Evasione fiscale: le furbizie più frequenti e vicende emblematiche

Nuovo studio sull'evasione fiscale che nonostante tutte le nuove regole e la stretta sugli accertamenti che ci dovrebbe essere continua crescere secondo Unimpresa

Evasione fiscale: le furbizie più freque

Fisco, evasione fiscale valore 108 miliardi, iva la preferita


L'evasione fiscale in Italia è di 108 miliardi all'anno e vi sono delle voci come l'iva che sono i reati più frequenti e più evasi. Vi sono numerosi studi e il tentativo anche di bloccare con alcune mosse anche di questo esecutivo. Ma ci sono delle storie emblematiche che fanno capire molto sotto tanti aspetti

È un problema? Sì, lo è perché 108 miliardi di euro l'anno di evasione fiscale in Italia rappresenta una cifra estremamente alta. E come un copione che si ripete ogni anno, dai dati del Centro studi di Unimpresa viene fuori come l'Iva continui a essere l'imposta a cui i contribuenti sono più allergici. Tallonata però dall'Irpef. Più distaccate ci sono l'Irap ovvero l'Imposta regionale sulle attività produttive a cui sono soggette le imprese, e l'Imu, la tassa sulle proprietà immobiliari a cui sono soggette i possessori di una diversa dalla prima. Sono tante le riflessione che suggeriscono questi dati, a iniziare da un sistema fiscale che andrebbe migliorato sia dal punto di vista dei controlli e sia del rapporto con i contribuenti. E poi, non nascondiamo un po' di stupore proprio dinanzi ai 4,8 miliardi di euro di evasione dell'Imu sulle seconde e terze case ovvero da chi, almeno in teoria, avrebbe le possibilità di versare l'imposta.

Le città dovrebbero fare di più...

Nella lotta al'evasione fiscale, secondo Lotta all'evasione fiscale, Spi Cgil Veneto, i Comuni potrebbero giocare un ruolo decisamente più importante. Per molti, infatti, combattere l'evasione fiscale non rappresenta un priorità ma dovrebbe esserlo, come del resto per tutto il Paese. Considerando, infatti, che da qualche anno i comuni hanno la possibilità di segnalare all'Agenzia delle Entrate o all'Inps le irregolarità fiscali e contributive scoperte nel proprio territorio in modo da avere modo di far pagare quanto evaso dai cittadini, è bene che si servano di questa possibilità per permettere a casse di Comuni prima e Stato poi di rimpinguarsi, anche perché questo sistema di capillare controllo dimostrerebbe ai cittadini che effettivamente i monitoraggi esistono e funzionano, cosa che potrebbe rappresentare un deciso deterrente per chiunque volesse ‘risparmiare’ sul pagamento di alcune tasse.

Ma i Comuni non lavorano in tal senso, basti pensare che, secondo quanto riporta sempre lo Spi Cgil Veneto, nella regione solo un Comune veneto su 10 svolge l'attività di accertamento e di denuncia dell'evasione fiscale. Anche per la Uil, la lotta all’evasione fiscale e contributiva dovrebbe rappresentare per i Comuni italiani una possibilità di recuperare risorse economiche, rappresentando, al tempo stesso, una possibilità di alleggerire anche la pressione fiscale sui cittadini, riducendo il valore della tassazione locale.

L'Agenzia delle entrate scrive, il contribuente risponde?

Ma sono anche in arrivo novità assolute e per certi versi più restrittive sul versante dell'evasione fiscale. A far discutere è in particolare una nota interna dell'Agenzia delle entrate con cui gli uffici sono invitati a non perdere tempo ovvero ad accelerare notificando tutti gli atti di accertamento seguenti al silenzio che ha ricevuto le lettere di compliance. Come sintetizza Italia Oggi che ha porta alla luce la missiva, prima ti avviso e poi ti accerto. Un passaggio considerato obbligato poiché le lettere di compliance (conformità) non stanno spaventando i contribuenti.

Succede infatti che l'Agenzia delle entrate invia la lettera di conformità ai contribuenti che non avrebbero dichiarato, o lo avrebbero fatto in modo parziale, un reddito derivante da un contratto di locazione di un immobile, un reddito da lavoro dipendente, una plusvalenza o un reddito di partecipazione in società, solo per fare alcuni esempi. Questo istituto è stato di recente modificato per garantire al contribuente la possibilità di effettuare le opportune correzioni e i conseguenti versamenti delle somme dovute, beneficiando della riduzione delle sanzioni. Non si tratta dunque di un accertamento, ma di un invito a verificare la propria posizione fiscale e mettersi in regola con il pagamento delle imposte. Il punto è che chi riceve la lettera dovrebbe attivarsi per evitare che le irregolarità riscontrate diventino il motivo dell'emissione di un avviso di accertamento.

Ma i contribuenti eviterebbero di rispondere e l'Agenzia delle entrate per non perdere tempo, sono state invitate a procedere subito con gli accertamenti. In ogni caso, l'esecutivo punta molto sul recupero dell'evasione fiscale e per farlo ha già in mente una serie di provvedimenti:

  1. l'estensione della fattura elettronica tra privati, ma intanto dal primo luglio scatta l'obbligo per la filiera petrolifera;
  2. spazio a modifiche per la sanatoria bis sul contenzioso ovvero alla rottamazione delle cartelle;
  3. la cartolarizzazione dei debiti tributari.

Gli osservatori più attenti fanno invece notare come si preannunciano due strette, una sull'Iva attraverso un allargamento della platea di soggetti inclusi nello split payment e una sulle compensazioni. Perché poi sono provvedimenti di questo tipo a rivelarsi realmente efficaci e utili per le casse dello Stato.

Le vicende che spiegano concretamente....la prima

Ormai anche sui morti non si pagano le tasse. Così hanno titolati diveri giornali locali, per raccontare l'evasione totale di una impresa funebre operatte nel Consentio che da ben 5 anni non aveva mai pagato le tasse su tutti i funerali e cremazioni organizzazione ed eseguiti. Le Fiamme gialle hanno scoperto tutto grazie ad una serie di accertamenti e verifiche incrociate che hanno permesso di poter risocntare almeno 400mila di utile facendo scattare scattare tutte le sanzioni anche per l'iva non pagata. 

La seconda storia

Una società che lavora nel campo dell'edilizia per la costruzioni e le ristrutturazioni è stata scoperta come evasore fiscale totale dall'Agenzia delle Entrate per più di due anni operante senza dichiarare nulla. La società ha la propria sede a Cagliari.
Il controllo fiscale era partito per l'iva in modo aprticolare, ma le Fiamme Gialle hanno compreso che qualcosa non andava e con una serie di ispezioni ulteriori e trovando dei documenti occultati dalla contabilità ufficiale ha potuto constatare una evasione fiscale totale durata per almeno 24 mesi con un cifra di 357mila euro circa non dichiarata a cui si deve aggiungere la corrispondente iva non versataanch'essa completamente.

E la terza

Di circa due settimane fa, risale una altra evasione totale che avevamo già raccontato ed era stata definita come una evasione perfetta, o quasi perchè poi è stato trovata dalla Guardia di Finanza che era partita da una normale indagine di controllo e aveva trovato un ristorante in Umbria perfettamete in regola con documenti senza una virgola fuori posto, assolutamente, appunto, perfetti. Vi erano tutte le fatture perfettamente in ordine così come tutti gli altri documenti previsti per legge.

L'unica cosa era che i prezzi erano particolarmente bassi e dopo una serie di accertamenti si è capito che qualcosa poteva non quadrare. E infatti, tutti i documenti erano in ordine, peccato che non venivano per nulla trasmessi al Fisco. E così il ristorante che appariva un contribuente modello, o meglio il suo proprietario, in realtà evadevano totalmente. 

E la ricostruzione della cifra è stato piuttosto facile farla, basta vedere tutte le fatture di entrata e
uscita che erano state diligentemente inserite. Ed  uscita così un totale di circa  un milione di euro di giro d'affari

E la quarta...

La Guardia di Finanza di Ragusa ha scoperto 20 società che, invece, di occuparsi, come avrebbero dovuto di gestione e vendita di prodotti ortofrutticoli, erano solo delle aziende di facciata che facevano finte fatture e che favorivano anche assunzioni fittizie, in modo particolare si sarebbe trattato di circa 415-420 braccianti agricoli.
Almeno 4 di queste società non avevano nè la sede nè nessun mezzo per gestire un giro di fatturato e di vendita dei prodotti così importanti e per la questo la Guardia di Finanza ha inziato le indagini che hanno erificato che nè in entrata nè in uscita avevano sui conti correnti tali somme di denaro.
Anche se, comunque, l'attività doveva essere lucros, visto che la GDF ha sequestrato un patrimonio tra valori immobili e mobili di circa 3 milioni di euro e ha poi chieto l'annullamento all'INPS dei contratti di assunzioni falsi. 
L'evasioen totale si stima intorno ai 10 milioni di euro e 1 milione e mezzo di euro per i lavoratori falsamente assunti