Multe e cartelle Agenzia Entrate cosa succede se non si pagano. Tutti i casi e rischi

Chi non paga entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale da parte dell'Agenzia entrate Riscossione può essere oggetto di pignoramento.

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Rischi per multe e cartelle non pagate

La situazione è molto più comune di quanto si possa immaginare: il contribuente ha un debito nei confronti della pubblica amministrazione, ad esempio per una multa non pagata oppure per tasse non regolarmente versate. Si trova tra le mani l'ennesima cartella esattoriale dell'Agenzia delle entrate che ha aperto il fascicolo e ha tutta l'intenzione di andare fino in fondo, ben sapendo che i tempi della prescrizione sono ancora lontani.

Tuttavia il contribuente non si trova nelle condizioni di pagare quanto richiesto, anche tenendo conto che la cifra nel tempo è progressivamente aumentata a suon di interessi. Cosa fare? O meglio, quali sono i rischi se non si pagano multe e cartelle esattoriali?

Quali sono i rischi se non si pagano multe e cartelle esattoriali?

Le regole di fondo in questo 2019 sono chiare: chi non paga entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale da parte dell'Agenzia entrate Riscossione può essere oggetto di pignoramento. Si tratta della cosiddetta esecuzione forzata che finisce per travolgere il contribuente in difetto. Ma si tratta del provvedimento finale perché in via preliminare il fisco può procedere con le azioni cautelari ovvero l'ipoteca sugli immobili e il fermo auto. Rispetto al pignoramento non si tratta di un atti di espropriazione, ma di un sistema intermedio per mettere il debitore alle corde.

Cosa può essere concretamente pignorato? Si va dai classici beni immobili purché non sia il solo di proprietà ai beni mobili in casa o in azienda, come il denaro contante o i gioielli, dallo lo stipendio alla pensione fino al conto corrente, ma sempre senza oltrepassare i limiti fissati con la più recente riforma del processo esecutivo.

A quel punto i beni pignorati sono messi in vendita con un'asta ovvero mediante pubblico incanto da parte dell'Agenzia delle entrate e senza l'autorizzazione del giudice. In ogni caso, il fisco è chiamato a iniziare l'esecuzione forzata entro un anno dalla notifica del titolo esecutivo e non oltre il termine di prescrizione.

Chi non paga multe e cartelle rischia il carcere?

Due aspetti vanno necessariamente precisati. In prima battuta, i debiti sono trasmessi agli eredi, al netto degli importi dovuti a titolo di sanzioni. Si tratta di un passaggio fondamentale perché in qualche modo e a meno che intervenga la prescrizione, il debito andrà saldato e nel caso di decesso dell'interessato, saranno gli eredi a dover sanare la situazione. La sola circostanza per l'esonero è il rifiuto entro 10 anni dell'eredità o l'accettazione con il beneficio di inventario.

E in seconda battuta, tra i rischi se non si pagano multe e cartelle esattoriali non c'è il carcere. Qualunque sia il motivo per cui il debitore decide di non saldare la propria posizione, le regole non prevedono l'adozione di misure restrittive o personali. Per essere ancora più chiari, sia che si tratti di impossibilità economica e sia di ostinazione a non voler volontariamente pagare, il provvedimento del carcere non è mai applicabile. Allo stesso tempo, il debitore non è segnalato alla Centrale rischi finanziari (Crif) per questo tipo di inadempienza.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il