Flat tax per partita iva. Nuovo regime forfettario. A chi conviene. Vantaggi e svantaggi

Si comincia con le aziende e le partite Iva sotto i 100.000 euro di fatturato. In seguito la promessa è di estenderla a tutti. Ecco i dettagli aggiornati.

Flat tax per partita iva. Nuovo regime f

Imposta per tutti al 15%


SI susseguono le novità su quella che potrebbe essere la flat tax e nelle ultime notizie e ultimissime si pensa ad un inizio cauto nella manovra finanziaria e legge di bilancio 2019 con una flat tax solo per le partite iva sempre se ce ne sarà lo spazio.

Inizia a prendere forma quella imposta per tutti al 15% ai titolari di partita Iva secondo lo schema della tassa piatta proposto dal governo, una novità del Fisco spinta soprattutto sul versante Lega . Il percorso sembra tracciato con estrema chiarezza e stando, alle ultime notizie e a quanto comunicato direttamente dagli esponenti del governo e in particolare dal sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, i primi segnali arriveranno già con la legge di Bilancio. Si comincia con le aziende e le partite Iva sotto i 100.000 euro di fatturato. In seguito la promessa è di estenderla. Per la generalità dei contribuenti, l'aliquota Irpef per chi guadagna fino a 15.000 euro verrà ridotta dall'attuale 23 al 22%.

Imposta al 15% ai titolari di partita Iva

Il consigliere economico di Matteo Salvini, Armando Siri, ha spiegato allora come il governo voglia dare subito un segnale molto forte ai titolari delle partite Iva applicando una imposta piatta. Come ha spiegato al Corsera, sta valutando le soglie che potrebbero essere il 15% fino a 65.000 e il 20% per la parte eccedente, fino a 100.000 euro. Fino a 65.000 sarebbe una imposta forfettaria che assorbirebbe tutto. Chiari anche i destinatari: professionisti, artigiani, società di persone, snc (società in nome collettivo), sas (società in accomandita semplice), le srl (società a responsabilità limitata) cosiddette in trasparenza. Un milione e mezzo di soggetti, due milioni con il tetto a 100.000 euro.

Capitolo Irpef, sono in corso di valutazione l'opportunità, l'impatto e la spesa. Ci sono adesso più ipotesi sul tavolo - spiega Siri - su come procedere ovvero se ridurre l'aliquota sul primo scaglione subito, o immaginare qualcosa di più importante dopo. Di certo non tutto il programma di governo sarà concretizzato da qui alla fine dell'anno perché l'orizzonte temporale è quella dell'intera legislatura. Il tutto si lega con un altro caposaldo del programma del governo: cartelle saldabili con aliquote variabili in relazione al reddito. Si tratta di offrire la possibilità a chi oggi viene considerato inesigibile di saldare il debito con una piccola somma aggiuntiva (il 10?).

A chi conviene, i pro e contro

L'innalzamento da 30.000 a 65.000 euro di ricavi della soglia di accesso al forfait (aliquota 15#%) interesserà 92.000 professionisti. Buona parte di avvocati, geometri e biologi rientra nel limite attuale. Più coinvolti i commercialisti e i consulenti del lavoro. Stando ai calcoli del Sole 24 Ore, su un campione di quasi 500.000 professionisti ordinistici il 54% si è collocato nel 2016 al di sotto dei 30.000 euro (requisito attuale): per molti degli altri potrebbe aprirsi la chance dell'aliquota al 15% o al 20%. La nuova flat tax fino a 100.000 euro - rileva il quotidiano - interessa molto meno le professioniste donna. Queste infatti scontano ancora un gap di reddito che le porta a collocarsi nelle fasce basse, non coinvolte dall'innalzamento delle soglie. Sarà importante scoprire se la manovra ammorbidirà gli altri limiti per accedere al forfait, oltre al tetto dei ricavi. Oggi occorre anche non aver pagato più di 5.000 euro lordi a collaboratori e dipendenti nel corso dell'anno. Non solo, ma il costo totale dei beni strumentali a fine esercizio non deve superare 20.000 euro.

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