Evasione fiscale sanzioni amministrative. Quali sono e quanto si paga

di Marianna Quatraro pubblicato il

Ci sono casi ben precisi in cui sono applicate sanzioni amministrative per evasione fiscale. Ecco quali sono e quanto pagano il contribuente fisico e le società.

Evasione fiscale sanzioni amministrative

Sanzioni amministrative 2019, quali sono

Non tutte le forme di evasione fiscale vanno incontro alle medesime sanzioni. Il comportamento è lo stesso con il contribuente che tenta di eludere l'Agenzia delle entrate nascondendo parte delle somme guadagnate per cercare di pagare meno tasse. In base al tipo di evasione, le sanzioni possono essere di tipo amministrativo o penale.

Sanzioni amministrative 2019, quali sono

Ci sono casi ben precisi in cui sono applicate sanzioni amministrative per evasione fiscale. Si tratta di versamenti diretti, imposte sui redditi e Iva, imposta di registro, imposte ipotecarie e catastali, imposta di bollo, dichiarazione sulle imposte dirette, compensazioni di crediti inesistenti.

Per quanto riguarda i versamenti diretti, nel caso di ritardo o mancato pagamento delle imposte che risultano dalla dichiarazione dei redditi, le sanzioni scattano proprio in base al ritardo della regolarizzazione della posizione.

Più complesso è il quadro delle sanzioni economiche sulla dichiarazione dei redditi perché occorre distinguere tra i casi di omessa dichiarazione (punita più duramente) e di dichiarazione infedele. Tra le imposte più evase ci sono quelle relative ai redditi e all'Iva ovvero omessa tenuta o conservazione della contabilità o evasioni dei tributi diretti.

Sanzioni amministrative, quanto si paga

Arrivati a questo punto resta da capire quanto si paga ovvero a quanto corrispondono le sanzioni amministrative perché i rischi per evasione fiscale sono differenti. In merito ai versamenti diretti occorre fare riferimento al ritardo della regolarizzazione della posizione perché se non è maggiore di 15 giorni, la sanzione amministrativa è pari all'1% di quanto non versato per ogni giorno di ritardo.

Se il ritardo è tra 15 e 90 giorni, la sanzione amministrativa corrisponde al 15% dell'importo non versato. Infine, per omesso pagamento, la sanzione amministrativa schizza al 30% dell'importo non versato.

Le sanzioni economiche per dichiarazione infedele dei redditi ammontano dal 100% al 200% della maggiore imposta o della differenza di credito, che tra l'altro aumentano di un terzo se i redditi sono realizzati all'estero.

L'omessa dichiarazione dei redditi si paga invece dal 120% al 240% delle imposte dovute con un minimo di 258 euro, che può essere raddoppiata per i contribuente obbligati alla tenuta delle scritture contabili e aumenta di un terzo se i redditi sono realizzati all'estero.

Per quanto riguarda le imposte più evase, quelle sui redditi e Iva e per cui il rischio è che l'evasione diventi reato, la sanzione amministrativa va da 1.032 euro a 7.746 euro per omessa tenuta o conservazione della contabilità, ma raddoppiano in caso di evasioni dei tributi diretti e dell'Iva per cifra maggiore della soglia di 51.645,69 euro.

Si paga a caro prezzo anche la mancata richiesta di registrazione dell'imposta: dal 120% al 240%. L'insufficiente dichiarazione di valore si paga dal 100% al 200% della maggiore imposta mentre per occultazione di corrispettivo dal 200% al 400% della differenza d'imposta.

Sanzione dal 100% al 200% dell'imposta ipotecaria e catastale per omessa richiesta di trascrizione o di annotazioni obbligatorie, o da 103 a 2.065 euro se soggetta a imposta fissa. Guai in vista anche per evasione di imposta di bollo ovvero per omesso o insufficiente pagamento: sanzione dal 100% al 500%.

Infine, ma non di minore importanza, attenzione alle compensazioni nel modello F24 di crediti inesistenti per via della sanzione dal 100% al 200% del credito inesistente. Si applica a tutti i crediti per imposte e contributi utilizzabili in compensazione per eseguire i versamenti.

Da segnalare anche che l'omessa compilazione del Quadro RW è sanzionata amministrativamente dal 3% al 15% degli importi non dichiarati ovvero dal 6% al 30% degli importi non dichiarati, per investimenti detenuti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato.

Se la dichiarazione è presentata con un ritardo fino a 90 giorni, la sanzione è di 258 euro. Il tutto, come abbiamo visto, avviene in un contesto in cui sono aumentati i controlli dell'Agenzia delle entrate per il contrasto all'evasione fiscale.

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