Tasse locali, addizionale Irpef per regioni e comuni. Chi paga di più

Pressione fiscale in Italia ancora molto elevata e laziali i più oberati dalle tasse: ultimi dati e situazione generale del Belpaese

Tasse locali, addizionale Irpef per regi

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Italiani tartassati dalle tasse e questa non è certo una novità ma la novità riportata dalle ultime notizie riguarda il clamoroso caso dei cittadini laziali. Stando, infatti, a quanto riportano le ultime e ultimissime notizie, da un'analisi condotta dal Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti incrociando i dati delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017 e relative alle imposte del 2016, a livello regionale, è emerso che sarebbero gli abitanti del Lazio quelli che pagano le tasse più alte in Italia. Si tratta di una situazione particolare in un quadro generale che continua ad essere ancora negativo e pesante per tutti, considerando che la pressione fiscale italiana è ancora molto elevata rispetto alla stessa capacità dei contribuenti di osservare tutti i pagamenti dovuti. Alta, infatti, resta la pressione fiscale mentre continuano ad essere relativamente bassi gli stipendi percepiti dalla maggior parte dei lavoratori.

Laziali tartassati dalle imposte: i dati

Stando a quanto reso noto dai dati emersi dall'analisi condotta regione per regione sul peso complessivo delle addizionali Irpef locali e regionali, che valgono circa il 10% del peso fiscale totale, con circa 12 miliardi di euro di addizionale locale e quasi 5 miliardi di euro di addizionale regionale, prendendo in considerazione un reddito medio di circa 36 mila euro lordi, sarebbero i residenti del Lazio a pagare di più rispetto ai colleghi delle altre regioni italiane.

I cittadini laziali, tra addizionale comunale e regionale, pagherebbero, infatti, circa 673 euro. Dietro i laziali ci sono i cittadini del Molise, con circa 634 euro, seguiti dai campani, con 609 euro. Spostandoci al Nord, sono i cittadini del Piemonte quelli che pagano di più, circa 575 euro, mentre la Regione dove le addizionali Irpef comunali e regionali pesano meno è il Friuli Venezia Giulia, dove si paga addirittura meno di 290 euro. Inoltre, stando a quanto emerge in base alla categoria di lavoratori che pagherebbero di più, coloro maggiormente penalizzati, e non solo dalla varie addizionali locali, sono i lavoratori autonomi, cioè il popolo delle partite Iva, che ancora oggi sono decisamente poco tutelati dallo Stato rispetto ai lavoratori dipendenti, e sia per la tassazione, sia da un punto di vista previdenziale e di tutele assistenziali.

Fisco italiano: quanto valgono le tasse e confronto con altri Paesi

La situazione dei cittadini laziali sembra rappresentare, in realtà, solo lo specchio di una situazione italiana ben più ampia a livello europeo: le ultime notizie di qualche tempo fa, infatti, confermavano il BelPaese come quello in cui si pagavano molte più tasse rispetto a quanto sborsato dai cittadini degli altri Paesi europei. Ma dalle più recenti e ultimissime notizie rese note da l Mef sembrerebbe che il peso fiscale in Italia sia calato raggiungendo un -0,4% nel 2016 rispetto agli altri Paesi Ocse.

Tuttavia, nella classifica Ocse dei Paesi con la più alta pressione fiscale, l'Italia sarebbe sesta su 35 Paesi, con un peso fiscale comunque rilevante, al 42,9% sul Pil e sotto l'Italia si posizionano, in ordine, Danimarca (45,9%), Francia (45,3%), Belgio (44,2%), FInlandia (44,1%) e  Svezia (44,1%). Decisamente meglio del nostro Paese fanno, invece, Austria (39,4%) e Ungheria (38,8%). A livello mondiale, i Paesi con la tassazione complessiva più bassa sono Messico (17,2%) e Cile (20,4%), seguiti da Irlanda (23%), Turchia (25,5%) e Stati Uniti. Il livello di tassazione più basso in Italia è stato raggiunto nel 2005, quando la pressione fiscale si attestò al 39,1%.

Pressione fiscale in Italia: cosa pesa di più

Secondo quanto riportato dalle ultime notizie, a pesare maggiormente sugli italiani è l’alto livello di tasse sul reddito, pari al 26% sul totale delle entrate nel 2015, contro il 24,4% della media Osce; a seguire ci sono l’elevato perso dei contributi sociali (30,1% contro il 25,8% della media Ocse); le imposte indirette, cioè le tasse sul valore aggiunto e altre imposte sui consumi, che pesano, rispettivamente, 14,2% e del 131%, contro il 20% e il 12,4% della media Ocse; e le tasse sulle proprietà immobiliari, che nel nostro Paese sono del 6,5% contro il 5%,8 della media Ocse.