Flat tax, come funziona taglio delle tasse accordo da Salvini e di Maio compresi particolari non noti

Secondo Lega e M5S, la flat tax ovvero il taglio delle tasse e la loro semplificazione porterà all'abbattimento dell'evasione fiscale e dunque a maggiori entrate nell'erario.

Flat tax, come funziona taglio delle tas

Flat tax, il taglio delle tasse


Come dovrebbe funziomare la flat tax e quali benefici avere nella formula combinata a e acocdata tra Salvini e Di Maio, chi e coem ne dovebbe benefiare e con quali problemi eventuali.

Non c'è dubbio che che uno dei due punti di attesi nel programma di governo che Movimento 5 Stelle e Lega stanno elaborando ci sia quello della flat tax. In estrema sintesi, l'intenzione è di applicare due aliquote al posto delle tante adesso in vigore su cui non solo è difficile orientarsi, ma anche capire con esattezza come stanno le cose. Spinta soprattutto dalla Lega, la flat tax si articolerebbe in una prima aliquota al 15 per cento sui redditi fino a 80.000 euro e al 20 per cento sopra gli 80.000. Ci sarebbe dunque una duplice strada rispetto all'unica prospettata in sede di campagna elettorale. Ma si tratterebbe di un passaggio inevitabile, considerando l'indispensabilità di procedere alla progressività delle tassazione, seppur minima, così come previsto dal nostro ordinamento.

Ecco poi la deduzione fino 3000 euro per ogni componente del nucleo per i redditi fino a 35.000 euro. Nella fascia da 35.000 a 50.000 euro, la deduzione può essere di 3.000 euro a testa per i familiari a carico ovvero partner o figli. I nodi saranno sciolti a breve e si capirà se la flat tax rappresenterà uno shock utile all'Italia così come immaginato.

Flat tax: come sarà

Tra i punti su cui il leader della Lega Matteo Salvini ha indicato che si è raggiunta l'intesa c'è allora una forte riduzione di tasse per tutti. Lo strumento al centro del confronto è stata la riforma dell'Irpef con l'introduzione di due aliquote: 15% per i redditi familiari fino a 80.000 euro e 20% per i redditi familiari superiori a questa soglia. Nella fascia fino a 80.000 euro, poi, l'ipotesi prevede una graduazione delle deduzioni da 3.000 euro, applicata per ogni componente del nucleo familiare fino a 35.000 euro, ai soli familiari a carico da 35 a 50.000 euro e azzerate nel caso di redditi superiori. Altro passaggio di cui tenere conto è l'applicazione di una clausola di salvaguardia per i redditi più bassi dovrebbe evitare penalizzazioni dallo scambio fra il nuovo sistema e l'attuale meccanismo con no tax area e detrazioni.

Funzionerà o sarà un boomerang?

L'idea di fondo è chiara: la flat tax ovvero il taglio delle tasse e la loro semplificazione porterà all'abbattimento dell'evasione fiscale e dunque a maggiori entrate nell'erario dello Stato. Gli scettici fanno notare come si tratti di una scommessa perché la perdita certificata per il Tesoro ammonterebbe a 63 miliardi di euro all'anno. C'è insomma molto da lavorare e non è affatto così scontato che la quadratura del cerchio possa essere trovata a stretto giro ovvero che la flat tax sia introdotta tra le prime misure di un eventuale governo. Provando a fare qualche simulazione, nel caso di un lavoratore dipendente con reddito lordo annuo pari a 30.000 euro, se oggi paga 6.814 euro di tasse con la flat tax ne pagherebbe 4.050 euro. E se il reddito sale a 50.000, la differenza sarebbe ancora più pronunciata: da 15.19 euro a 7.500 euro.

In ogni caso, è bene precisare che le aliquote non sono state rese note e forse non saranno scritte espressamente nella formulazione definitiva del contratto su cui le due forze politiche stanno lavorando.