Studi di settore 2017 modificati con decreti anticrisi e ISA a quali attività si applicano

Cosa cambia per gli studi di settore con i decreti anticrisi e con i nuovi 105 ISA: chi interessano e novità previste. Tutto quello che c’è da sapere

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Cambiano i modelli degli studi di settore, modificati dai decreti anticrisi, proprio in considerazione delle situazioni di difficoltà nate proprio a causa della crisi economica che ancora stenta a lasciare il nostro Paese. Cosa sono gli studi di settore, chi interessano e quali sono le modifiche previste per gli studi di settore 2017?

Studi di settore: verso l'addio con Isa e modifiche

Gli studi di settore sono strumenti di controllo del fisco usati dal contribuente per verificare, in sede di dichiarazione, la sua congruità. Stando alla definizione, il contribuente è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo studio, anche alla luce delle risultanze derivanti dall'applicazione degli indicatori di normalità. Sono tenuti alla presentazione degli studi di settore gli esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo per cui vale un apposito studio di settore e non sussista una causa di esclusione o di inapplicabilità e che, dunque, insieme al modello Unico di dichiarazione dei redditi presentano anche gli studi di settore.

Isa: cosa sono e come funzionano

Al via gli Isa ovvero gli Indici sintetici di affidabilità fiscale che sostituiscono gli studi di settore e cambiano la relazione tra Fisco e contribuenti. Entreranno in vigore dal prossimo anno e in buona sostanza imprese e professionisti possono avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali attraverso una nuova metodologia statistico-economica. In merito a come funzionano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale. il nuovo metodo stabilisce il grado di affidabilità su una scala da 1 a 10. I contribuenti che risulteranno affidabili hanno accesso a premi e benefici nell'esclusione o nella riduzione dei termini per gli accertamenti.

Stando alla tabella di marcia, i primi 70 Indici sintetici di affidabilità fiscale dovrebbero essere approvati entro dicembre 2017 e gli altri 80, per un totale di 150, solo il prossimo anno. Per il periodo d'imposta 2017 saranno perciò operativi 70 Isa che coinvolgeranno circa un milione e mezzo di contribuenti. E ancora: 29 indicatori sintetici di affidabilità riguarderanno il settore del commercio, 15 per le manifatture, 17 per i servizi e 9 per i professionisti. Per il periodo d'imposta 2018 i contribuenti che rientrano nei restanti 80 settori economici avranno a disposizione questo nuovo strumento.

Ma c'è già il via libera ad alcuni correttivi. In questa prima fase gli 8 settori economici coinvolti nella sperimentazione degli Indici sintetici di affidabilità sono

  1. Amministrazione di condomini, gestione di beni immobili per conto terzi e servizi integrati di gestione agli edifici - K16U
  2. Attività degli studi di ingegneria - K02U
  3. Commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, pelletterie ed accessori - M05U
  4. Commercio all'ingrosso di macchine utensili - M84U
  5. Fabbricazioni di calzature, parti e accessori - D08U
  6. Manutenzione e riparazione di autoveicoli, motocicli e ciclomotori - G31U
  7. Produzione e commercio al dettaglio di prodotti di panetteria - D12U
  8. Servizi di ristorazione commerciale - G36U

Stando a quanto precisato dall'Agenzia delle entrate, gli indici sintetici di affidabilità sono formati da un insieme di indicatori elementari di affidabilità e di anomalia e permettono di posizionare il livello dell'affidabilità fiscale dei contribuenti su una scala da 1 a 10. Gli indicatori elementari di affidabilità valutano l'attendibilità di relazioni e rapporti tra grandezze di natura contabile e strutturale, tipici per il settore e per il modello organizzativo di riferimento. Dall'altra parte gli indicatori elementari di anomalia valutano incongruenze e situazioni di normalità e coerenza del profilo contabile e gestionale che presentano carattere atipico rispetto al settore e al modello organizzativo cui sono riferiti.

Infine, gli esperti incaricati di definire gli Indici sintetici di affidabilità fiscale hanno detto sì all'aggiornamento della territorialità e dei nuovi valori soglia dell'indicatore di coerenza "Costo per litro di benzina o gasolio consumato durante il periodo d'imposta" dello studio WG68U, che interessa il trasporto di merci su strada e i servizi di trasloco.

Novità in casa Agenzia delle Entrate: addio ai vecchi studi di settore che da quest'anno vengono sostituiti dagli Indici sintetici di affidabilità (ISA), pensati per sostenere e incentivare l'emersione spontanea di redditi imponibili. I nuovi Isa hanno il compito di stabilire il grado di affidabilità del contribuente su una scala da 1 a 10. I contribuenti che risulteranno ‘affidabili’ avranno benefici premiali, come un percorso agevolato e accelerato per i rimborsi fiscali, l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione dei termini per gli accertamenti fiscali. Stando a quanto riportano le ultime notizie, i primi 70 Isa dovrebbero essere approvati entro dicembre 2017 e i restanti 80 entro il 2018.

Di cosa tengono conto e premi imposte

Gli Indici sintetici di affidabilità rappresentano indicatori elementari di affidabilità e anomalia e permettono di valutare il livello dell’affidabilità fiscale dei contribuenti su una scala da 1 a 10. Gli Isa valutano l’attendibilità di relazioni e rapporti per i diversi settori di riferimento, mentre gli indicatori elementari di  anomalia rilevano eventuali incongruenze e situazioni di normalità/coerenza del contribuente in base al settore e al modello organizzativo di riferimento. Grandi imprese e professionisti saranno, dunque, fiscalmente valutati nella loro affidabilità o meno attraverso questi nuovi indicatori che sostituiranno così i vecchi studi di settore, aggiornando il lavoro di verifica della congruenza.

Per valutare affidabilità e congruenza del contribuente, i nuovi Indidi Isa tengono conto di:

  1. plausibilità dei ricavi, del valore aggiunto e del reddito;
  2. affidabilità dei dati dichiarati;
  3. eventuali anomalie economiche.

Effettuando una media di questi indicatori si otterrà un punteggio da 1 a 10 che stabilirà il posizionamento di ogni contribuente in termini di affidabilità dei suoi comportamenti fiscali. Per la corretta valutazione del comportamento fiscale di ogni contribuente, saranno presi in considerazione gli ultimi 8 anni di dichiarazione dei redditi. Con i nuovi Isa, inoltre, sarà possibile versare gli importi effettivamente dovuti in base alla propria reale situazione economica e capacità contributiva, differenza di quanto accadeva con gli studi di settore. Diversi contribuenti, infatti, e non pochi, hanno spesso dichiarato redditi e pagato in base alle risultanze degli studi di settore, volte più di quanto realmente fatturato per evitare eventuali controlli e sanzioni.

E' da sottolineare che si prevede un taglio delle tasse e agevolazioni sulle imposte per chi ha i punteggi più alti, almeno questo nella bozza iniziale e nei testi che si sono succeduti proprio come premio per le imprese più virtuose. 

Quali e quanto sono i nuovi Isa nel 2017 e 2018

La sperimentazione degli Isa nella prima fase ha interessato otto:

  1. Commercio all’ingrosso di macchine utensili;
  2. Commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, pelletterie ed accessori;
  3. Amministrazione di condomini, gestione di beni immobili per conto terzi e servizi Integrati di gestione agli edifici;
  4. Attività degli studi di ingegneria;
  5. Fabbricazioni di calzature, parti e accessori;
  6. Produzione e commercio al dettaglio di prodotti di panetteria;
  7. Manutenzione e riparazione di autoveicoli, motocicli e ciclomotori;
  8. Servizi di ristorazione commerciale.

In questo 2017 sono operativi 70 Isa che interessano circa un milione e mezzo di contribuenti, con 29 Indicatori validi per il settore del commercio, 15 per le manifatture, 17 per il settore dei servizi che, stando alle ultime notizie, che comprende anche parrucchieri e barbieri, riparazione di motocicli, carrozzieri e meccanici; sale giochi e biliardo, mediatori immobiliari, noleggio auto e mezzi di trasporto, autoscuole, villaggi turistici, stabilimenti balneari e tutta la ristorazione, anche quella ambulante, e 9 per i professionisti. Nel 2018 gli Isa saranno estesi anche agli altri 80 settori economici, mandando definitivamente in soffitta gli studi di settore.

Studi di settore 2017: cosa cambia con decreti anticrisi

Le novità previste per gli studi di settore 2017 sono state ufficializzate, come confermano le ultime notizie, dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia del 31 gennaio 2018 e puntano soprattutto a integrare la modulistica con i correttivi approvati con il decreto ministeriale del 23 marzo 2018 e validi per il periodo di imposta 2017 per le imprese minori in contabilità semplificata. Le modifiche degli studi di settore contenute nei decreti anticrisi considerano alcune variabili economiche e relative relazioni a causa della crisi economica del 2017, come:

  1. riduzione dell’efficienza produttiva;
  2. riduzioni delle tariffe per le prestazioni professionali;
  3. le contrazioni più significative dei margini e delle reddittività;
  4. minor grado di utilizzo degli impianti e dei macchinari;
  5. ritardata percezione dei compensi da parte degli esercenti attività di lavoro autonomo a fronte delle prestazioni rese;
  6. gli adempimenti congiunturali negativi intervenuti nell’ambito dei diversi settori, anche in relazione al territorio.

Stando a quanto contenuto nella Legge di Bilancio 2017, sono previste novità per Quadro F- Elementi contabili e per il Quadro Z-Dati complementari.

Studi di settore 2017: novità del Quadro F

Partendo dal Quadro F- Elementi contabili, è prevista l’integrazione della nuova sezione ‘Ulteriori informazioni- imprese in regime di contabilità semplificata’ composta dai righi da F41 a F44:

  1. nel rigo F41, barrando la relativa casella, il contribuente indicherà se, nel periodo di imposta 2017, ha optato per la tenuta dei registri IVA senza separata indicazione degli incassi e dei pagamenti;
  2. nel rigo F42, il contribuente dovrà indicare il totale delle operazioni relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate verso soggetti Iva;
  3. nel rigo F43, il contribuente dovrà indicare il totale delle operazioni relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate con applicazione del reverse charge;
  4. nel rigo F44, il contribuente dovrà indicare le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti di cui al comma 1-bis dell'articolo 17-ter e per cui l'imposta deve essere versata dai cessionari o committenti.

Studi di settore 2017: novità del Quadro Z

Passando al Quadro Z-Dati complementari dei modelli degli studi di settore, è stato integrato anch’esso con   la sezione Ulteriori informazioni imprese in regime di contabilità semplificata’ composta dai righi da Z901 a Z904. Le informazioni da riportare sono, in particolare:

  1. nel rigo Z901, i componenti reddituali positivi che hanno già concorso  alla determinazione del reddito nel  periodo di imposta 2016 e, quindi, non concorrono alla formazione del reddito del periodo di  imposta 2017, come i ricavi derivanti da vendita di beni consegnati nel  2016 e il cui corrispettivo è stato incassato nel 2017 o come i ricavi derivanti da prestazioni di servizi terminati nel  2016 e con importi incassati nel 2017;
  2. nel rigo Z902, i componenti reddituali positivi, già indicati nelle relative sezioni del Quadro F, che non hanno concorso alla determinazione del reddito nel periodo di imposta 2016 e che quindi concorrono alla formazione del reddito per il periodo di imposta 2017, come i ricavi di vendita di beni consegnati nel 2017,  il  cui corrispettivo è già  stato incassato nel 2016,  o come i ricavi  derivanti da  prestazioni di servizi terminati nel  2017 e con importi già incassati nel 2016, che non hanno concorso alla determinazione  del  reddito del periodo di imposta  2016 e costituiscono ricavi imponibili nel 2017;
  3. nel rigo Z903, i componenti reddituali negativi che hanno già concorso alla determinazione del reddito nel  2016 secondo le regole previste dal regime di provenienza e dunque non concorrono alla formazione  del  reddito del periodo di imposta 2017, come il costo per l’acquisto di beni di consumo consegnati nel 2016;
  4. nel rigo Z904, i componenti reddituali negativi già indicati riportate nelle relative sezioni del Quadro F, che non hanno concorso alla determinazione del reddito nel periodo di imposta 2016 e concorrono alla formazione del reddito del periodo di imposta 2017.