Pace fiscale procede. A chi spetta, quando inizia, come funziona il condono 2019

Le cartelle possono essere saldate pagando un'aliquota variabile, del 6, il 10 o il 25% a seconda dell'entità del debito e del reddito del debitore.

Pace fiscale procede. A chi spetta, quan

Pace fiscale: per chi, quando


Gli utlimi sviluppi e novità sulle pace fiscale, come va avanti e come procede, nelle ultime notizie e ultimissime, che vorrebbero un allargamento rispetto alle ultime ipotesi. Il punto della situazione per capire le varie ipotesi della Lega e del M5S comprese le ultime di Salvini e Di Maio.
 

Si lavora sulla pace fiscale con i contribuenti o in quella che molti definiscono più sempicemente un grande condono fiscale e non passa giorno che non vi siano novità da parte della Lega o M5S o in generale dall'esecutivo. Stando alle ultime notizie,  riguardanti l'ultimissima versione che sta circolando nei piani alti del governo, l'intenzione è quella di applicare un 10% di favore per somme fino a 5 milioni di euro. Le risorse recuperate verrebbero poi sfruttate per finanziare gli obiettivi nella legge di Bilancio, ma questo è un altro capitolo. Il punto è semmai un altro: una parte dell'esecutivo, la Lega, è disposta ad allargare le maglie e a dare un vero significato alle parole pace fiscale. Maggiore cautela è invece espressa dal Movimento 5 Stelle, più propensa a implementare un provvedimento maggiormente selettivo e con più paletti.

Pace fiscale: per chi, quando e come sarà

Comunque sia, contenziosi, liti, cartelle e somme varie che i contribuenti devono al fisco saranno oggetto di un articolato provvedimento del governo da applicare già il prossimo anno. Nella legge di Bilancio si punta a una pace fiscale che sia il più completa possibile. Lo schema prevede che dalla fase del preaccertamento a quella degli accertamenti veri e propri con il rilancio del contraddittorio tra Fisco e contribuenti fino alle liti fiscali pendenti, tutto sia normato e coperto. E per la riscossione sarà prevista la definitiva rottamazione del magazzino della ex Equitalia, le cui funzioni sono adesso trasferite in capo all'Agenzia delle entrate Riscossione. A completare il quadro della pace fiscale, così come da ipotesi prevalente e in attesa della versione definita, anche il terzo capitolo della voluntary disclosure sul contante e le cassette di sicurezza.

Aliquota variabile del 6, il 10 o il 25%

Via libera alla pace fiscale anche da parte del senatore della Lega Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture. A suo dire, dopo due rottamazioni delle cartelle Equitalia, occorre dare la possibilità a chi oggi viene considerato inesigibile di saldare il proprio debito con una piccola somma. Le cartelle - spiega al Corsera - possono essere saldate pagando un'aliquota variabile, del 6, il 10 o il 25% a seconda dell'entità del debito e del reddito del debitore. Ci sono 750 miliardi di euro di questi crediti inesigibili - ricorda - che si considerano tali ma solo nelle condizioni date. Se cambiano queste condizioni e si rendono più favorevoli, la gente pagherebbe.

Pace fiscale 2019: la prima proposta del governo

La pace fiscale dovrebbe rientrare nella riforma fiscale che prevede anche flat tax e reddito di cittadinanza. Secondo il ministro Tria, potrebbe favorire il rientro dei debiti sostenendo, allo stesso tempo, le persone che si ritrovano in reali e grosse difficoltà economiche. Il piano di pace fiscale della Lega comprende tre misure che riguardano il pre-accertamento, le liti potenziali e il contenzioso. Con il pre-accertamento, il contribuente che ha evaso o pensa di aver sbagliato l’adempimento e decide di regolarizzare la sua posizione potrà versare il 15% sulla parte incrementale delle imposte dirette dovute, sommate all’Iva che dovrà comunque essere sempre versata.

Le liti potenziali riguardano gli accertamenti in corso, processi verbali di constatazione emessi dalla Guardia di Finanza e avvisi di accertamento che potrebbero essere risolti con la pace fiscale e in questo caso verrebbero cancellate sanzioni e interessi di mora. Il contenzioso, invece, prevederebbe tre gradi di giudizio e: se il contribuente vince il processo in primo grado e vuole evitare l’appello, può chiudere la lite pagando il 50% della cifra dovuta al Fisco; se il contribuente vince la lite davanti alla Commissione regionale e va verso il giudizio in Cassazione, può chiudere la lite pagando il 20% della cifra dovuta; infine, se il contribuente perde il contenzioso o ha ragione solo in parte, non verserebbe né sanzioni, né interessi e la cifra da pagare sarà oggetto di conciliazione tra le parti.

La Pace Fiscale vale per i contribuenti che hanno debiti fino a 200.000 euro, comprese sanzioni, more e interessi. Coloro che superano tale importo di debito non possono invece saldare il loro debito nei confronti del Fisco con questa novità. Saranno, invece, esclusi dalla Pace fiscale i morosi della rottamazione cartelle che non hanno saldato le rate o l’importo rottamato con le definizioni agevolate vigenti. Stando a quanto anticipato dalle prime stime, dalla Pace fiscale potrebbe derivare un gettito compreso tra i 40 e i 60 miliardi di euro per i prossimi due anni; per altri, invece, si parla di ricavi ci circa 35 miliardi di euro.

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