Partita Iva, controlli fiscali 2019. Ecco quali sono

di Marianna Quatraro pubblicato il
Partita Iva, controlli fiscali 2019. Ecc

Controlli partita Iva 2019, come avvengono

L'Agenzia delle entrate punta sulla completezza dei controlli che riguardano le partite Iva con regime ordinario e forfettario. Cosa sta succedendo.

Sono soprattutto gli autonomi e i professionisti con partita Iva i lavoratori su cui si concentrano i controlli fiscale. E in qualche modo non potrebbe essere diversamente. Se l'obiettivo dell'Agenzia delle entrate è stroncare l'evasione fiscale, è chiaro come le maggiori possibilità di nascondere guadagni al fisco per nascondere le imposte sono nelle mani delle partite Iva.

A differenza dei lavoratori dipendenti, le tasse non sono calcolate e prelevate alla fonte poiché l'operazione va eseguita solo al termine dell'anno fiscale in base ai ricavi ottenuti, variabili ogni anno.

Sotto la lente di ingrandimento delle Entrate ci sono sia le partite Iva con regime ordinario e sia quelle con regime forfettario, che hanno tutto l'interesse a non superare la soglia massima di ricavi o di guadagni per rimanere in questo regime fiscale che permette di pagare un'aliquota fissa al 15%.

Controlli partita Iva 2019, come avvengono

Il primo aspetto da evidenziare è dunque la completezza dei controlli da parte dall'Agenzia delle entrate che riguardano sia le partite Iva con regime ordinario e sia quelle con regime forfettario, quelle cioè con soglia massima di ricavi o di guadagni di 65.000 euro per pagare un'aliquota unica del 15% o del 5% per le startup.

Su cosa si concentrano i controlli? Sostanzialmente sul rispetto dei requisiti di reddito, ma anche sull'eventuale passaggio artificioso da un sistema all'altro.

Il focus è anche sul contribuente, tenendo conto che non possono accedere chi partecipa a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari o che controllano società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d'impresa arti o professioni.

La novità di questo 2019 in termini di controlli fiscali sulle partite Iva è l'entrata in vigore degli Isa, gli Indicatori sintetici di affidabilità fiscale che sostituiscono gli studi di settore.

Si tratta della vera e propria media degli indicatori di affidabilità e anomalia (la plausibilità di ricavi e compensi, del valore aggiunto e del reddito; l'affidabilità di dati dichiarati e le anomalie economiche) e assume un valore da 1 a 10, ma con conseguenze immediate.

Chi ottiene un voto più basso di 6 è considerato poco affidabile sul piano fiscale e dunque passibile di controlli da parte dell'Agenzia delle entrate. All'opposto, chi ottiene almeno 8 può godere di vantaggi e premi.

Controlli automatici partite Iva 2019

E attenzione ai controlli automatici su società e liberi professionisti sulla base dell'algoritmo messo a punto che spulcia la dichiarazione dei redditi e li confronta i movimenti sui conti e i pagamenti in contanti.

Ricordando che spetta al contribuente l'onere della prova ovvero dimostrare la correttezza del proprio comportamento, nel caso in cui l'Agenzia delle entrate registri anomalie nella dichiarazione dei redditi, riceve la cosiddetta comunicazione di compliance.

Lo scopo del fisco è cercare una via rapida e amichevole prima di aprire il contenzioso. In termini concreti questa comunicazione serve per regolarizzare omissioni o incompletezze. Autonomi e professionisti con partita Iva hanno più possibilità: possono sanare la posizione, riportare i dati corretti versando la sanzione, mettere alla luce elementi trascurati dall'Agenzia delle entrate o segnalare errori che possono aver distorto il giudizio finale così come espresso nella comunicazione di compliance.

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