Migliaia di lettere e segnalazioni inviate dal Fisco agli italiani dopo verifiche

Sotto esame le anomalie sulla dichiarazione Iva presentata sulla base dei dati dello spesometro per l'anno di imposta 2016 e dei dati delle fatture per l'anno d'imposta 2017.

Migliaia di lettere e segnalazioni invia

Lettere di segnalazione dell'Agenzia delle entrate


Tantissime lettere almeno di due tipi diverse, se non tre, sono state spedite dal Fisco dopo le oppurtune verifiche, controlli e accertamenti a differenti contribuenti italiani.

Arrivano conferme degli alert da parte dell'Agenzia delle Entrate per lo spesometro. Le segnalazioni sono in corso e migliaia di titolari di partite Iva stanno ricevendo la comunicazione del fisco di fornire chiarimenti. In fin dei conti nulla di sorprendente, considerando che era già stata più volte annunciata l'invio massivo di lettere da parte dell'Agenzia di XX Settembre. Adesso però iniziano a essere numerosi i contribuenti che sventolano la missiva ricevuta nella quale il fisco esprime tutti i dubbi in relazione alla differenza tra quanto messo nero su bianco sulla dichiarazione dei redditi (prima il modello Unico, adesso Redditi persone fisiche) e il reale volume di affari. Nessun rinvio, dunque, la spedizione delle comunicazioni è ancora in corso e adesso le partite Iva devono fare i conti con i rilievi del fisco e fornire i chiarimenti richiesti per non finire nei guai.

Lettere di segnalazione dell'Agenzia delle entrate

Nel mirino dell'Agenzia delle entrate sono finite le omissioni delle dichiarazioni, rispetto a cui offre la possibilità di sanzioni ridotte. Tuttavia occorre sanare la posizione irregolare in tempi stretti. Vengono allora in mente le parole del direttore uscente delle stesse Entrate, Ernesto Maria Ruffini, che aveva annunciato che dal mese di settembre di settembre sarebbero inviate le comunicazioni relative ad anomalie riscontrate sulla dichiarazione Iva presentata sulla base dei dati dello spesometro per l'anno di imposta 2016 e dei dati delle fatture comunicati per l'anno d'imposta 2017. I dati saranno resi disponibili dalla Guardia di Finanza. Il modello di comunicazione dello spesometro relativo all'anno di imposta passato sotto la lente di ingrandimento, è stato presentato in via telematica dal contribuente o da intermediari abilitati.

Spesometro e fatture sotto esame

Nel primo caso occorreva fare riferimento al servizio telematico Entratel se sussisteva l'obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d'imposta in relazione a più di venti contribuenti. Oppure del servizio telematico Internet di obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d'imposta per meno di venti contribuenti. Anche in relazione allo spesometro i soggetti che operano al dettaglio e gli operatori turistici non devono comunicare le operazioni attive di importo unitario inferiore a 3.000 euro, al netto dell'Iva. Si tratta di una semplificazione che va nell'ottica di andare incontro alle esigenze e alle difficoltà segnalate dagli operatori del settore.

In tutti i casi, sono esonerati dall'obbligo di comunicazione i contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri organismi di diritto pubblico, nell'ambito delle attività istituzionali diverse. Confermata l'esclusione dagli obblighi della comunicazione all'Anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto sia per le amministrazioni pubbliche sia per quelle autonome.

Seconda tipologia di accertamenti e contestazioni

Decisa accelerazione dell'Agenzia delle entrate nell'attività di controllo dei conti correnti. Dalla teoria il fisco è passato alla pratica ovvero dopo aver puntato la lente di ingrandimento è adesso pronto a stringere il cerchio sui movimenti sospetti in termini di prelievi e accrediti giornalieri e mensili. E stando a quanto sta trapelando in queste ore, sono in arrivo contestazioni a più riprese. Si tratta cioè di una di serie di richieste di giustificazioni. Ma chi rischia veramente e quali sono le modalità di azione delle Entrate? Sono due le coordinate seguite. In prima battute le contestazioni riguardano i movimenti giornalieri maggiore di 1.000 euro e quelli mensili maggiori di 5.000 euro. Quindi occorre sapere che il fisco si sta concentrando sull'anno 2014, ma con la rassicurazione di procedere anche con quelli successivi.

L'Agenzia delle entrate punta così a individuare reddito imponibile, sapendo che le operazioni di accredito non giustificate sono considerate ricavi o compensi e operazioni attive non fatturate ai fini Iva. I prelevamenti sono invece ritenuti costi in nero che potrebbero aver generato compensi non contabilizzati ai fini Iva. In realtà sono già partite le prime lettere e come da prassi sono di invito al contribuente a presentare la documentazione necessaria per verificare la sua posizione. Più semplice a dirsi che a farsi proprio perché l'anno di riferimento è il 2014 e non sempre il contribuente ha facilità nel dimostrare la destinazione dei prelievi o l'eventuale accredito. Senza dimenticare le difficoltà aggiuntive per alcune categorie, come i produttori agricoli che non sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili, ma alla sola registrazione delle fatture attive e passive.

Perché poi nella lista delle operazione rientrano gli accrediti, i ricavi non giustificati o le operazioni non fatturate. Resta l'incognita della tempistica perché ci sarebbero due settimane di tempo per raccogliere tutta la documentazione, ma non è da escludere che l'Agenzia delle entrate possa concedere qualche settimana in più. Dopodiché, nel caso di risposta insoddisfacente, dalla lettera di invito a fornire giustificazioni si passerà alla contestazione vera e propria.

Succede perché spetta al contribuente l'onere della prova ovvero spetta a lui dimostrare la riconducibilità dei versamenti a redditi dichiarati o legittimamente non tassati, indicando anche i beneficiari dei prelevamenti. Di più: la presunzione legale può essere applicata anche al di fuori del regime d'impresa o di lavoro autonomo, ma può coinvolgere anche le associazioni non aventi scopo di lucro. In ogni caso, le ricostruzioni operate sulla base delle indagini finanziarie godono infatti di una presunzione legale a favore del fisco. Le direzioni provinciali stanno comunque utilizzando questo strumento di accertamento per tutte le categorie di contribuenti proprio per ia al ribaltamento dell'onere probatorio in capo al contribuente.