Flat tax può funzionare, parola di Bloomberg e WsJ. Ecco i motivi

In Russia, a fronte di un'aliquota unica al 13%, l'economia è cresciuta del 5% in termini reali e le entrate fiscali sono aumentate di oltre il 25%.

Flat tax può funzionare, parola di Bloom

Flat tax può funzionare: i motivi


La prima grande novità che potrebbe trovare spazio nella prossima legge di bilancio con entrata in vigore già il primo gennaio è la flat tax. Si tratta della tassa piatta ovvero l'aliquota una (in realtà sono due) che ha adesso trovato due inaspettati sostenitori in Bloomberg e nel Wall Street Journal. Il concetto di base è chiaro: con una tassazione più bassa e un sistema fiscale semplificato, gli italiani sarebbero scoraggiati dall'evadere le imposte. E secondo le due testate, la scomessa potrebbe realmente funzionare ovvero il nostro Paese finirebbe nel raccogliere più tasse per la soddisfazione della Lega (in prima battuta) e del Movimento 5 Stelle.

Se l'Italia potrebbe finire per raccogliere più tasse

Le parole messe nero su bianco dai quotidiani finanziari internazionali sembrano essere state scritte da un esponente della Lega. Perché per il Wall Street Journal, la flat tax è "un'idea molto migliore" rispetto al reddito di cittadinanza proposta dal Movimento 5 Stelle e che dai detrattori viene considerata una misura assistenziale senza alcun beneficio per il sistema Italia. Per Bloomberg, la flat tax è uno strumento che potrebbe portare l'Italia a "raccogliere più tasse". Ma non si tratta di una difesa ideologica, bensì empirica basata sui fatti perché a detta di Bloomberg è vero che il cambiamento minaccia gravi perdite di entrate per il governo.

Ma, se l'esperienza di Russia e Europa dell'Est conta qualcosa - scrive testualmente Leonid Bershidsky - l'Italia potrebbe finire per raccogliere più tasse. A dispetto di quella che definisce lla storica inaffidabilità nazionale nel pagarle o farle pagare. E a proposito dell'esperienza in Russia, a fronte di un'aliquota unica al 13%, l'economia è cresciuta del 5% in termini reali e le entrate fiscali sono aumentate di oltre il 25%. Obiettivi che, se raggiunti in Italia, farebbero gridare al successo senza precedenti. E lo stesso trend è stato registrato in Bulgaria con una flat tax al 10%, anche se con un exploit inferiore.

Inizia a prendere forma l'ipotesi della flat tax ovvero la contemporanea riduzione e semplificazione delle tasse. Non è affatto scontato che le percentuali esatte finiscano nel contratto tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, ma la rotta è stata ormai tracciata e restano da limare alcuni dettagli, come la rivisitazione delle agevolazioni fiscali, così come fissare i tempi dell'introduzione della tassa piatta. Almeno per il primo anno potrebbe esserci delle limitazioni prima dell'entrata in vigore dei due scaglioni che premierebbero soprattutto le famiglie con reddito tra 40.000 e 60.000 euro. Significa che non tutti i contribuenti avrebbero gli stessi vantaggi. In linea generale, il costo complessivo ipotizzato è tra 45 e 50 miliardi di euro, ma con la convinzione dell'abbattimento dell'evasione fiscale e dunque con conti in attivo alla fine dei giochi.

Doppia aliquota per la flat tax

Doppia aliquota nella versione della flat tax a firma della Lega e del Movimento 5 Stelle da inserire nel contratto di governo. La prima è al 15% per i redditi fino a 80.000 euro l'altra, sopra questa soglia, al 20%. Sulla progressività, indispensabile in base all'ordinamento costituzionale, interverranno le deduzioni. Quali sono allora gli effetti possibili del sistema a due aliquote con deduzioni decrescenti? Le simulazione si basano su aliquota al 15% per i redditi familiari fino a 80.000 euro e 20% per quelli superiori; deduzione da 3.000 euro per ogni componente per i redditi familiari fino a 35.000 euro e solo per i familiari a carico nella fascia 35-50.000 euro. Nel caso di un contribuente singolo, senza carichi familiari, il sistema attuale non beneficia di alcuna detrazione. Con la flat tax cambia tutto:

  1. reddito fino a 15.000 euro: adesso 1.885,7 euro, proposto 1.800 euro (-5%)
  2. reddito fino a 30.000 euro: adesso 6.814,4 euro, proposto 4.050 euro (-41%)
  3. reddito fino a 40.000 euro: adesso 10.976,7 euro, proposto 6.000 euro (-45%)
  4. reddito fino a 60.000 euro: adesso 19.270 euro, proposto 9.000 euro (-53%)
  5. reddito fino a 80.000 euro: adesso 27.570 euro, proposto 16.000 euro (-42%)
  6. reddito fino a 100.000 euro: adesso 36.170 euro, proposto 20.000 euro (-45%)

In attesa delle quote definitive, l'impianto prevede che più crescono i redditi, maggiore è il vantaggio. Il sistema ipotizzato si basa sul concetto di reddito familiare ovvero sulla somma delle entrate dei componenti. Fino a 35.000 euro scattano deduzioni fisse da 3.000 euro. Ma cosa succede nel caso di una famiglia di tre componenti, con un unico reddito e un figlio di età superiore ai tre anni? Non manca qualche sorpresa:

  1. reddito fino a 15.000 euro: adesso 395,7 euro, proposto 900 euro (+127%, ma il meccanismo dovrebbe prevedere una clausola di salvaguardia che eviti aumenti di imposta a carico dei redditi più bassi)
  2. reddito fino a 30.000 euro: adesso 5.454,5 euro, proposto 3.150 euro (-42%)
  3. reddito fino a 40.000 euro: adesso 9.736,8 euro, proposto 5.100 euro (-48%)
  4. reddito fino a 60.000 euro: adesso 18.575 euro, proposto 9.000 euro (-52%)
  5. reddito fino a 80.000 euro: adesso 27.420,1 euro, proposto 16.000 euro (-42%)
  6. reddito fino a 100.000 euro: adesso 36.170 euro, proposto 20.000 euro (-45%)

Flat tax tra polemiche e chi dice no

Secondo quanto emerge da uno studio di Lef, Associazione per la legalità e l’equità fiscale, potrebbero beneficiare degli sconti della flat tax circa 16,4 milioni di contribuenti che dichiarano redditi oltre 20mila euro con un risparmio che sale in base ai redditi più alti e fino ad arrivare ai 40mila euro per chi dichiara 200mila euro. Per fare alcuni esempi pratici, chi ha un reddito di 30mila euro godrà di uno sconto fiscale di 1.662 euro l’anno grazie alla flat tax; chi ha un reddito di 40mila euro, potrà beneficiare, in media, di uno sconto di 3.457 euro l’anno, che salgono a 6.062 euro per chi ha un reddito di 75mila euro, e chi dichiara 100mila euro pagherebbe, in media, 17.436 euro in meno. Un risparmio non da poco dunque.

Se, quindi, questa flat tax risultasse davvero conveniente per permettere a tutti di risparmiare perché la Cgil avrebbe detto no. La risposta è molto semplice: dalle simulazioni emerge chiaramente come i vantaggi in termini di risparmi per la classe media sarebbero decisamente modesti soprattutto se paragonati ai risparmi di cui godrebbe, invece, la della classe più ricca. D’altro canto, la flat tax, sempre secondo alcune simulazioni, richiederebbe risorse elevate: circa 50 miliardi di euro. Secondo alcuni queste risorse potrebbero derivare, da una parte, da una auspicata minore evasione fiscale ma, dall’altra, da un possibile aumento di qualche altra imposta. E quest’ultimo punto è tra quelli che, come ben immaginabile, lascia piuttosto perplessi.

Ma, secondo quanto spiegato da Armando Siri, consulente economico del leader della Lega, Matteo Salvini, le famiglie, le imprese e i commercianti che hanno pendenze con Equitalia fino al 2015 avranno la possibilità di regolarizzare la loro posizione versando in modo agevolato il 25%, il 10% o il 6% del dovuto, a seconda delle difficoltà economiche in cui si trovano, una sorta di condono tombale, dunque, per finanziare la flat tax. Non sono tardate le reazioni di protesta e polemica a questa decisione.