Nuovo Decreto Luglio-Agosto 2020 per aiuti economici per coronavirus. Nuove misure dal Governo Conte

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Nuovo Decreto Luglio-Agosto 2020 per aiu

Aiuti economici per scuola, turismo, artigianato, commercio

Ci sono anche i comuni tra i destinatari degli aiuti economici allo studio a Palazzo Chigi. Il rischio dissesto è concreto per molti di loro. Focus su lavoro, scuola, turismo, artigianato, commercio.

Le misure sin qui introdotte per favorire la ripresa non sono sufficienti per rimettere l'Italia in tempi brevi nei giusti binari.

Sono troppe i settori in sofferenza e i provvedimenti adottati decreto dopo decreto sembra più utili per tamponare l'emergenza ovvero ricompensare famiglie e imprese per il lockdown per coronavirus che ha paralizzato le attività.

L'impatto del coronavirus è stato di una virulenza tale (dal punto di vista economico) da spingere il governo a valutare l'introduzione di un secondo maxi pacchetto di misure. Sul tavolo ci sarebbero fino a 10 miliardi di euro che verrebbero spesi in parte in deficit e in parte chiedendo un finanziamento all'Europa.

In questa fase preliminare le principali forze della maggioranza dell'esecutivo - Movimento 5 Stelle e Partito democratico - avrebbero già individuato le priorità ovvero quei comparti che avrebbero bisogno di un aiuto economico in tempi stretti.

Le preoccupazioni maggiori sono per il lavoro e in particolare la cassa integrazione, e a seguire comuni, scuola, turismo ovvero tutti quelli che hanno subito (e stanno continuano a farlo) le maggiori conseguenza dal coronavirus. Vediamo cosa sta succedendo tra

  • Aiuti economici per i comuni
  • Aiuti economici per il lavoro
  • Aiuti economici per scuola, turismo, artigianato, commercio

Aiuti economici per i comuni

Ci sono anche i comuni tra i destinatari degli aiuti economici allo studio a Palazzo Chigi.

Il rischio dissesto è concreto per molti di loro e lo stesso presidente del Consiglio aveva pubblicamente ammesso la possibilità che prossimamente venga chiesto un nuovo scostamento di bilancio.

Ma per finanziare questo e altri provvedimenti servono soldi e l'idea è di fare riferimento ai finanziamento europei.

Aiuti economici per il lavoro

I finanziamenti europei sarebbero utili sopratutto nel mondo del lavoro. Anzi, esiste un fondo dedicato - il Sure - che è nato con questo scopo.

Si tratta del nuovo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza ed è pensato per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori che risentono della pandemia di coronavirus.

Dal punto di vista pratico assicura assistenza finanziaria per un totale di 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti, concessi dall'Europa agli Stati membri a condizioni favorevoli.

I prestiti aiuteranno gli Stati membri ad affrontare aumenti repentini della spesa pubblica per il mantenimento dell'occupazione.

L'intenzione è si sfruttarli soprattutto per finanziare la cassa integrazione che si sta avvicinando gradualmente alla scadenza, in modo tale da poterla prorogare per le aziende che ne abbiano bisogno fino a Dicembre, bloccando ancora i licenziamenti.

Si sta studiando anche come fare ad utilizzare questi soldi anche per un aiuto concreto alle partite iva, piccole imprese, professionisti per i prossimi mesi, senza dimenticare i cococo, braccianti agricoli e altri lavoratori al momento penalizzati ancora dalla crisi del covid

Segno concreto che ci sta già muovendo in questa direzione, è che proprio ieri il Governo ha chiesto ufficialmente all'UE almeno 20-30 miliardi di fondi dal SURE da utilizzare in parte anche per finanziare queste nuove iniziative

Aiuti economici per scuola, turismo, artigianato, commercio

A proposito di soldi, ci sono anche quelli del Recovery Fund, utili per finanziare enti locali, turismo, artigianato, commercio (incluse le partite Iva) e scuola.

Il problema sono i tempi perché non saranno disponibili prima della fine dell'anno (c'è chi ipotizza anche ben oltre) mentre l'emergenza è adesso.

Come ricordato da Laura Castelli, viceministra all'Economia, sono risorse indispensabili per andare avanti e serviranno a finanziare questi comparti.

L'attenzione è anche e soprattutto per la scuola così da assicurare la ripartenza dell'anno scolastico a settembre. Il punto è che i  soldi che servono subito, prima della manovra di fine anno, per concludere l'anno 2020.

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