Inps non risponde, cosa si può fare. E tempi entro quando risposta obbligatoria

Cosa fare se l’Inps non risponde a domande presentate dai cittadini, consigli utili e tempi entro cui ricevere risposta obbligatoria

Inps non risponde, cosa si può fare. E t

Inps risposte tempi obbligatori

Capita spesso di presentare domande per prestazioni Inps e non ricevere risposte immediate, provare a contattare l’Istituto ma anche in quel caso in maniera fallimentare, nonostante a volte capiti di ripetere le richieste. Si tratta di silenzi in cui, in realtà capita di inciampare anche quando si ha a che fare con altri enti pubblici. E spesso i cittadini sono molto delusi e arrabbiati dal non ricevere risposte e chiarimenti alle domande presentate, soprattutto perché poi si sentono persi e non sanno cosa fare. Ciò che ci si chiede se per l’Inps è stabilito un tempo in cui dare una risposta obbligatoria a domande e istanze presentate? E se sì, di quanto è?

Domande Inps: cosa fare se non risponde

Spesso capita di inviare domande all’Inps che non ottengono risposta in breve tempo. In tal caso, il primo consiglio utile è quello di contattare l’Istituto per sollecitare la risposta alla domanda. I tempi di risposta nei casi di solleciti sul sito Inps sono mediamente abbastanza brevi.

A prescindere dal silenzio Inps in caso di domande senza risposta per cui poi arrivano solleciti, è bene chiarire che nell'ambito della pubblica amministrazione, quando cioè si presentano domande che non hanno risposta, esiste anche il caso del cosiddetto silenzio assenzio, considerato come riconoscimento, mentre in altri casi il silenzio viene considerato come rigetto.

Nei casi di procedure con gli enti pubblici le cose variano in base al carico di lavoro che determinati uffici hanno e che spesso non li porta a poter rispondere a tutte le istanze e richieste presentate dai cittadini.

Contatti Inps: tempi obbligatori per risposta

L’Inps è un ente pubblico e in quanto tale rientra nelle previsioni della legge dello Stato italiano numero 241 del 1990 che prevede che la pubblica amministrazione sia imparziale, efficiente e trasparente nei confronti dei cittadini che hanno il diritto di conoscere le procedure delle proprie domande seguendo l’iter dell’amministrazione.

Tutti i procedimenti pubblici pendenti, inoltre, prevedono una durata massima e il nominativo del referente che se ne occupa e se non vengo riportate tempistiche precise per la domanda presentata, è da considerarsi un tempo di 30 giorni. Entro questo termine, dunque, l’Inps è tenuto ad una risposta obbligatoria.

E’ possibile che ulteriori ritardi si verifichino nei casi in cui la stessa domanda presentata dal cittadini riporti errori o sia incompleta e in tali casi tocca al responsabile del procedimento informare l’interessato di eventuali richieste aggiuntive per la conclusione dell’iter della domanda presentata.

E’ bene precisare che il termine iniziale da cui decorrono gli eventuali 30 giorni per una risposta obbligatoria da parte dell’Inps indicato dai vigenti regolamenti è:

  1. dal giorno in cui sorge l’obbligo a provvedere per i procedimenti d’ufficio;
  2. dal giorno in cui è stata ricevuta l’istanza del contribuente per i procedimenti a iniziativa di parte:
  3. dalla regolarizzazione della domanda, se l’istanza del contribuente non riporta tutti i dati previsti o relativa documentazione richiesta.

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di Marianna Quatraro pubblicato il