Evasione fiscale: imprese e professionisti. Chi sottrae di più su 93 miliardi euro

L'evasione fiscale è da sempre uno dei mali dell'Italia. Ora una nuova fotografia l'analizza e la reputa di 93 miliardi di euro e cerca di capire le imprese peggiori e professionisti e come e cosa si evade.

Evasione fiscale: imprese e professionis

Fisco, l'evasione fiscale tra imprese e liberi professionisti per 93 miliardi euro


Evasione fiscale che continua a crescere senza sosta, come conferma la Cgia di Mestre, su un totale stimateo di circa 93 miliardi, ma che potrebbe essere anche di più. E l'analisi delle imprese e dei liberi professionisti, quanto e come si evade.

Evasione fiscale a 93 miliardi, imprese e liberi professionisti

A dirlo è la Cgia di Mestre, storicamente molto affidabile in fatto di numeri e di rilevazioni su fisco e tasse. In Italia a causa di dichiarazioni dei redditi sbagliati ci sono 93,2 miliardi di euro di imponibile evaso imputabili alle imprese e alle partite Iva.

La situazione rimane dunque critica nonostante oltre 6 miliardi di euro di recupero rispetto all'anno precedente. Tanto per essere chiari, per ogni 100 euro di gettito incassato, causa infedeltà fiscale, a livello nazionale l'erario perde 16,3 euro. Il settore con più propensione all'evasione è quello dei servizi professionali. Quindi commercio all'ingrosso e al dettaglio, trasporti, alloggi e ristorazione, costruzioni . Più contenuto il rischio evasione in altri settori.

L'incidenza dell'evasione attribuibile alle aziende sul totale del valore aggiunto prodotto dall'economia non osservata è pari al 44,9%.

Un'altra fetta al lavoro irregolare e una minore ad attività illegali e fitti in nero. A livello geografico, la percentuale di rivalutazione del valore aggiunto non dichiarato (o dichiarato più basso) è il Sud (7,6%), seguito a stretto giro da Centro (6,5), Nordest (6) e Nordovest (5,4). A livello regionale è il Molise la regione con la quota più alta (8,4%). Alle sue spalle si piazzano nell'ordine Umbria, Marche e Puglia, Campania, Abruzzo e Calabria. Secondo i dati Cgia, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, province di Trento e Bolzano presentano il rischio evasione più contenuto.

Vediamo alcuni esempi e storie concrete....per capire alcuni meccanisii

Il primo esempio concreto....

Ormai anche sui morti non si pagano le tasse. Così hanno titolati diveri giornali locali, per raccontare l'evasione totale di una impresa funebre operatte nel Consentio che da ben 5 anni non aveva mai pagato le tasse su tutti i funerali e cremazioni organizzazione ed eseguiti. Le Fiamme gialle hanno scoperto tutto grazie ad una serie di accertamenti e verifiche incrociate che hanno permesso di poter risocntare almeno 400mila di utile facendo scattare scattare tutte le sanzioni anche per l'iva non pagata. 

La seconda vicenda

Una società che lavora nel campo dell'edilizia per la costruzioni e le ristrutturazioni è stata scoperta come evasore fiscale totale dall'Agenzia delle Entrate per più di due anni operante senza dichiarare nulla. La società ha la propria sede a Cagliari.
Il controllo fiscale era partito per l'iva in modo aprticolare, ma le Fiamme Gialle hanno compreso che qualcosa non andava e con una serie di ispezioni ulteriori e trovando dei documenti occultati dalla contabilità ufficiale ha potuto constatare una evasione fiscale totale durata per almeno 24 mesi con un cifra di 357mila euro circa non dichiarata a cui si deve aggiungere la corrispondente iva non versataanch'essa completamente.

La terza storia

Di circa due settimane fa, risale una altra evasione totale che avevamo già raccontato ed era stata definita come una evasione perfetta, o quasi perchè poi è stato trovata dalla Guardia di Finanza che era partita da una normale indagine di controllo e aveva trovato un ristorante in Umbria perfettamete in regola con documenti senza una virgola fuori posto, assolutamente, appunto, perfetti. Vi erano tutte le fatture perfettamente in ordine così come tutti gli altri documenti previsti per legge.

L'unica cosa era che i prezzi erano particolarmente bassi e dopo una serie di accertamenti si è capito che qualcosa poteva non quadrare. E infatti, tutti i documenti erano in ordine, peccato che non venivano per nulla trasmessi al Fisco. E così il ristorante che appariva un contribuente modello, o meglio il suo proprietario, in realtà evadevano totalmente. 

E la ricostruzione della cifra è stato piuttosto facile farla, basta vedere tutte le fatture di entrata e
uscita che erano state diligentemente inserite. Ed  uscita così un totale di circa  un milione di euro di giro d'affari

E per concludere

La Guardia di Finanza di Ragusa ha scoperto 20 società che, invece, di occuparsi, come avrebbero dovuto di gestione e vendita di prodotti ortofrutticoli, erano solo delle aziende di facciata che facevano finte fatture e che favorivano anche assunzioni fittizie, in modo particolare si sarebbe trattato di circa 415-420 braccianti agricoli.
Almeno 4 di queste società non avevano nè la sede nè nessun mezzo per gestire un giro di fatturato e di vendita dei prodotti così importanti e per la questo la Guardia di Finanza ha inziato le indagini che hanno erificato che nè in entrata nè in uscita avevano sui conti correnti tali somme di denaro.
Anche se, comunque, l'attività doveva essere lucros, visto che la GDF ha sequestrato un patrimonio tra valori immobili e mobili di circa 3 milioni di euro e ha poi chieto l'annullamento all'INPS dei contratti di assunzioni falsi. 
L'evasioen totale si stima intorno ai 10 milioni di euro e 1 milione e mezzo di euro per i lavoratori falsamente assunti