Evasione fiscale, chi rischia e quali tra sanzioni pecuniarie, penali, multe, pignoramenti.

Chi occulta al fisco redditi percepiti nell'anno di imposta commette un illecito tributario, da scontare a suon di sanzioni pecuniarie. Ecco quando diventa reato.

Evasione fiscale, chi rischia e quali tr

Evasione fiscale, imposte sui redditi e pene


L'evasione fiscale viene punita dalle leggi in vigore nel 2019, ma non sempre costituisce reato. Sono tanti i modi per frodare il fisco, come l'omesso versamento Iva, la dichiarazione infedele, l'emissione di false fatture, l'omissione della dichiarazione dei redditi o la stessa dichiarazione fraudolenta. Tuttavia in base all'azione commessa sono previste pene differenti. In linea di massima l'evasione fiscale è reato nel caso in cui gli importi frodati siano superiori a un certo limite e per alcune fattispecie di comportamenti ben precisi.

Per intenderci ancora più chiaramente, non è affatto detto che l'illecito sia sempre di natura penale e che si rischia anche il carcere perché si può andare in contro anche a una più semplice multa. Quando allora si entra nel penale?

Evasione fiscale tra sanzioni pecuniarie e reato

In sintesi, chi occulta al fisco redditi percepiti nell'anno di imposta commette un illecito tributario, da scontare a suon di sanzioni pecuniarie. Non c'è alcun procedimento penale da sostenere, ma solo il pagamento di quanto non versato con tanto di sanzione. Il passaggio al reato è appunto legato alla doppia variabile tipo di illecito e somma evasa.

Nel caso della dichiarazione fraudolenta (reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni), è reato se l'imposta evasa è superiore a 30.000 euro, gli elementi sottratti all'imposizione sono superiori al 5% dell'attivo in dichiarazione, se gli elementi sottratti sono superiori a 1,5 milioni di euro, se l'importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell'imposta sono superiori al 5% dell'imposta; se l'importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell'imposta sono superiori a 30.000 euro.

La dichiarazione omessa (reclusione da 1 a 3 anni) è reato se se l'imposta evasa è maggiore di 50.000 euro mentre la dichiarazione infedele (reclusione da 1 a 3 anni) lo diventa se l'imposta evasa è maggiore di 150.000 euro o se i redditi non dichiarati superano il 10% del totale o i 3 milioni di euro. Anche l'omesso versamento dell'Iva e delle ritenute certificate può sfociare nel penale se il debito è superiore a 250.000 euro.

Guai penali pure per l'emissione di fatture false (da 1 anno e 6 mesi a 6 anni) per operazioni inesistenti, ma a prescindere dall'importo. Stessa cosa nel caso di occultamento o distruzione di documenti contabili

Evasione fiscale, imposte sui redditi e pene

Più complessa è la questione dell'evasione fiscale delle imposte sui redditi 2019. Il ritardato od omesso versamento diretto di quanto risulta dalla dichiarazione prevede infatti una sanzione di tipo amministrativo per ritardi fino a 15 giorni (1% dell'importo non versato per ogni giorno di ritardo), tra 15 giorni e 90 giorni (15% dell'importo non versato) e oltre 90 giorni (30% dell'importo non versato).

Ma è di tipo penale per omesso versamento dell'Iva da dichiarazione per importo superiore a 250.000 per ogni periodo (reclusione da 6 mesi a 2 anni) e per omesso versamento di ritenute dovute o certificate per maggiori di 150.000 euro per ogni periodo d'imposta (reclusione da 6 mesi a 2 anni).