Imu e Tasi 2019, come cambiano. Quanto si deve pagare, regole e detrazioni

Resta in piedi una delle differenze principali: la Tasi è dovuta anche dagli inquilini o dai comodatari, se usano l'immobile per più di sei mesi e secondo le aliquote previste.

Imu e Tasi 2019, come cambiano. Quanto s

Imu e Tasi 2019, chi paga

Le scadenze rimarranno le stesse e due volte all'anno i proprietari immobiliari saranno chiamati a versare le imposte locali Imu e Tasi (se prevista). Ma le regole del gioco nel 2019 potrebbero variare. Da una parte ai Comuni dovrebbe essere di nuovo concessa la possibilità di aumentare l'aliquota ovvero di andare al là della soglia massima in vigore fino a quest'anno. Si tratta di una concessione che andrebbe a compensare i tagli imposti dalla manovra in via di approvazione. Il dibattito è ancora in corso e non è stata scritta la parola fine. Per intenderci, quest'anno i Comuni non potevano aumentare le aliquote del dello scorso anno, ma solo modificarle e in pochi l'hanno fatto e solo in senso favorevole ai contribuenti. Dall'altra parte si ragiona sull'opportunità di creare un'imposta unica nel segno della semplificazione fiscale ovvero di unificare Tasi e Imu, ma i tempi non appaiono stretti.

Imu e Tasi 2019, chi paga e chi no

Aumenti e semplificazioni a parte, nel 2019 saranno confermato le esenzioni di Imu e Tasi sull'abitazione principale e relative pertinenze (box o posto auto, cantina o solaio) nei limiti di una per ciascuna categoria catastale (C2, C6, C7). Dall'altra parte vanno invece versate per le case principali di pregio ovvero quelle acctastate come A1 (immobili signorili), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi). Ed è destinata a essere pagata anche sugli immobili dati in uso gratuito e sulle pertinenze non della prima abitazioni. Non sono poi previsti cambiamenti per uffici, negozi, depositi, capannoni, altri immobili commerciali e industriali e per le aree fabbricabili: continueranno a essere soggetti a Imu e Tasi 2019.

Resta in piedi anche una delle differenze principali tra Tasi e Imu, con la prima dovuta anche dagli inquilini o dai comodatari, se usano l'immobile per più di sei mesi in un anno e secondo le aliquote previste. Nel caso di più comproprietari l'imposta è pagata in proporzione alla quota di ciascuno e con versamenti separati mentre per gli immobili in multiproprietà, Imu e Tasi vanno versate dall'amministratore. Questi dettagli operativi non sono per il momento oggetto di discussione e sono destinati a rimanere in vigore anche nei 12 mesi del prossimo anno.

E se l'unificazione di Imu e Tasi non va in porto, saranno mantenuti nel 2019 gli stessi codici tributo. Quelli per la Tasi sono 3958 per abitazione principale e pertinenze (solo categorie A1, A8 e A9), 3959 per fabbricati rurali strumentali, 3960 per aree fabbricabili, 3961 per altri fabbricati. Per l'Imu sono 3912 per abitazione principale e pertinenze (solo categorie catastali A1, A8 e A9), solo al Comune, 3914 per terreni, solo al Comune, 3916 per aree fabbricabili, solo al Comune, 3918 per altri fabbricati, solo al Comune, 3925 per immobili a uso produttivo, gruppo catastale D, allo Stato, 3930 per immobili a uso produttivo, gruppo catastale D, al Comune. Perché poi il meccanismo di calcolo, anche se cambiano le aliquote è lo stesso: si parte dalla rendita catastale e si finisce scrivendo il codice tributo e l'importo da versare nel modello F24.