Nuovi controlli fisco e Agenzia Entrate con Decreto fiscale Antievasione 2019-2020

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Ore febbrili con il governo Conte dell'accoppiata Pd-M5S che sta cercando di trovare il modo per rendere più efficace il contrasto all'evasione fiscale.

Nuovi controlli fisco e Agenzia Entrate

Nuovi controlli antievasione 2019-2020

Quali controlli nuovi o più severi e stretti ci saranno a partire dal prossimo anno 2020 con il decreto Fiscale antievasione collegato alla Legge di Bilancio 2019-2020?

Queste sono ore febbrili con il governo Conte dell'accoppiata Pd-M5S che sta cercando di trovare il modo per rendere più efficace il contrasto all'evasione fiscale.

E anche quest'anno c'è una ragione in più per rafforzare la lotta ovvero la ricerca di quelle coperture necessarie non solo per finanziare i provvedimenti nella prossima legge di Bilancio. Ma anche per rendere meno affannosa la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia ovvero l'aumento dell'Iva.

Un primo assaggio delle intenzioni si è avuto con l'entrata in vigore della Superanagrafe dei conti correnti che, dopo un lungo periodo di gestazione, consegna all'Agenzia delle entrate un'arma in più scovare gli evasori. Ma si tratta appunto solo del primo passo di un percorso più lungo.

Nuovi controlli antievasione 2019-2020

Siamo nella fase conclusiva della definizione del decreto fiscale su cui sta lavorando il governo Conte e dei nuovi controlli del fisco, ma il quadro è sempre più chiaro.

Degli oltre 50 articoli del documento, una buona parte è composta da misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva. Tanto per capirci sulle aspettative intorno a questo pacchetto di provvedimenti, il governo punta a incassa dalla lotta all'evasione fino a 3,3 miliardi di euro mentre l'Agenzia delle entrate ha sensibilmente alzato l'asticella a 9 miliardi di euro.

La prima importante misura da ricordare coinvolge i rimborsi d'imposta perché cambia il meccanismo di funzionamento. I contribuenti a credito Irpef ma con un debito verso il fisco riceveranno direttamente la somma decurtata. Come dire, ci penserà lo Stato a trattenere quanto dovuto prima di erogare il credito.

Decreto fiscale subito in vigore

Cambiamenti in vista anche sul fronte delle compensazioni con l'esecutivo che procede con una stretta sul rimborso dei debiti fiscali in compensazione con i crediti previdenziali.

Quest'ultimi finiscono sotto la lente di ingrandimento dell'Inps e, passaggio di primaria importanza, dovranno essere certificati da un professionista che si assume la responsabilità dell'azione. Per intenderci, si tratta di quanto già avviene nel caso dell'Iva per importi maggiori alla soglia di 5.000 euro.

Tempi più lunghi e vincoli maggiori per ottenere i rimborsi anche perché dal 2020 - stando a quanto previsto dal decreto fiscale - occorre riportare nella dichiarazione dei redditi i dati dei crediti derivanti da Irap, Irpef o Ires e non bisogna avviare una pratica autonoma.

E sempre sul fronte antievasione, l'unificazione di Imu e Tasi dovrebbe portare nelle intenzione del governo alla riduzione del numero di inadempienti.

L'Imu è la tassa sul possesso di un immobile, a eccezione della prima casa purché non di lusso mentre la Tasi è la tassa sui servizi, una parte della quale è dovuta dal locatario dell'immobile. La quota varia generalmente tra il 10 e il 30% dell'importo totale.

Dal punto di vista procedurale, tutte queste novità entreranno in vigore non appena il decreto sarà approvato e quindi non occorre aspettare i tempi di approvazione della manovra, attesi entro la fine dell'anno.

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