Evasione fiscale, commercialisti dovranno fare spia al Fisco e ulteriori

Cosa significa pianificazione fiscale aggressiva? Fino a che punto commercialisti e avvocati tributaristi sono chiamati a comunicare le operazioni dei loro clienti?

Evasione fiscale, commercialisti dovrann

Commercialisti obbligati a fare la spia


Secondo una direttiva Ue, i commercialisti sono obbligati a fare la spia al Fisco sui propri clienti per potenziale evasione fiscale. Ma la categoria non ci sta e sono sul piede di guerra.
 

Quell'obbligo di denuncia al fisco non va proprio giù e scatta la rivolta dei commercialisti in rivolta. Perché in qualche modo viene inficiato il rapporto con i clienti. Succede infatti che secondo una direttiva dell'Unione europea, i professionisti sono obbligati a denunciare le operazioni sospette. A fare la spia, secondo una interpretazione cruda e senza troppi giri di parole. La norma comunitaria è stata pensata per bloccare gli schemi elusivi transfrontalieri delle multinazionali. Proprio queste sono le ragioni che hanno spinto Bruxelles a serrare i ranghi e stringere le maglie. Ma evidentemente non hanno fatti i conti con i destinatari del provvedimento e la loro volontà di mantenere autonomia nelle scelte.

Obbligo di denuncia al fisco: commercialisti in rivolta

Allarme allora sulla direttiva dell'Unione europea approvata lo scorso 13 marzo dall'Ecofin, che impone la segnalazione delle operazioni sospette. Come si legge testualmente nel documento, la volontà è di obbligare commercialisti e consulenti fiscali a comunicare gli schemi di pianificazione fiscale aggressiva predisposti per i loro clienti. Il timore è che possa essere solo il primo passo ovvero che dalla richiesta di prestare massima attenzione alle azioni delle grandi società (e soprattutto a segnalarle) si possa passare anche ai piccoli imprenditori e ai professionisti dei vari settori. Se la procedura sembra formalmente corretta, il rischio di andare oltre il dovuto è dietro l'angolo

Perché poi, cosa significa pianificazione fiscale aggressiva? Fino a che punto commercialisti e avvocati tributaristi sono chiamati a comunicare le operazioni dei loro clienti? Perfino l'Ace (Aiuto alla crescita economica) ovvero la misura per incentivare gli investimenti voluta dal governo italiano, è considerata da Bruxelles una pratica aggressiva. La posizione dei professionisti è chiara: non vogliono essere considerati pubblici ufficiali (d'altronde non lo sono) e i rapporti con i clienti sono destinati a essere a rischio. Tutti i dubbi dei consulenti fiscali sono stati riassunti in un documento inviato al Tesoro prima che Bruxelles approvasse il testo.

Come si legge nel documento spedito dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti al ministro dell'Economia, obbligare le persone a comunicare alle autorità pubbliche l'esistenza di fatti o atti illegali è il sogno di ogni governo. Ma se è vero che informatori volontari sono di norma previsti dalla legge, dall'altro l'obbligo di denuncia, soggetto a sanzioni penali in caso di violazione non è frequente anche in relazione a situazioni che sono chiaramente particolarmente gravi.