odio, che esiste tra i 41 milioni di contribuenti italiani ed il fisco sembrerebbe essere giustificato in qualche modo dai dati diramati di recente dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre secondo la quale le tasse in Italia sono cresciute di 200 miliardi in appena 20  anni. Una cifra che fa rabbrividire e che evidenzia anche il distacco che esiste con gli altri paesi europei dove la pressione fiscale non sfiora neppure le vette raggiunte nel BelPaese. Che oltre a vessare pesantemente i contribuenti, soprattutto quelli che non possono contare su redditi elevati, ha una conseguenza ancora più negativa. Ovvero quella di produrre un’evasione fiscale senza freni.

Tasse cresciute di 200 miliardi in 20 anni

Il dato che le tasse siano cresciute di 200 miliardi negli ultimi 20 anni assume un significato ancora più preoccupante se si va ad evidenziare la crescita dell’inflazione in questo stesso periodo. In percentuale è cresciuta di quasi 43 punti percentuali rispetto alle entrate tributarie che vantano un +6% ovvero un 22,5% in più rispetto al costo della vita. È evidente che di questo passo l’ingranaggio è destinato a saltare. Da questo punto di vista il 16,3% di evasione fiscale registrato dalla Cgia di Mestre è una spia molto, molto indicativa. Con oltre 100 voci, la tassazione italiana si piazza nelle posizioni di vertice dei sistemi più complessi a livello globale. Una giungla quasi inestricabile di addizionali e bolli, canoni e contributi, diritti alle imposte e ritenute.

Insomma, i contribuenti sono costretti a muoversi in un contesto davvero complesso, e con la consapevolezza di pagare senza potersi aspettare in cambio servizi adeguati a questo enorme esborso di denaro. Tra le tasse più odiate ci sono certamente le accise sui carburanti. Nel 2016 i contribuenti italiani hanno lavorato per il fisco fino al 2 giugno. Se si confronta il "tax freedom day" italiano con quello dei principali competitori, solo la Francia è riuscita a fare meglio (o peggio) visto che ha impiegato un numero di giorni di lavoro necessari per pagare le tasse superiore a quello italiano. Gli altri paesi, invece, hanno potuto festeggiare la liberazione fiscale con un netto anticipo. In Germania questo traguardo è stato raggiunto con una settimana di anticipo, in Olanda con dodici giorni di anticipo, nel Regno Unito addirittura con 27 giorni e in Spagna 28. Il paese più virtuoso da questo punto di vista è l'Irlanda che consente ai propri contribuenti di assolvere gli obblighi fiscali in soli 86 giorni lavorativi.

Le regioni

Come detto, dunque, all'aumento delle tasse è corrisposto un aumento dell'evasione fiscale con ben 114 milioni di euro totali sempre nello stesso lasso di tempo. Ma l'evasione sarebbe a macchia di leopardo. La ragione con più evasione sarebbe la Campania, seguita dalla Calabria, Sicialia, Puglia tutte intorno al 24%-22%. La Lombardia sarebbe la regione con meno evasione fiscale. In generale il centro Italia avrebbe il 16,5% di evasione, il Sud il 22,2 mentreil Nord-Ovest il 14,1% e il il Nord Est il 13,4%