Nuove tasse locali oltre Imu e Tasi 2019 tra cui tassa viaggiatori. E aumenti esistenti

Il disegno della legge di Bilancio, da approvare con tutte le modifiche del caso entro la fine dell'anno, limita la tassa piatta ai soli contratti siglati nel 2019.

Nuove tasse locali oltre Imu e Tasi 2019

Tasse locali e legge di Bilancio


Sarà un 2019 nel segno delle tasse, soprattutto a livello locale? Forse sì perché c'è la necessità di rientrare nelle spese e di sopperire ai tagli. Ed ecco allora che accanto alla inedita tassa viaggiatori si affianca lo spettro dell'aggravio delle aliquote da parte di Comuni e Regioni. La ragione va cercata nella mancata conferma del blocco degli aumenti di tributi e addizionali locali. In sostanza significa che gli amministratori possono rivedere il livello delle Tasi locali e portarle anche al massimo consentito, ma resta da vedere chi lo farà. Tanto per intenderci, si tratta del 3,3% per l'addizionale Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) regionale, lo 0,8% per quella comunale e il 10,6 per mille per Tasi (Tassa sui servizi indivisibili) e Imu (Imposta municipale unica) sulle seconde case.

Tasse locali e legge di Bilancio

Nella legge di Bilancio approvata dal governo viene dunque a cadere il blocco degli aumenti di tributi e addizionali locali. A leggere con attenzione il testo, viene fuori come l'enfasi sia sugli investimenti, con la riforma del pareggio che sblocca gli avanzi di amministrazione, in misura limitata anche negli enti in rosso, e il fondo per la spesa in conto capitale. La riduzione di 563 milioni di euro l'anno sulla spesa corrente decisa dal precedente esecutivo non è revocata. C'è poi la partita dei 300 milioni di euro del Fondo Tasi che non risultano rifinanziati sul 2019. I numeri parlano chiaro: nel 2019 termina il taglio da 563,4 milioni di euro annui introdotto nel 2014, ma la manovra non ripiana i fondi. Non è prevista al momento la replica del Fondo Tasi per 1.800 Comuni. E cresce la quota da accantonare per il fondo crediti di dubbia esigibilità.

Il disegno della legge di Bilancio, da approvare con tutte le modifiche del caso entro la fine dell'anno, limita la tassa piatta ai soli contratti siglati nel 2019. Negli scaglioni Irpef più alti oggi il prelievo ordinario erode più di metà del canone. La tassa piatta esclude lo stock dei circa 807.000 negozi posseduti da persone fisiche e già locati. La legge di Bilancio per il 2019 prevede la cedolare secca al 21% sui canoni di locazione di negozi per nuovi contratti stipulati da persone fisiche. L'imposta sostitutiva non si applicherà sugli uffici e sui laboratori né sui negozi oltre i 600 metri quadrati di superficie. Infine, le disposizioni contenute nella manovra non consentono di agevolare i contratti stipulati nel 2019 se al 15 ottobre tra le stesse parti e per lo stesso locale c'era già un rapporto in corso poi risolto in anticipo.

E attenzione alle nuove tasse

Si vedrà allora se le proposte dell'Associazione nazionale dei comuni italiani troveranno accoglimento, come il nuovo tributo da applicare nelle città metropolitane di circa 1-2 euro sui biglietti dei passeggeri che partono dagli aeroporti e dai porti. Oppure l'aumento dei tariffari per le imposte sulla pubblicità e l'unificazione di Imu e Tasi in una sola tassa. Il punto è che lo sblocco della leva fiscale che aveva bloccato i tributi è destinato un aumento delle tasse locali.