Fatture e scontrini elettronici ma Agenzia delle Entrate chiede ancora il cartaceo in diversi casi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Fatture e scontrini elettronici ma Agenz

Fatture e scontrini elettronici obbligatori

La fatturazione elettronica è stata presentata come il cambiamento radicale del modo di compilare, consegnare e conservare le fatture, ma il cartaceo resiste e spesso è anche obbligatorio.

Quando bisogna conservare e per quanto tempo le fatture e gli scontrini elettronici? E servono ancora le fatture cartacee e i documenti fiscali di carta?

La situazione sta iniziando ad assumere contorni paradossali perché se da una parte l'Agenzia delle entrata spinge per l'abbandono del modo tradizionale di fatturazione e incoraggia all'utilizzo dell'elettronico quelle categorie che non ne sono obbligate, dall'altra è lei stessa a chiedere ancora il cartaceo in diversi casi.

Insomma, la precedente modalità di emissione delle fatture è lungi a morire ovvero a essere definitivamente rimpiazzata dal nuovo sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture.

Prima di entrare nel vivo della questione, ricordiamo che tra i motivi che hanno spinto al passaggio dalla fattura elettronica - oltre a ragioni da ricondurre al contrasto all'evasione - c'è l'abbattimento dei costi di stampa, associato a quelli di spedizione e archiviazione delle fatture.

Insomma, la fatturazione elettronica è stata presentata come il cambiamento radicale del modo di compilare, consegnare e conservare le fatture, ma il cartaceo resiste e spesso è anche obbligatorio. Vediamo quindi

  • Fattura cartacea richiesta dall'Agenzia delle entrate
  • Fatture e scontrini elettronici obbligatori

Fattura cartacea richiesta dall'Agenzia delle entrate

La rivoluzione nel segno della semplificazione viaggia quindi su due binari paralleli perché da una parte c'è la spinta a ricorrere alla fatturazione elettronica, che nella maggior parte dei casi si traduce in un vero e proprio obbligo.

E dall'altra alcuni uffici territoriali dell'Agenzia delle entrate non riescono proprio a fare a meno della cara e rassicurante carta.

Per averne la prova, basta chiedere ai contribuenti alle prese con richieste di rimborsi o di controlli documentali relativi al periodo d'imposta 2019 ovvero l'anno in cui è scattato l'obbligo della fattura elettronica per tutti i titolari di partita Iva (tranne coloro che hanno scelto di aderire al regime forfettario), senza distinzioni di fatturato.

Ebbene, nonostante il passaggio dall'inchiostro cartaceo a quello elettronico, alcuni uffici territoriali del fisco avrebbero chiesto campioni di fatture di vendita e di acquisto nel tradizionale formato cartaceo con un'imposta pari al 5% dell'importo richiesto.

Sono gli stessi contribuenti a raccontare pubblicamente via web i contorni di una vicenda che sta iniziando ad assumere caratteri paradossali.

Fatture e scontrini elettronici obbligatori

Non solo per rispondere alla richiesta di rimborso dell'Iva a credito perché l'indispensabilità della fatture cartacee di acquisto e vendita sarebbe necessaria anche per i contribuenti che hanno presentato i modelli Iva TR per il rimborso dei loro crediti trimestrali.

Inevitabile allora domandarsi se servono ancora le fatture cartacee e i documenti fiscali di carta? Cosa fare in caso di accessi e controlli degli stessi uomini dell'Agenzia delle entrate?

A quanto pare, i contribuenti devono rendere disponibili le fatture elettroniche su supporto cartaceo o informatico poiché estrarre i documenti dal Sistema di interscambio non sempre è possibile da parte degli stessi organi incaricati di effettuare le verifiche.

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