FestivitÓ cancellate in stipendi e busta paga. Regole cambiate, ma pochi lo sanno

Cosa cambia in busta paga per la voce relativa alle festivitÓ soppresse: novitÓ e conseguenze per i lavoratori

FestivitÓ cancellate in stipendi e busta

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Cambiano le regole per il calcolo e gli importi dei pagamenti negli stipendi e nelle buste paga relative per quanto riguarda in modo particolare le fetsività. Modifiche poche conosciute dalla maggior parte degli italiani.

Cambiano le regole relative alle festività soppresse in busta paga ma non tutti lo sanno, soprattutto per il fatto che spesso la busta paga non viene effettivamente letta a dovere da tutti i lavoratori che la percepiscono. Quali sono, dunque, le novità che si prospettano?

Festività soppresse in busta paga: regole

Nel dettaglio rientrano nella voce ‘festività soppresse’, che in busta paga si trova vicino agli spazi dedicati a ferie e permessi, i giorni che una volta erano considerati come festività nazionali ma che oggi non lo sono più. Si tratta di giorni che prima erano considerati festivi e durante i quali non si andava a lavoro permettendo comunque al lavoratore di mantenere per quei giorni la retribuzione prevista ma che ora sono diventati normali giorni lavorativi.

Stiamo parlando di feste come il giorno della celebrazione di San Giuseppe del 19 marzo, Ascensione del 10 maggio (39esimo giorno dopo la domenica di Pasqua), il Corpus Domini che quest’anno è stato il 3 giugno (60esimo giorni dopo la domenica di Pasqua), San Pietro e Paolo, il 29 giugno (festività ancora riconosciuta a Roma), e la Festa dell'Unità Nazionale del 4 novembre.

Festività soppresse in busta paga: cosa cambia

Pur non essendo più riconosciuti come giorni di festa in cui un lavoratore può astenersi dal lavoro senza perdere alcun diritto sulla sua retribuzione finale, oggi le festività soppresse rappresentano comunque un elemento che incide sui giorni lavorativi di un dipendente perchè se, per esempio, cadano in un giorno infrasettimanale e lavorativo vengono riconosciute al dipendente come un permesso extra di cui può godere in qualsiasi momento.

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di Marianna Quatraro pubblicato il