Nuove anticipazioni su Decreto Sud, ma anche su secondo decreto lavoro, fisco, abusi edilizi, invalidi e disabili

di Marianna Quatraro pubblicato il
Nuove anticipazioni su Decreto Sud, ma a

Tanti i provvedimenti oltre la Manovra Finanziaria su cui il governo Meloni sta lavorando e importanti per cittadini e lavoratori: quali sono e cosa prevedono secondo le anticipazioni

Quali sono le nuove anticipazioni su Decreto Sud, ma anche su secondo decreto lavoro, fisco, abusi edilizi, invalidi e disabili? Non solo la Manovra Finanziaria 2024: il governo Meloni non lavora, infatti, solo alla definizione delle misure che dovranno ufficialmente rientrare nella prossima Manovra ma anche su una serie di altri provvedimenti che risultano decisamente importanti e toccano diversi settori. Vediamo quali sono.

  • Nuove anticipazioni Decreto Sud
  • Quali sono le misure che potrebbero rientrare nel secondo decreto Lavoro
  • Decreto Fisco e provvedimenti attesi
  • Nuovo Decreto abusi edilizi cosa dovrebbe prevedere
  • Atteso nuovo Decreto invalidi e disabili 


Nuove anticipazioni Decreto Sud

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo Decreto Sud, provvedimento che prevede specifiche misure finalizzate alla crescita e al potenziamento economico delle aree del Sud Italia, con l’obiettivo di raggiungere un maggiore sviluppo e crescita dimensionale del sistema produttivo.

La novità principale del Decreto Sud è l'istituzione di una zona economica speciale unica per tutto il Mezzogiorno, insieme a finanziamenti e a nuove assunzioni per rafforzare la capacità amministrativa degli enti territoriali

Partendo dalla Zes, Zona economica speciale per il Mezzogiorno, dal primo gennaio 2024 è prevista l’istituzione di una Zes unica che comprende le zone di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e che sostituirà le attuali otto Zone economiche speciali istituite nei territori del Mezzogiorno.

Contestualmente alla istituzione della Zes, è stato introdotto un nuovo sistema di governance della ZES Unica, con funzioni di indirizzo, coordinamento, vigilanza e monitoraggio della Zes unica.

Le aziende già operative nella Zes e quelle che si insedieranno potranno beneficiare di diversi vantaggi, come il riconoscimento, fino al 2026, di un credito d’imposta per l’acquisizione dei beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive e la previsione di un’autorizzazione unica per l’avvio delle attività produttive e

Stando alle nuove anticipazioni, il credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali delle imprese varrebbe per gli investimenti di importo non inferiore a 200mila euro effettuati dal primo gennaio 2024 al 31 dicembre 2026.

Il nuovo Decreto Sud prevede ulteriori misure, come:

  • Sviluppo delle aree interne, con istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri di una apposita cabina di regia per garantire l’efficacia della strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese;
  • sostegni alle attività economiche, artigianali e commerciali, attraverso l’erogazione di risorse in favore dei Comuni e individuazione dei beneficiari entro il 31 dicembre 2025; 
  • contratti di sviluppo per la realizzazione di interventi di valore non inferiore a 200 milioni di euro;
  • interventi urgenti in favore dei Comuni di Caivano, Lampedusa e Linosa;
  • potenziamento degli Enti locali e del Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri, con l’assunzione di oltre 2mila nuove unità di personale a tempo indeterminato come funzionari.

Quali sono le misure che potrebbero rientrare nel secondo decreto Lavoro

Il secondo Decreto Lavoro d’autunno potrebbe arrivare tra fine settembre e inizio ottobre e dovrebbe contenere diverse altre misure, a partire dalla conferma dell’aumento del taglio del cuneo fiscale, misura che, stando a nuove anticipazioni, potrebbe rientrare anche nella prossima Manovra Finanziaria.

Con il primo Decreto Lavoro approvato lo scorso maggio, il governo ha aumentato il taglio del cuneo fiscale deciso con la Manovra 2023 portandolo dal 3% al 7% per redditi fino a 25mila (per 1.923 euro lordi mensili di stipendio) e dal 2% al 6% per lavoratori con redditi fino a 35mila euro (per 2.692 euro lordi mensili di stipendio). 

La misura è stata, però, approvata in via temporanea, da luglio e fino a fine anno ma l’intenzione, come confermano le ultime anticipazioni, è quella di prorogare la misura, fino a renderla strutturale o, nel caso non si riuscisse a farlo per mancanza di risorse economiche, prorogarla per i primi sei mesi del nuovo anno.

Altra misura che potrebbe rientrare nel secondo Decreto Lavoro potrebbe riguardare i fringe benefit: si punterebbe, infatti, a rendere strutturale anche l’aumento della soglia esentasse per i fringe benefit fino a 3mila euro per tutto il 2024 e non solo per i lavoratori dipendenti con figli a carico ma estendendoli a tutti i lavoratori dipendenti. Anche questa misura, però, potrebbe rientrare, secondo le anticipazioni, nella Manovra Finanziaria 2024.

Le altre misure attese con il secondo Decreto Lavoro, secondo le anticipazioni, sono le seguenti:

  • nuova detassazione per lavoro straordinario, per aumentare l’importo netto in più percepito dai lavoratori che prestano ore di servizio anche oltre il normale orario lavorativo previsto da relativo Ccnl di assunzione;
  • ulteriore detassazione dei premi produttività;
  • nuova tassazione sul Tfr-Tfs.

Decreto Fisco e provvedimenti attesi

Altro Decreto molto atteso, dopo l’approvazione della delega fiscale di agosto, è proprio quello del Fisco. Le nuove anticipazioni in merito parlano di alcune misure inserite nella delega fiscale che potrebbero essere anticipate nella Manovra finanziaria 2024, ma si tratta di misure minime.

Si parla, infatti, della possibilità di anticipare in Manovra una prima revisione delle aliquote Irpef che, come ben noto ormai, il governo vorrebbe ridurre da quattro a tre da gennaio, accorpando i primi due scaglioni. La misura avrebbe un costo di 3-4 miliardi. 

La revisione delle aliquote Irpef è la misura cardine della delega fiscale su cui il governo si sta particolarmente impegnando per ridurre a tre le attuali quattro aliquote Irpef che sono le seguenti:

  • del 23% per redditi fino a 15.000 euro; 
  • del 25% per redditi tra 15.000 e 28.000 euro; 
  • del 35% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro; 
  • del 43% per redditi oltre i 50.000 euro.
Una delle importanti misure della nuova delega fiscale che potrebbe rientrare nella Manovra Finanziaria 2024 è anche la possibile estensione della no tax area, cioè della soglia di reddito al di sotto della quale non si deve pagare alcuna tassa. 

La no tax area attualmente è diversa per pensionati e lavoratori, per cui per i primi è fissata a 8.500 euro e per i secondi è fissata a 8.174 euro, l’obiettivo del governo Meloni è quello di stabilire una soglia di reddito entro il quale non si pagano le tasse uguale sia per lavoratori che pensionati.

Secondo le ultime notizie, la nuova soglia di no tax area uguale per pensionati e lavoratori potrebbe aumentare per tutti sugli 8.500 euro annui.

Le ulteriori misure attese con il Decreto Fisco sono le seguenti:

  • riordino di deduzioni, detrazioni e bonus;
  • modifiche per le tasse locali, Imu e Tari comprese;
  • nuove tasse per investimenti e conti correnti;
  • concordato preventivo biennale per titolari di Partite Iva;
  • nuova possibilità di rateizzare l’acconto delle tasse di novembre;
  • riduzione della ritenuta d’acconto per i lavoratori autonomi;
  • possibilità di estendere il regime della cedolare secca per i redditi dei fabbricati anche alle locazioni di immobili adibiti a uso diverso da quello abitativo dove il conduttore sia un esercente, un'attività d'impresa, arte o una professione; 
  • previsione di un regime opzionale di tassazione dei redditi d'impresa per aziende in contabilità ordinaria;
  • possibilità per il contribuente di usare Rid, rapporto interbancario diretto (Rid), come strumento di pagamento elettronico.

Nuovo Decreto abusi edilizi cosa dovrebbe prevedere

Si continua a discutere di nuovo Decreto abusi edilizi che dovrebbe innanzitutto prevedere, secondo le anticipazioni, un nuovo condono che potrebbe scattare solo nel caso in cui l’abuso è stato commesso in assenza di vincoli relativi ad un titolo abilitativo o se l’abuso interessa un immobile situato in una particolarmente difficile da un punto di vista ambientale. 

In particolare, secondo le anticipazioni, il nuovo condono edilizio potrà scattare solo se si verificano le seguenti condizioni: 

  • se le opere sono state realizzate in assenza di un titolo edilizio ma nel rispetto di prescrizioni urbanistiche;
  • se i lavori realizzati hanno danni limitati come conseguenze;
  • se le costruzioni risalgono a prima della imposizione del vincolo.
  • se si tratta di opere minori che non riguardano aumento di superficie;
  • se si tratta di costruzioni con concessioni da parte della Autorità.
  • sanatorie automatiche già allargate e si potrebbero ancora allargate per semplificazioni allo studio.
Nel Decreto abusi edilizi potrebbero rientrare anche nuove semplificazioni edilizie così come ulteriori misure in discussione per la riforma del Testo Unico sull’edilizia. 

Atteso nuovo Decreto invalidi e disabili

Sono decisamente poche le nuove anticipazioni sul tanto atteso decreto invalidi, disabili e anziani. Dopo l’approvazione del Ddl anziani, con misure per miglioramento della qualità della vita di anziani e invalidi e potenziamento delle misure di sostegno, ci si chiede se effettivamente il decreto invalidità diventerà realtà entro fine anno.

Il nuovo decreto invalidità dovrebbe prendere le mosse proprio dal Ddl Anziani e puntare al potenziamento di misure già in vigore per invalidi e disabili e anziani, ad aumenti delle pensioni di invalidità e delle indennità per invalidi e disabili, e al miglioramento delle condizioni di vita di anziani, invalidi e disabili e familiari che prestano assistenza, a partire dalla possibilità di garantire autonomia abitativa ad anziani non autosufficienti, al potenziamento dei servizi domiciliari, all’istituzione di fondi per garantire l'assistenza alle persone con disabilità dopo la morte dei genitori.

Il decreto per invalidi e disabili e anziani potrebbe prevedere anche semplificazioni dei alcune procedure, come: 

  • semplificazioni per l’accesso a servizi socio-sanitari, sanitari e di assistenza protesica e riabilitativa;
  • semplificazioni per ottenere autorizzazioni, concessioni, contributi, agevolazioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche e la mobilità;
  • semplificazioni per l’accesso alle prestazioni, ai programmi ai servizi socio-assistenziali, di istruzione, formativi e di inclusione lavorativa;
  • semplificazione dei procedimenti per l’attivazione e l’esercizio delle misure di protezione giuridica per persone con disabilità, coinvolgendo anche i familiari che se ne prendono cura;
  • riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini affetti da patologie croniche e invalidanti; 
  • cancellazione della ripetizione di accertamenti sanitari per le patologie e le disabilità permanenti ed esonero dalla presentazione della documentazione già presente nelle piattaforme o nei singoli fascicoli sanitari;
  • semplificazioni per i familiari che assistono congiunti con disabilità e invalidità, con contestuale riduzione degli oneri amministrativi anche a loro carico e precedenza nell’accesso a servizi socio-assistenziali, sanitari e socio-sanitari.