Evasione fiscale: più restrittivi accertamenti. Controlli e priorità, modifiche dopo flop

Sono in arrivo nuove importanti misure in ambito fiscale mentre l'Agenzia delle entrate chiede maggiore speditezza nel dare seguito alle lettere di conformità inviate ai contribuenti.

Evasione fiscale: più restrittivi accert

Evasione fiscale: differenti novità


Diversi cambiamenti nella lotta contro l'evasione fiscale dopo che da molti è stata giudicato finora un folp per i risultati non raggiunti. Modifiche nelle priorità e nei controlli.

Al lavoro sulle novità fiscali con l'esecutivo intenzionato a ripetere le esperienze di maggior successo negli ultimi anni, ma allo stesso tempo a introdurre perfezionamenti in vista di un mutato atteggiamento che, almeno a parole, dovrebbe tradursi in un atteggiamento meno oppressivo. Ma sono anche in arrivo novità assolute e per certi versi più restrittive sul versante dell'evasione fiscale. A far discutere è in particolare una nota interna dell'Agenzia delle entrate con cui gli uffici sono invitati a non perdere tempo ovvero ad accelerare notificando tutti gli atti di accertamento seguenti al silenzio che ha ricevuto le lettere di compliance. Come sintetizza Italia Oggi che ha porta alla luce la missiva, prima ti avviso e poi ti accerto. Un passaggio considerato obbligato poiché le lettere di compliance (conformità) non stanno spaventando i contribuenti.

L'Agenzia delle entrate scrive, il contribuente risponde?

Succede infatti che l'Agenzia delle entrate invia la lettera di conformità ai contribuenti che non avrebbero dichiarato, o lo avrebbero fatto in modo parziale, un reddito derivante da un contratto di locazione di un immobile, un reddito da lavoro dipendente, una plusvalenza o un reddito di partecipazione in società, solo per fare alcuni esempi. Questo istituto è stato di recente modificato per garantire al contribuente la possibilità di effettuare le opportune correzioni e i conseguenti versamenti delle somme dovute, beneficiando della riduzione delle sanzioni. Non si tratta dunque di un accertamento, ma di un invito a verificare la propria posizione fiscale e mettersi in regola con il pagamento delle imposte. Il punto è che chi riceve la lettera dovrebbe attivarsi per evitare che le irregolarità riscontrate diventino il motivo dell'emissione di un avviso di accertamento.

Ma i contribuenti eviterebbero di rispondere e l'Agenzia delle entrate per non perdere tempo, sono state invitate a procedere subito con gli accertamenti. In ogni caso, l'esecutivo punta molto sul recupero dell'evasione fiscale e per farlo ha già in mente una serie di provvedimenti:

  1. l'estensione della fattura elettronica tra privati, ma intanto dal primo luglio scatta l'obbligo per la filiera petrolifera;
  2. spazio a modifiche per la sanatoria bis sul contenzioso ovvero alla rottamazione delle cartelle;
  3. la cartolarizzazione dei debiti tributari.

Gli osservatori più attenti fanno invece notare come si preannunciano due strette, una sull'Iva attraverso un allargamento della platea di soggetti inclusi nello split payment e una sulle compensazioni. Perché poi sono provvedimenti di questo tipo a rivelarsi realmente efficaci e utili per le casse dello Stato.

Arriva la nuova rottamazione delle cartelle

Ma è con la seconda stagione delle rottamazione delle cartelle esattoriali, pensata per chi non ha aderito alla prima, magari perché non è riuscito a rientrare nelle tempistiche prefissate. La prima edizione della rottamazione dei ruoli prevista dal decreto fiscale collegato alla manovra dello scorso anno ha riguardato i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016. Il vantaggio in relazione ai debiti di natura tributaria consisteva nello sconto per i contribuenti di sanzioni e interessi di mora. La riapertura della rottamazione allo studio dell'esecutivo dovrebbe muoversi su due direttrici: da un lato, interessare i contribuenti rimasti esclusi dalla prima edizione perché non in regola con le rate di vecchi piani di dilazione o per aver commesso errori formali. Dall'altro, essere estesa ai ruoli notificati nel 2017, almeno ai primi 6 mesi dell'anno.