Fisco, come risparmiare su imposte con scadenze aprile tra mod 730, Canone Rai, Cu

Dal 16 aprile è possibile consultare i nuovi modelli 730 precompilati con le informazioni possono essere modificate fino a luglio. Ecco tutte le scadenze da ricordare. Ma c' anche il canone Rai e non solo

Fisco, come risparmiare su imposte con s

ISCO: LE SCADENZE DEL MESE DI APRILE, CU, MOD. 730 E CANONE RAI


Nuovo mese, nuove scadenze fiscali con il 730 che diventa centrale nei prossimi 30 giorni. Non ci sono infatti pause per il fisco e già entro il 3 aprile i sostituti d'imposta devono mettersi in regola con la consegna della Certificazione Unica contenente i dati fiscali e previdenziali relativi alle certificazioni da lavoro dipendente, assimilati e assistenza fiscale e alle certificazioni da lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi corrisposti lo scorso anno. E sempre in questa settimana, entro venerdì 6 aprile i titolari di partita Iva devono assolvere gli adempimenti relativi all'invio dello spesometro ovvero la lista dei dati delle fatture emesse e ricevute nel secondo semestre solare dello scorso anno. E poi il Canone Rai

Quanti adempimenti fiscali: 730, ma non solo. Anche Cu, bollo, spesometro e Canone Rai

Ma se c'è un giorno cruciale è quello del 16 aprile. E i motivi sono tanti, a iniziare dalla possibilità di consultare i nuovi modelli 730 precompilati con le informazioni possono essere modificate fino a luglio. Più esattamente, sul fronte delle scadenze, le date da segnare sul calendario sono il 7 luglio per le dichiarazioni dei redditi presentate dai sostituti d'imposta e il 23 luglio per chi invia la precompilata in autonomia o comunque attraverso un Caf o intermediari. In merito alla trasmissione telematica alle Entrate, il trittico delle scadenze è il seguente: 29 giugno per i modelli 730 elaborati entro il 22 giugno, il 9 luglio per quelli elaborati dal 23 giugno al 30 giugno, il 23 luglio per i modelli elaborati dal primo luglio al 23 luglio.

Il 16 aprile è poi il giorno della scadenza per il versamento dell'imposta sulle transazioni finanziarie per le operazioni su strumenti finanziari derivati e su valori mobiliari effettuate nel mese precedente. Ed è anche quello della regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati o effettuati in misura insufficiente entro il 16 marzo 2018, con una maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un decimo del minimo. Si tratta del cosiddetto ravvedimento breve per mettersi in regola con il pregresso. Quattro giorni dopo (il 20 aprile) scadono i termini per la trasmissione telematica della dichiarazione trimestrale Iva riepilogativa delle operazioni effettuate nel trimestre precedente.

A chiudere il cerchio degli adempimenti fiscali e dei pagamenti del mese di aprile, il 26 scadono i termini Intrastat per la presentazione degli elenchi riepilogativi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel primo trimestre del 2018 nei confronti di soggetti operanti all'interno dell'Unione europea. Infine, entro il 30 aprile occorre procedere al versamento della seconda rata bimestrale dell'imposta di bollo relativa alla dichiarazione presentata entro il 31 gennaio.

Da non dimenticare anche la seconda rata trimestrale del Canone Rai.

Il modello 730 (per la dichiarazione dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati) precompilato è il modello relativo alla dichiarazione dei redditi già compilato dall'Agenzia delle Entrate, procedura possibile grazie ad una serie di dati ed informazioni ottenute incrociando quelli già in suo possesso nella banca dati dell'Anagrafe Tributaria con quelli ottenuti da determinati operatori, obbligati all'invio dei dati tramite il sistema della Tessera Sanitaria, come banche, assicurazioni, medici, veterinari, etc.

Ottenuti tali dati, infatti, le Entrate elaborano in automatico i modelli precompilati che vengono resi disponibili online il 15 aprile di ogni anno. Si tratta di una precompilazione finora valida solo per i lavoratori dipendenti ma che dal 2018, come confermato dalle ultime notizie relative la nuova Legge di Bilancio, dovrebbe interessare anche professionisti, lavoratori autonomi, artigiani e commercianti che hanno inviato telematicamente le loro fatture.

Modello 730 2018 precompilato: chi lo riceve

Il modello 730 2018 precompilato per la dichiarazione dei redditi vale per:

  1. lavoratori dipendenti;
  2. pensionati;
  3. lavoratori dipendenti e pensionati che hanno ricevuto dal datore di lavoro o ente pensionistico la Certificazione Unica 2018;
  4. produttori agricoli che nel 2017 hanno avuto un volume d'affari sotto ai 7.000 euro, che appartengono alla macro-area A Ateco 2007 e che hanno presentato il 730 o Unico compilando il quadro dei terreni senza presentare la dichiarazione Iva;
  5. liberi professionisti e lavoratori autonomi che abbiano inviato online le fatture.

Modello 730 2018: lista spese da detrarre

Così come riescono a confluire nel modello 730 precompilato diversi dati anagrafici e fiscali relativi il soggetto dichiarante, vi confluiscono anche alcune spese sostenute che danno diritto a detrazioni e questo accade, come sopra anticipato, grazie alla collaborazione di altri soggetti come banche o farmacie. Le spese che vengono direttamente inserite nel modello 730 precompilato e che danno diritto a detrazioni, permettendo, dunque, di pagare meno tasse sono:

  1. contributi previdenziali e assistenziali versati all'Inps, Inail;
  2. contributi colf, badanti e lavoratori domestici in generale;
  3. contributi per la previdenza complementare;
  4. premi di assicurazione sulla vita, causa morte e infortuni;
  5. interessi passivi del mutuo;
  6. spese sanitarie e spese mediche;    
  7. spese veterinarie per la cura e l'assistenza degli animali domestici;
  8. spese universitarie;
  9. spese funebri;
  10. spese relative al bonus ristrutturazioni ed ecobonus per lavori attuati volti al risparmio energetico.

Tutte le altre spese sostenute che non vengono direttamente acquisite dalle Entrate, per poter pagare meno tasse, devono essere inserite direttamente dal contribuente, o chi per lui, nelle apposite sezioni relative alle spese detraibili.

Modello 730 2018: novità per le scadenze

Oltre alla pubblicazione del modello 730 precompilato, ogni anno l’Agenzia delle Entrare fornisce nuove informazioni e istruzioni per la compilazione del modello 730 e tra le principali novità del 2018 spicca quella relativa la nuova scadenza di presentazione 730 che i contribuenti devono rispettare per l'invio telematico del modello. La scadenza 730 per chi invia da solo la dichiarazione dei redditi è fissata al 23 luglio 2018, stessa scadenza valida anche per Caf, commercialisti e altri intermediari autorizzati, che, però, entro il 7 luglio abbiano già trasmesso più dell'80% dei modelli. Le date, dunque, da ricordare per l modello 730 2018 sono:    

  1. il 16 aprile 2018, quando l'Agenzia delle Entrate rende disponibile il 730 precompilato online;
  2. il 2 maggio, termine, per chi utilizza il 730 precompilato, per poter modificare, integrare, accettare o trasmettere la dichiarazione precompilata;
  3. il 7 luglio, termine di scadenza dei modelli 730 ordinario e 730 precompilato per che si avvale dell'assistenza fiscale per la dichiarazione dei redditi 2018
  4. il 23 luglio, termine di scadenza del modello 730 precompilato per chi lo invia da solo e per gli intermediari che hanno già trasmesso l'80% delle dichiarazioni.

Nel dettaglio spese da detrarre

Vi sono una serie di agevolazioni per i figli a carico che sono cambiate per le famiglie. Ma non solo queste. Ci sono detrazioni anche per i single e le famiglie senza figli che permettono di pagare meno tasse

Figli a carico: sale a 4000 euro al mese il limite di reddito nel 2018

Cambia dal prossimo anno la soglia di reddito per poter avere accesso alle detrazioni fiscali per figlia a carico: stando a quanto confermano le ultime notizie, la soglia sarebbe stata portata a 4000 euro al mese da 2.840,51 euro. La misura rientra nel pacchetto bonus famiglia della nuova Legge di Stabilità 2018 attualmente all’esame del Parlamento. Questo vale per i figli a carico entro i 24 anni. sopra i 24 nni varrà lo stessa detrazione attuale. L’emendamento in discussione dell' Ap-Pd considera a carico del genitore il figlio che guadagna fino a 3500 euro all’anno, vale a dire circa 300 euro al mese. Chi ha figli fiscalmente a carico con uno stipendio mensile inferiore o pari ai 4000 euro mese potrà godere di una detrazione sulle tasse pari a 950 euro. I figli a carico danno diritto a detrazioni per abbassare la pressione fiscale e l’importo della detrazione per figli a carico varia in base a diversi parametri che sono:

  1. reddito complessivo del nucleo familiare;
  2. età del figlio a carico;
  3. numero di figli totali e nel caso si abbiano più di 4 figli è previsto il bonus famiglie numerose che riconosce 1200 euro di detrazione indipendentemente dal reddito e a prescindere dal numero di mesi nei quali ciascun figlio risulta a carico e se, per esempio, in una famiglia nasce il quarto figlio il 31 dicembre, il bonus famiglie numerose deve comunque essere riconosciuto complessivamente;
  4. presenza di handicap nel soggetto a carico.

La detrazione per figli a carico è di solito divisa al 50% tra padre e madre e al 100% può spettare ad un solo genitore nei seguenti casi:

  1. su accordo, se uno ha il reddito più alto;
  2. se ha l’altro genitore a carico;
  3. se risulta affidatario esclusivo, e in questo caso i genitori possono accordarsi per la detrazione al 50%.

La detrazione è unica, cioè della stessa percentuale, per tutti i figli. Possono beneficiare delle detrazioni fiscali per figli a carico tutti i nuclei familiari con figli che abbiano un redito mensile fino a 4000 euro a prescindere da età, residenza o stato di convivenza con la famiglia.  Da sottolineare che oltre ai figli, la detrazione vale anche per gli altri familiari a carico come le mogli o i propri genitori.
Attualmente la soglia è di 2840 euro

Figli a carico: valore delle detrazioni fiscali previste e calcolo

Per calcolare la detrazione fiscale di cui si può beneficiare nei casi di figli a carico sono diverse le variabili da considerare, come:

  1. reddito annuo dichiarato dal nucleo familiare;
  2. numero di figli a carico;
  3. età del figlio fiscalmente a carico;
  4. situazione soggettiva del nucleo familiare.

L’importo della detrazione per i figli a carico è di:

  1. 1.220 euro per figli di età inferiore ai 3 anni;
  2. 950 euro per figli con più di 3 anni.

A questi importi base bisogna aggiungere ulteriori 200 euro per ogni figlio dopo il secondo, cioè nel caso in cui tra i familiari a carico ci siano almeno 4 figli e di 400 euro in presenza di uno o più figli disabili.

Le detrazioni per la casa

La nuova Legge di Stabilità 2018 conferma agevolazioni e detrazioni fiscali per coloro che hanno intenzione di ristrutturare casa o intervenire con misure volte al raggiungimento di una maggiore efficienza energetica. Sono diverse le agevolazioni e i bonus per la casa 2018. E stiamo parlando di:

  1. detrazioni per lavori di ristrutturazioni edilizie;
  2. bonus mobili;
  3. econobonus;
  4. sismabonus;
  5. bonus verde.

Detrazioni per lavori di ristrutturazione casa: cosa prevedono

La Legge di Stabilità 2018 prevede, tra le altre misure, la proroga del bonus per le ristrutturazioni edilizie, con detrazioni fiscali al 50% per chiunque decida di ristrutturare un immobile. Il bonus per le ristrutturazioni edilizie, anche per tutto il 2018, prevederà dunque detrazioni fiscali al 50% dall’Irpef sulle spese sostenute fio a 96mila euro, fruibile in 10 quote annuali dello stesso importo. Il bonus ristrutturazioni vale per lavori interni a edifici esistenti, in particolare per:

  1. lavori di manutenzione ordinaria relative a parti comuni dell’edificio;
  2. lavori manutenzione straordinaria;
  3. lavori di ristrutturazione edilizia;
  4. lavori di recupero e risanamento conservativo.

Bonus mobili 2018: cosa prevede

Prorogato per il prossimo anno anche il bonus mobili che continuerà ad essere valido solo per immobili oggetto di lavori di ristrutturazioni. Il bonus prevede ancora detrazioni fiscali del 50% della spesa complessiva da spalmare in dieci anni per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, di classe energetica A e superiore, da destinare ad immobili ristrutturati per un tetto massimo di spesa di 10.000 euro per ciascun appartamento. Chi decide di acquistare mobili nuovi nel 2018 potrà godere della detrazione solo nei casi di lavori iniziati dal primo gennaio 2017 o effettuati nel 2018.

Ecobonus 2018: cosa prevede

Per quanto riguarda l'ecobonus, la detrazione del 65% vale ancora fino al 31 dicembre 2017. Il prossimo anno, infatti, la detrazione scende al 50%, per cui chi ha intenzione di cambiare caldaie e infissi, o installare schermature solari per balconi e terrazzi, e vuole godere della maggiore agevolazione è bene che lo faccia in fretta perchè dal 2018 la detrazione prevista per l'ecobonus scenderà al 50%. Anche per l’ecobonus valgono le 10 quote annuali dello stresso importo fino a un limite massimo di spesa variabile che, in particolare, è di:

  1. 30mila euro per lavori di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  2. 40mila euro per lavori di riqualificazione dell’involucro di edifici esistenti;
  3. 40mila euro per installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda;
  4. 100mila euro per lavori di riqualificazione energetica per un maggior risparmio energetico.