Nuovi controlli per cittadini, professionisti e aziende al via da Agenzia Entrate nel 2023

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Nuovi controlli per cittadini, professio

Controlli fiscali 2023 via stretta richiesta ue

Quali sono i nuovi controlli contro l’evasione fiscale pronti a partire dal prossimo anno e ulteriore stretta richiesta da Ue

Come si preparano a cambiare i nuovi controlli contro l’evasione fiscale già previsti al via nel 2023 e cosa prevede la stressa ulteriore richiesta dall’Ue? Il fenomeno dell’evasione fiscale continua ad essere centrale nelle discussioni politiche non solo interne nel nostro Paese ma anche a livello europeo. E mentre il governo pensa e definisce nuovi sistemi di controlli fiscali a partire dal prossimo anno, anche l’Ue chiedere rafforzamenti in tal senso. 

  • Nuovi controlli evasione fiscale al via nel 2023
  • Nuova stretta richiesta da Ue contro evasione fiscale

Nuovi controlli evasione fiscale al via nel 2023

Si preparano a cambiare i controlli contro l’evasione fiscale nel 2023, con novità già annunciate dal governo Meloni, a partire dai nuovi controlli fiscali che scatteranno sul 730 2023 e che saranno più capillari per chi non accetta la dichiarazione dei redditi precompilata direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Il fisco può, infatti, decidere di avviare specifici controlli sulle dichiarazioni dei redditi che però solitamente non vengono effettuati sulle dichiarazioni dei redditi presentate con modello 730 precompilato accettato senza modifiche. 

Sono poi previste esenzioni dai controlli fiscali per chi presenta la dichiarazione dei redditi tramite Caf o intermediari abilitati e non solo tramite precompilata, ma con spese sanitarie non modificate.

In ogni caso, l’intermediario deve sempre verificare che le informazioni presentate dal contribuente e inserite nella precompilata sono le stesse inviate tramite tessera sanitaria, ma non ha più l’obbligo di conservare fatture e scontrini che riguardano le spese sanitarie del contribuente.

Inoltre, nuovi controlli e accertamenti fiscali nel 2023 saranno eseguiti con il nuovo algoritmo di verifiche derivanti dall’incrocio di diversi dati del contribuente, che sarebbe dovuto partire nel 2022 ma che molto probabilmente sarà rinviato al prossimo 2023.

Si tratta, in particolare, del nuovo algoritmo antievasione fiscale basato sull’interconnessione fra le banche dati dell’Anagrafe tributaria che dovrebbe essere usato per definire, a livello centrale, apposite liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione da rendere poi note alle strutture periferiche dell’Agenzia delle Entrate e che nascono dall’incrocio tra i dati presenti nell’Archivio dei rapporti finanziari e le altre informazioni in possesso dell’Amministrazione finanziaria. 

Infine, stando a quanto recentemente deciso, le nuove regole relative a controlli fiscali riguardano le Partite Iva forfettarie nel 2023. Si preparano, infatti, a scattare dal prossimo anno nuovi controlli per professionisti e lavoratori autonomi con Partita Iva forfettaria e soprattutto sulle cosiddette Partite Iva apri e chiudi.

In particolare, è stato stabilito che chi chiude una Partita Iva e vuole poi nuovamente aprirla, può farlo come:

  • lavoratore autonomo;
  • imprenditore individuale;
  • rappresentante legale di società;
  • associazione o ente, con o senza personalità giuridica, costituite successivamente al provvedimento di cessazione della partita Iva.

Ma la riapertura della Partita Iva sarà possibile solo a condizione che sia prima fatta una polizza fideiussoria o fideiussione bancaria per la durata di tre anni dalla data del rilascio e per un importo non inferiore a 50mila euro.

Il nuovo obbligo di fideiussione si affianca a controlli mirati che puntano ad individuare i casi di evasione e frode fiscale collegate proprio all’apertura e alla chiusura continue di partite Iva. 

Nuova stretta richiesta da Ue contro evasione fiscale

Ai nuovi controlli fiscali pronti a partire nel 2023 potrebbero aggiungersi ulteriori novità per la stretta ancora richiesta dall’Ue contro l’evasione fiscale. Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, la lotta all’evasione fiscale per l’Ue è fondamentale per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche e il buon funzionamento dell’Unione Europea. 

Le proposte dell'Ue contro l’evasione fiscale si pongono l'obiettivo di garantire la parità di trattamento degli Stati membri, migliorare l’efficienza del mercato interno e rafforzare la competitività dell’Ue. 

L’Ue punta a introdurre un nuovo meccanismo per il coordinamento fiscale per assicurare la totale parità tra tutti gli stati membri, meccanismo che dovrà basarsi sulla definizione di standard comuni in materia di Iva, imposta sulle società e accise e bisognerà anche introdurre nuovi limiti alle concessioni fiscali tra gli Stati facenti parte dell’Unione Europea.

La stretta Ue riguarda, dunque, soprattutto il recupero dell’evasione Iva e per farlo l’Ue Ue introdurrà uno standard a livello di comunitario per la comunicazione in tempo reale delle forniture transfrontaliere, tramite fatturazione elettronica basata sulle transazioni.

Ogni transazione di beni tra imprese all’interno della Ue dovrà, infatti, essere accompagnata da una fattura elettronica, per permettere così agli Stati membri di contrastare le frodi fornendo loro le informazioni in tempo reale in modo da agire tempestivamente su transazioni sospette.