Guadagnare con un sito web, le entrate da dichiarare e controlli Agenzia Entrate 2019

Le regole sono adesso più chiaro e anche i proventi derivanti da un sito web sotto forma di raccolta pubblicitaria vanno dichiarati con il modello Redditi o il 730.

Guadagnare con un sito web, le entrate d

Guadagnare con un sito web

I guadagni percepiti con il proprio sito, blog o forum attraverso la pubblicità vanno dichiarati? QUali sono le regole attuali e nle 2019? Naturalmente sì. Anche quelli di Google Adsense per la pubblicità ospitata? Sì, ma c'è la variabile del reddito minimo di cui tenere conto e che influenza la scelta del modo per dichiarare il guadagno ottenuto: con il modello Redditi o con il 730. Una premessa è indispensabile: per quanto riguarda i redditi percepiti attraverso il servizio della società di Mountain View, occorre far presente che i pagamenti vengono effettuati da Google Ireland e di conseguenza i privati non sono soggetti a ritenuta d'acconto.

Ebbene, se non si ha partita Iva a il reddito minimo non oltrepassa il tetto dei 5.000 euro nell'anno fiscale, allora occorre far riferimento al modello 730, esattamente alla voce redditi diversi. Spetterà poi al sostituto d'imposta, se si è lavoratori dipendenti, detrarre le maggiori imposte. In caso contrario bisogna utilizzare il modello Redditi (ex Unico), le cui imposte andranno versate con il modello F24. Se si è titolari di partita Iva occorre invece presentare fattura - l'indirizzo è Google Ireland, Gordon House, Barrow Street, Dublin 4, Ireland, Registration Number 368047 con indicazione della partita Iva IE6388047V - specificando che si tratta di "prestazioni di servizi in ambito extra-UE per programmi di affiliazione web".

C'è poi un terzo caso di cui tenere conto ovvero: quello dei professionisti con partita Iva dedicata - architetto, avvocato, commercialista, geometra, informatico - che gestiscono un sito web da cui traggono guadagni attraverso la pubblicità di Google Adsense. Tutti loro devono fare riferimento a un codice attività differente rispetto a quello dell'attività principale per dichiarare i redditi ed esattamente

  1. Codice attività Ateco 73.12.00 - Attività delle concessionarie pubblicitarie
  2. Codice attività Ateco 73.11.02 - Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari

Guadagnare con un sito web: cosa dice Google

Naturalmente la società di Mountain View mette nero su bianco le indicazioni in riferimento a Google Adsense, che paga in percentuale al numero di clic sui banner o alle visualizzazioni, chiarendo come i pagamenti vengano effettuati da Google Ireland, azienda che risponde alla legge irlandese. Di conseguenza ai sensi dei termini del contratto sottoscritto con Google, i servizi forniti sono soggetti al meccanismo di reciprocità contabile. Di conseguenza, argomenta BigG, l'Iva deve essere assolta dal destinatario Google Ireland. Nella fattura può essere inserita una ulteriore specificazione ovvero "Operazione soggetta all’inversione contabile o VAT reverse charge in base all’art. 7-ter del DPR 633/72 assolta dal destinatario, Google Ireland, in conformità all’articolo 196 della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio dell’Unione Europea e della Direttiva 2008/8/CE". Questi servizi pubblicitari sono infatti soggetti al meccanismo del Reverse Charge.

Attenzione alle pagine Facebook aziendali

Se c'è una tendenza che ha ormai preso piede è quella dell'apertura di pagine aziendali sulla più popolare delle piattaforme di network: Facebook. Stando alle segnalazioni, si tratta di uno strumento che accende una lampadina dalle parti del Fisco, intenzionata a scoprire se dietro queste pagine ci sia un'attività lucrativa o meno. Si tratta di contenuti che possono destare il sospetto e originare accertamenti fiscali. Naturalmente il riferimento non va alle pagine delle grandi aziende, quanto a quelle che celano un secondo lavoro per guadagni secondari. In realtà, lo stesso principio viene applicato nel caso di tutti i siti web, anche e sopratutto quelli legati al commercio elettronico di qualunque prodotto e giro d'affari prodotto, come d'altronde messo nero su bianco da due importanti sentenza delle Commissioni tributarie di Trento e della Sardegna. Il concetto di base dei giudici tributari è semplice: l'Agenzia delle entrate può procedere con l'accertamento fiscale originato attraverso la verifica del sito web.