Bollo auto, legge contro evasione ufficiale nuova. Pagamento automatico. E altri cambi calcolo, esenzioni

La stretta sui controlli obbligherà l’officina incaricata a svolgere la revisione, solo dopo aver accertato il regolare pagamento del bollo auto. Il provvedimento entrerà in vigore a gennaio 2019

Bollo auto, legge contro evasione uffici

Stretta in arrivo sui controlli per il bollo auto. Scopri di cosa si tratta


Vi sono tante incertezze sul bollo auto, tra ipotesi su diversi aspetti e altro. Ma ci sono ancora delle certezze come quella delle legge nuova che praticamente è ufficiale in quanto entrata in una serie di legge che entreranno in vigore dal 1 Gennaio che di fatto rende il pagamento del bollo auto automatico. 
 

Tra le tante spese che un automobilista deve sostenere per essere in regola con il proprio veicolo e poter dunque circolare tranquillamente questa rappresenta quella più detestata in genere. Proprio perché ritenuta una tassa ingiusta dalla stragrande maggioranza delle persone, l’evasione del bollo auto rappresenta quasi un atto dovuto. Ovviamente si tratta di un atteggiamento sbagliato che espone anche al rischio di multe salate fino al fermo amministrativo della propria autovettura nel caso in cui i pagamenti non siano in regola. Ed ora sul tema sono previste novità che non faranno di certo piacere visto quanto è stato appena detto. E cioè è prevista una dura stretta sui controlli che dovrebbero escludere totalmente la possibilità di evadere questa tassa.

Dura stretta sul bollo auto

La dura stretta sul bollo auto avrà certo ripercussioni si una tassa che, seppure rappresenta davvero l’emblema della vessazione per quasi tutti gli automobilisti, deve comunque essere pagata. Dal primo gennaio del prossimo anno, infatti, evaderla diventerà molto più difficile in seguito all’emendamento presentato in Parlamento. Che, mettendo in relazione il pagamento del bollo alla possibilità di svolgere regolare revisione, renderà molto difficile, per non dire impossibile, trovare scorciatoie.

L’emendamento in questione è stato presentato da un deputato del Partito Democratico ed è inserito nel Decreto che apporterà alcune correzioni al bilanci. L’officina incaricata di svolgere la revisione, dal 2019, non potrà procedere prima della dimostrazione di pagamento del bollo auto. Se il bollo non è stato pagato, dunque, la revisione non può essere effettuata,  e dunque si corre il serio rischio di incorrere in pesanti sanzioni che possono arrivare anche al fermo del veicolo. Inoltre, in caso di incidente in assenza di revisione, l’assicurazione potrebbe rifiutare il risarcimento o meglio, rivalersi sul proprietario del veicolo non revisionato.

Cosa potrebbe cambiare ancora....

Il prossimo sarà l'anno della riforma del bollo auto? Forse, perché sono attive due forze sul cambiamento. Da una parte c'è quella del governo che intende ridurre le emissioni anche prevedendo imposte più elevata per i veicoli maggiormente inquinanti. Dall'altra c'è anche l'Europa, intenzionata a uniformare le regole per tutti i Paesi. La combinata azione dei due esecutivi potrebbe perciò portare a rivedere una tassa che è a tutti gli effetti legata al possesso. Indipendentemente dal suo utilizzo, gli automobilisti sono infatti chiamati a versare quanto richiesto dalle regione. E nel caso di veicoli di grossa cilindrata scatta l'aggiunta del super bollo, incassato però dallo Stato.

Questo governo non starà con le mani in mano sul fronte delle auto e delle novità del comparto. A iniziare dall'annosa questione del bollo auto e della sua riforma, se non della sua cancellazione. La questione è finita anche sul tavolo dell'Europa, considerando la volontà dell'esecutivo comunitario di uniformare le regole.

L'impressione è che possa arrivare un'accelerazione sul cambiamento di quella che è a tutti gli effetti una tassa sul possesso del mezzo nel segno del rispetto dell'ambiente. In buona sostanza, il bollo auto potrebbe essere legato di più e ancora meglio all'inquinamento prodotto. Non a caso si pensa anche all'aumento delle accise solo sul gasolio, anche per finanziare misure di carattere fiscale, ma sempre pensando al disincentivo dell'uso dei veicoli alimentati a diesel.Altro tema caldo, che potrebbe diventare presto caldissimo, è quello assicurativo, con l'esecutivo che potrebbe spingere per l'introduzione di premi per chi non commette infrazioni.

Di più: nel contratto di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle, si legge come il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica debba divenire uno strumento dinamico in grado di intercettare e risolvere in tempi rapidi le problematiche relative a eventuali carenze infrastrutturali, sia a livello nazionale sia locale, per contribuire attivamente allo sviluppo della mobilità elettrica.

Proprio questo è un altro punto chiave - insieme alla revisione del bollo auto e alla riforma delle assicurazioni - legato alla necessità di prevedere spazi pubblici per il car sharing a fronte di quote crescenti di vetture elettriche nella flotta.In agenda anche incentivi per l'acquisto di auto poco inquinanti ovvero veicoli ibridi ed elettrici e contestuale rottamazione di vetture datate e alimentate a benzina o a gasolio e lo stop all'aumento dell'Iva (fondamentale anche per l'eventuale acquisto di una nuova vettura) con la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia.

Se il bollo auto in Italia si calcola sulla base della potenza del veicolo - più è alta, maggiore è la somma da corrispondere - l'importo di quello europeo sarà legato ai chilometri percorsi durante l'anno. La volontà della commissione Trasporti del Parlamento europeo è di legare un po' meno il bollo auto al possesso e un po' più al suo concreto uso. E questo stesso concetto verrebbe applicato a tutti i Paesi, Italia inclusa. Tuttavia, in coerenza con quanto promosso negli ultimi tempi e gli investimenti nel comparto, oltre ai chilometri percorsi, l'altro parametro che inciderà nella formazione della somma da pagare sarà il livello di inquinamento ambientale prodotto della vettura.

A fare fede sarà un congegno elettronico adatto per rilevare la distanza percorsa, simile ad esempio alla scatola nera, adesso in uso a fini assicurativi, così da rilevare le informazioni utili ai fini del calcolo. Se le intenzioni sono chiare, l'incertezza è piuttosto legata alle tempistiche, considerando che difficilmente un pacchetto di cambiamenti di questa portata riuscirà a vedere la luce a stretto giro ovvero già il prossimo anno. Più facile credere che il bollo auto europeo possa vedere la luce tra alcuni anni. L'intenzione della commissione Trasporti del Parlamento europeo è di introdurlo nel 2023, con una sperimentazione iniziale sui mezzi pesanti e su quelli di peso superiore alle 2,4 tonnellate.

Nei tre anni successivi si passerebbe all'implementazione sulla totalità del parco auto. Regolamento europeo alla mano, se il provvedimento proposto dalla commissione Trasporti del Parlamento europeo dovesse ottenere il via libera del Consiglio europeo e l'approvazione dei 27 Stati membri dell'Unione europea, occorre aspettare il 2026 per la definitiva introduzione.