Grande delusione per Decreto aiuti economici Governo Conte. I motivi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Grande delusione per Decreto aiuti econo

Decreto aiuti economici governo Conte

Il decreto per fronteggiare le emergenze economiche e lavorative provocate dal contagio da coronavirus comprende misure di carattere fiscale, occupazionale, sociale e di sicurezza.

Lo hanno chiamato decreto "Cura Italia", ma sarà effettivamente così? Sul piatto il governo Conte ha messo 25 miliardi di euro ovvero una cifra decisamente elevata e che sconteremo verosimilmente quando la situazione si sarà normalizzata e il coronavirus diventerà solo un brutto ricordo.

Adesso c'è però da fare i conti sul presente e le domande sono inevitabili: siamo sicuri che questa ingente cifra sia spesa nel migliore dei modi?

Perché, diciamolo pure, i dubbi sono tanti e a potersi lamentare sono numerose categorie: dalle famiglie alle partite Iva, dalle imprese agli invalidi civili fino ad arrivare a chi è alla prese con il pagamento di bollette, mutui e spese per la gestione della propria auto.

Il ritardo con cui questo maxi-decreto ha visto la luce ha lasciato ancora di più l'amaro in bocca perché, pur nell'emergenza e nella necessità di fare in fretta, l'esecutivo si è concesso qualche giorno in più per mettere a punto il piano di cura dell'Italia.

Il risultato finale non è però all'altezza delle aspettative e solo il tempo dirà se le perplessità sono giustificate. Vediamo insieme in questo articolo

  • Decreto aiuti economici governo Conte, la delusione dei lavoratori
  • Ma anche altre delusioni per il decreto, i motivi

Decreto aiuti economici governo Conte, la delusione dei lavoratori

Il decreto "Cura Italia" per fronteggiare le emergenze economiche e lavorative provocate dal contagio da coronavirus comprende misure di carattere fiscale, occupazionale, sociale e di sicurezza.

Si tratta di pmi, professionisti, autonomi e turismo, per cui i pagamenti slittano a maggio; di partite Iva e collaboratori, ma anche lavoratori stagionali (solo in parte) che hanno perso lavoro per cui è previsto lo stanziamento di 600 euro una tantum, di congedi retribuiti pari al 50% della retribuzione, di permessi legge 104 allungati a 12 giorni al mese, del congelamento delle rate del mutuo, di cassa integrazione in deroga per tutti fino a 9 settimane e di un premio 100 euro a chi lavora in sede.

I congedi retribuiti, poi, sono solo pagati al 50% per chi ha bambini sotto i 12 anni e solo ad un coniuge, mentre per chi ha bambini/ragazzi sopra i 12 il congedo rimane gratuito.

Ma non tutti sono felici, a iniziare dalle partite Iva. La promessa ribadita televisivamente dello stanziamento di 500-600 euro al mese per tutta la durata del periodo di difficoltà economica e lavorativa per autonomi e professionisti si è trasformata in 600 euro una sola volta e solo a determinate condizioni. Stesso trattamento per i lavoratori stagionali.

Ma alla luce della cifra di 780 euro al mese di reddito di cittadinanza, è evidente come ci sia un problema di corretta proporzione nella distribuzione del denaro pubblico.

Nessuna agevolazione per i professionisti iscritti a forme previdenziali obbligatorie differenti dall'Inps. Pensiamo a architetti e ingegneri; attuari, agronomi e forestali, chimici, geologi; biologi; consulenti del lavoro; giornalisti; farmacisti; commercialisti; ragionieri e periti commercialisti; notai; avvocati; medici e odontoiatri; psicologi; infermieri; veterinari; geometri; periti industriali.

Ma anche altre delusioni per il decreto, i motivi

Certo, arriva la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per le partite Iva che come conseguenza della crisi autocertifichino di aver perso oltre il 33% del proprio fatturato rispetto all'ultimo trimestre. Ma questa misura è riservata solo a chi si trova in uno stato di difficoltà certificato e non per coloro che non possono subito dimostrarlo.

In fondo si tratta di un rinvio del pagamento e non della cancellazione. Che non è arrivata per le bollette di luce, gas e acqua, di cui si attendeva almeno la riduzione. Nulla è stato fatto anche per gli affitti, tranne quelli di tipo commerciali per botteghe e negozi ( ma in misura minima con un credito di'imposta e solo per un mese).

Per non parlare dei 100 euro di bonus a chi in questo momento sta lavorando, che saranno 100 euro per intero per chi lavorerà tutti i giorni, 8 ore al giorno, altrimenti meno. Una misura inadeguata per chi lavora 12 ore al giorno come attualmente fa il personale medico e nemmeno raggiungibile per chi lavora nelle aziende che sta facendo turni e orario ridotti.

Fino al giorno precedente il varo del decreto erano in gioco il bonus vacanze e le misure sull'Rc auto, ma nella versione finale non c'è stata traccia. Nemmeno un rigo del decreto è stato quindi dedicato agli invalidi civili.

In Francia, ieri Macron, in diretta tv, ha annunciato in un colpo solo il blocco degli affitti, mutui e bollette per tutta la popolazione (cittadini, partite ive, imprese) e misure particolari per lavoratori e aziende, oltre che per profesionisti in arrivo. 

Infine, l'emergenza sanitaria sospende fino al 15 aprile il conteggio dei termini di scadenza di tutti i procedimenti amministrativi pendenti al 23 febbraio o avviati dopo quella data, e mantiene validi fino al 15 giugno i permessi e le concessioni di qualsiasi tipo in scadenza fra il 31 gennaio e il 15 aprile.

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